Profondo (giallo)rosso

Finisce in disfatta la grande sfida che la Roma lanciava al Bayern e a tutto il grande calcio europeo. Un 1-7 che ricorda per punteggio, proporzioni e successioni delle reti (la seconda e la terza vengono segnate agli stessi minuti) il tracollo Mondiale del Brasile contro la Germania. Sempre i tedeschi protagonisti, insomma.

La Roma, forse la nostra migliore squadra per qualità di gioco, affonda a causa della sua presunzione, pensando che si potesse giocare la partita a viso aperto, senza però considerare che la squadra di Guardiola è nettamente una spanna sopra il nostro calcio. Un piccolo calcolo basta per fare le giuste proporzioni tra il nostro campionato e il livello delle coppe europee: la Roma Sabato regolò la pratica Chievo, una delle piccole della Serie A, in mezz’ora, mentre nello stesso tempo i bavaresi hanno chiuso il match con i primi tre gol di una lunga serata. Questo significa che in Europa siamo ancora piccoli piccoli, nonostante il recente miglioramento nel ranking e il nuovo approccio dato all’Europa League. Fin quando si tratta di giocare contro Malmoe e Cska non ci sono problemi, riusciamo ancora a farci valere, anche se con qualche difficoltà; quando però il livello si alza, inesorabilmente veniamo travolti senza riuscire ad opporre alcuna resistenza.

L’esempio lampante del declinio in cui si trova il nostro attuale campionato nel confronto con l’Europa è il play off estivo del Napoli, perso meritatamente contro l’Athletic Bilbao, squadra in crisi in Liga e che in Coppa ha racimolato solo un punto in tre gare in un girone molto abbordabile.

Questo significa che sono sempre più lontani i tempi in cui si sfidavano le grandi d’Europa senza paura, quando il ranking ci sorrideva e le Coppe arrivavano in Italia. Nella scorsa stagione la Juve dei record totalizzò ben 102 punti in campionato (vincendo 19 gare casalinghe su 19!!!), ma nel girone di Champions ne ottenne solo 6 su 18 (precisamente un terzo), perdendo punti contro Galatasaray e Copenaghen, non di certo corazzate.

La serata di Roma- Bayern e quindi l’ultima puntata di una lunga serie, con gli Ottavi di Champions come obiettivo stagionale, sognando i Quarti come un vero e proprio miraggio. La Roma paga la scelta del suo allenatore di volersi giocare la gara a viso aperto, senza considerare che tra i suoi giallorossi e i baveresi c’è tanta, troppa, esperienza di differenza e a questi livelli questo conta tanto. Esattamente come Scolari, anche Garcia dopo il 2-0 non opera mosse tattiche e sostituzioni per cercare di arrivare almeno a fine primo tempo mantenendo questo passivo, scegliendo (o rimanendo imbambolato senza scegliere) di continuare a giocarsela piuttosto di preferire di perdere dignitosamente.

Il primo tempo è una vera e propria mattanza, con Robben che brucia Cole nell’azione del primo gol, seguito a ruota da Gotze, Lewandowski e Muller che ampliano il risultato di cinque reti, passivo record all’intervallo nella storia delle italiane nelle Coppe europee. La seconda frazione, con l’uscita di un’inutile (per queste gare dove bisogna solo contenere) Totti per Florenzi, si riequilibria e sono molte le occasioni che Neuer salva sulle offensive giallorosse, che si concluderanno con un palo e con il gol della bandiera di Gervinho. Dopo la rete dell’ivoriano arrivavano, però, altre due reti, cioè quelle dei subentrati Ribery e Shaqiri, volenterosi di ben figurare di fronte allo stratega Guardiola, che si trova tra le mani una squadra che è la somma del Bayern di Heysenck, del primo Borussia di Klopp e dello strapotere offensivo tipico del Barcellona degli anni d’oro.

Per fortuna della Roma questa debacle, che ricorda la sconfitta patita dai giallorossi di Spalletti nel 2007 a Manchester, è rimediabile, soprattutto considerando che il City ha pareggiato in Russia e che quindi i punti di vantaggio sugli inglesi sono due, gestibili in vista dello scontro diretto dell’ultima giornata. Di sicuro Garcia dovrà verificare già Sabato sera a Genova contro la Sampdoria quante scorie ha lasciato una gara del genere nella testa dei suoi giocatori: urge reagire subito, prima che questo tracollo diventi un pesante masso alle ambizioni stagionali della Roma. Curiosamente anche nel 2007, dopo l’1-7 subito, si giocò contro la Sampdoria, vincendo per 4-0.

I cori ininterrotti dei tifosi giallorossi per tutta la gara possono essere la base da cui ripartire: una squadra con dietro una tifoseria come quella giallorossa può riprendersi meglio da un risultato del genere. A fine gare i tifosi incitavano i loro idoli a concentrarsi sul campionato, vero e proprio obiettivo di questa stagione giallorossa, ma per potersi rituffare anima e corpo nella Serie A bisognerà mettersi alle spalle questa serata, magari stupendo l’Europa tra due settimane a Monaco di Baviera.

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