Reggina e Catanzaro, difficoltà “finali”

In questa avvincente ma dura Lega Pro, Reggina e Catanzaro hanno entrambe da recriminare con…il cronometro. Infatti entrambe le formazioni calabresi hanno smarrito diversi punti nei minuti finali di gioco e, più in generale, nei secondi tempi.

La situazione più critica è quella della Reggina, ultima in classifica e in crisi nonostante il recento cambio della guida tecnica. Il gruppo amaranto è un gruppo giovane e l’inesperienza porta molto spesso a non riuscire a gestire la pressione e le aspettative che il tifo reggino riversa nei confronti di una squadra che solamente sei anni fa si trovava in Serie A. Gli amaranto, però, si dimostrano nettamente una squadra a due volti: da un lato quella che nel primo tempo gestisce bene la gara tenendo alta la concentrazione ma che pecca negli ultimi sedici metri; dall’altro una squadra che nella seconda frazione di gioco si intimorisce e subisce tantissimo (addirittura quattordici gol). Un altro dato evidenzia la mancanza di reazione degli amaranto: una volta subito un gol non lo si riesce a rimontare. Anche dal punto di vista offensivo si realizza poco nei secondi quarantacinque minuti: solo cinque gol, di cui molti inutili.

Adesso, in vista della sfida contro il Benevento, sta a Tortelli il compito di lavorare innanzitutto sulla testa dei suoi giocatori.

Diverso è il discorso per il Catanzaro, sesto in classifica, che nelle ultime gare ha trovato la Zona Cesarini a suo favore vincendo nella difficile trasferta contro il Lecce e in casa contro il Barletta. Questa situazione però è l’esatto opposto di quanto avvenuto nelle gare precedenti, dove i minuti di recupero erano stati fatali alle aquile. Era successo ad esempio nella gara interna contro il Matera (gol di Noia al 48°), contro il Lamezia (Voltasio in gol ancora al 48°) e contro la Salernitana (Calil al 49°). Adesso per proseguire su questa strada bisognerà vincere a Messina, un campo non facile, ma la fortuna sembra spirare verso le maglie giallorosse.

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