Top e flop Serie A 2014-15: 11° giornata

Top:

El Shaarawy: Il Faraone è tornato!!! Ritrova il gol nel campionato italiano dopo 622 giorni e più in generale (considerando anche le coppe) dopo 14 mesi. Gli infortuni lo hanno tormentato per tutta la stagione passata e finalmente, dopo qualche panchina, in questa nuova stagione sta ritrovando quella continuità di minutaggio che tanto gli può fare bene per ritornare il giocatore che nel 2012 raggiunse per diverse settimane la vetta nei cannonieri di A.

A Genova realizza una rete di pregevole fattura come suo solito e si impegna sia in fase offensiva che di ripiegamento. In Liguria aveva esordito in A, in Liguria può iniziare la sua rinascita.

Perotti: Bellissima partita dall’argentino, macinatore di chilometri dal piede fatato. Produce assoli e palloni invitati per i suoi compagni e per gli avversari, visto che provoca l’autogol di Rossettini. Ottima conferma del Genoa, una delle squadre più in forma del campionato.

Tevez: Realizza una rete di rara bellezza, facendo un coast to coast imprendibile. Insieme a questo splendido gol ne realizza un altro che lo portano ad un totale di otto reti stagionali in A. Nessuno in Serie A incide quanto lui: top player.

Barba: Alla sua seconda gara in A mostra tutto il suo potenziale. In difesa blocca tutto e in attacco realizza una rete d’oro per il cammino salvezza dei suoi.

Dybala: Ancora lui tra i migliori della settimana. Insieme a Vazquez formano una coppia di attaccanti anomali ma particolarmente pungenti. Implacabile dal dischetto, è il valore in più di questa squadra.

Pellissier: Il trentacinquenne bandiera del Chievo ritorna in campo e si riprende il posto con due reti fondamentali. Contro il Cesena segna, controlla, determina e istruisce: la sua voglia non è un ricordo ma è ancora viva. Arma in più per Maran per risalire la china.

Higuain: E’ tornato finalmente leader. Oltre al gol realizza un lavoro intenso, rendendosi costantemente pericoloso. Elegante nei movimenti e letale al tiro, il Pipita è tornato e il Napoli ha ricominciato a volare.

Keita: Eravamo in molti a darlo per finito dopo che lasciò il Barcellona per la Cina. Invece si sta rivelando un giocatore fondamentale per Garcia. Ha un bagaglio tecnico immenso e sa sempre dove deve trovarsi per recuperare il pallone. Gioca sempre la palla con un tocco e trova uno splendido gol a sugello di una grandissima prestazione. Conferma.

Saviola: Entra nei top per il geniale tacco con cui libera Nico Lopez davanti ad Handanovic per il 2-2. Da lui ci si aspetta tanto e questa giocata può essere la base da cui partire.

Flop:

Sassuolo: Quinto risultato utile consecutivo per i neroverdi ed è record in Serie A per gli emiliani ma gli aspetti positivi di questo turno finiscono qui. Per la seconda giornata consecutiva il Sassuolo sceglie di non giocare la gara per novanta minuti ma solo per qualche manciata di minuti finali, lasciando per strada altri due punti che potrebbero pesare a fine stagione.

Di Francesco deve assolutamente far recuperare l’umiltà e la concentrazione ai suoi perchè sennò un salto di qualità non avverrà mai nella sua formazione.

Mesbah: Timido come ai tempi del Milan. Spinge pochissimo e regala alla sua ex squadra il tocco di mano che decreterà il rigore del definitivo 2-2. Confuso.

Joao Pedro: Da elogiare per il pressing sfiancante a centrocampo, ma perde troppi palloni (spesso sanguinosi) e alla lunga questo può pesare tantissimo nell’economia della gara dei suoi.

Mirante: Continua la sua pessima stagione con una prestazione pessima. Non trattiene un pallone che sia uno e quelli non tenuti sui tiri di Llorente e Pogba costano carissimo al Parma. Sprofonda senza dignità insieme alla sua squadra.

Cavanda e Ciani: Simboli di una Lazio che balla in difesa, dormono sul gol di Barba e per tutta la gara sbagliano intepretazione e ritmo partita.

Badu: partita davvero negativa per lui, graziato dall’arbitro sull’azione del rigore rosanero. Avrebbe meritato l’espulsione.

Schelotto: Si impegna ma non è necessario soltanto l’impegno per ribaltare il destino di un giocatore sempre più in confusione. Era arrivato alla Nazionale, adesso fa fatica ad essere titolare nel Chievo.

Ilicic: fischi a non finire dal Franchi sull’ex Palermo, che sbaglia una, due, tre giocate consecutive. Lento, impreciso e lezioso, esce dal campo zittendo i suoi tifosi ma obiettivamente non è difendibile.

Gazzi: Il centrocampo romanista lo sovrasta a livello di tecnica, dinamismo ed esperienza e così il Torino viene asfaltato insieme al suo giocatore.

Medel: Un giocatore già ammonito non può andare in quel modo sul tiro dei veronesi. Secondo giallo e rigore che per fortuna Handanovic para. La sua espulsione, però, decreta il calo nerazzurro nel finale.

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