Serie A 2014-15: top & flop 17° giornata

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Top:

Felipe Anderson: Sempre più su l’ex incompreso di casa Lazio. Un gol e due assist e tante fughe in cui i doriano non possono fare altro che guardarlo scappare, anzi volare. Adesso la Lazio crede davvero nella Champions.

Berardi: Partita perfetta per l’attaccante calabrese che dopo la quaterna ai rossoneri del Gennaio 2014 regala un’altra grande giornata al Sassuolo: due assist perfetti che valgono il colpaccio alla Scala del calcio. Grande!

Astori: Gol fantasma a parte, è il miglior difensore della Roma, permettendo ai suoi di sopravvivere nel momento più duro del match, dove l’agonismo dell’Udinese va oltre ogni immaginazione. Dalle sue parti non si passa e l’intervento con il quale ferma una discesa di Allan è decisivo.

Lazarevic: La sua entrata in campo cambia la gara esclusivamente per il fatto che nessuno aveva corso quanto lui durante la gara. Crea un paio di occasioni pericolose e il rimpianto di non averlo visto dall’inizio è tanto per i tifosi veronesi.

Matri: Primo tempo da dimenticare, ma nella ripresa si trasforma prima guadagnando il rigore che riapre il match e poi siglando la rete del definitivo pari. Trova finalmente il primo gol al Ferraris.

Dybala: Ancora lui, sempre lui in questo Palermo dei miracoli. Doppietta, rigore conquistato, uno non dati e tantissimi spunti. A fine anno difficilmente resterà nel nostro campionato.

Rugani: Nessuna sbavatura in difesa anche quando cambia il patner difensivo a causa dell’espulsione di Tonelli. Preciso e già pronto per una grande.

Mirante: Finalmente ritorna tra i big dopo una prima parte di stagione pessima tra papere e infortuni. Diversi interventi decisivi e il rigore parato permettono al Parma di iniziare alla grande il nuovo anno.

Higuain: L’eroe della Supercoppa ricomincia l’anno come aveva finito il 2014, cioè con una doppietta. Mette in scena anche un assist per Hamsik e più in generale domina la scena al Manuzzi.

Handanovic: Se l’Inter rimane in vita prima della mezz’ora di fuoco nerazzurra gran parte del merito è del suo portierone autore di almeno cinque parate di cui tre difficilissime.

Flop:

Obiang: Si perde Parolo sull’1-0 e soffre per tutta la gara l’uragano biancoceleste. Viene sostituito e non la prende nemmeno bene.

De Sciglio: L’involuzione del ragazzo della Primavera rossonera continua. Spinge poco e male, soffre in modo incredibile Berardi.

Maicon: Si apre una voragine dal suo lato poiché è davvero imbarazzante la sua prestazione. La sua gara dura solo un’ora: Garcia lo leva per evitare guai.

Martinez: C’è ma non si vede minimamente. Sostituisce Amauri prima dell’inizio del match e ci si aspetterebbe più rabbia da uno che non è titolare fisso, invece il nulla più totale.

Roncaglia: Sempre fuori posto. Nell’azione del gol di Zappacosta non è posizionato bene e nel secondo gol è proprio un suo errore a far partire l’azione. Sciagurato.

Crisetig: Malissimo. Sempre preso dentro in mediana, in ritardo sul primo gol, perde palloni suicidi e non trova mai lo spunto giusto. Un disastro come la sua squadra.

Halfredsson: Una sua scivolata sciocca in mezzo al campo gli costa il secondo giallo che lascia la sua squadra senza il vantaggio di giocare con l’uomo in più. Errore clamoroso per uno della sua esperienza.

Gomez: Tanto impegno ma tanti, tanti errori. Dal dischetto sembra poter fermare la maledizione ma anche lì sbaglia. Ormai è in crisi profonda.

Capelli: Un disastro la sua gara. Si addormenta sulla prima rete di Higuain, infila nella propria porta il 3-0 e solo una svista di Massa evita che gli venghi assegnato un rigore contro. Con difensori del genere il Cesena ha poca strada da fare in Serie A.

Kuzmanovic: E’ la nota dolente dei nerazzurri. Centrifugato dal centrocampo bianconero, non ha respiro e non riesce ad impostare l’azione e a dare i tempi alla squadra. Viene sostituto dopo cinquanta minuti.

Llorente: Pessima la sua prova, incapace di completare anche le sponde più elementari.