Sfida tra titani

 

Archiviata la prima giornata dei Quarti di finale di Brasile 2014 sarà ancora Brasile-Germania dopo la finale di Yokohama del 2002. Da tanto mancava la sfida tra due delle squadre più presenti in questa competizione, sfida che però curiosamente si è vista solamente in quell’occasione nel corso di una Coppa del Mondo. Allora una doppietta del “Fenomeno” Ronaldo, in cooperazione con l’estremo difensore tedesco Kahn, portarono il Brasile sul tetto del mondo, con alla guida il Ct che guida anche in questa edizione la Selecao, Scolari. I “pentacampeon” sono cambiati tantissimo rispetto a 12 anni fa, con il loro tasso tecnico che si è nettamente abbassato rispetto a quella nazionale che oltre a Ronaldo aveva tra le sue fila gente come Rivaldo, Ronaldinho e Cafu. Oggi i verdeoro vivono dell’estro di “O Ney” Neymar ma l’infortunio patito nella partita contro la Colombia pone il 10 brasiliano e un intero paese nella disperazione: il Mondiale di Neymar è finito. Oltre a questo, mancherà anche lo squalificato Thiago Silva, capitano coraggioso che guida tutta l’incerta retroguardia brasiliana. Con queste premesse quali sono le speranze per il Brasile di arrivare alla finale?

Anche la Germania è cambiata tantissimo rispetto a 12 anni fa, ultimo grande momento della precedente generazione teutonica che nel 1996 era giunta al trionfo europeo. Dopo il 2002 la Germania palesò diverse difficoltà culminate con la cocente delusione al primo turno di Euro 2004. Da allora si ripartì con la prospettiva di un importante traguardo, il Mondiale casalingo del 2006, cercando di dare nuova linfa al calcio tedesco con la creazione di giovani nuovi talenti capaci di portare in terra tedesca quelle capacità che negli a venire sarebbero state alla base del modello barcellonista in grado di dominare il mondo con i club e la nazionale: palleggio, possesso e saggio controllo della sfera. Se queste caratteristiche si fossero inserite nel tipico sistema di gioco tedesco fatto di atletismo e prestanza fisica le possibilità di conquistare il Mondo sarebbero nettamente aumentate. Così questo percorso iniziato sotto la guida di Klinsmann nel 2006 e passato per la cocente delusione azzura del mondiale casalingo, con il conseguente passaggio di consegne a Low, ha portato i bianchi ad ottenere sempre un posto di rilievo nelle ultime competizioni iridate ma mai di centrare una vittoria di prestigio. Tantissimi terzi o secondi posti ma mai una vittoria. La Germania di oggi però sembra essere matura e pronta a conquistare l’oro, nonostante la fase difensiva sia ancora poco convincente.

Sono stati diversi i percorsi effettuati dalle due nazionali per superare l’ostacolo “Quarti”. Ha iniziato nel pomeriggio la Germania affrontando la nuova gioventù francese, che percorre questo Mondiale con l’intento di preparare un ciclo pronto e vincente per l’Europeo casalingo del 2016.

La partita, esattamente come nei Quarti del 2010 contro l’Argentina, si sblocca subito e nello stesso modo: punizione di Toni Kross e colpo di testa di Hummels che supera Varane. La palla si insacca con l’aiuto della traversa, con Lloris che può solo guardare. Con la Germania subito in vantaggio i galletti devono rispondere e così inizia una gara fatta di lanci lunghi che trovano molto spesso disattenti gli imprecisi difensori teutonici. Al trentaquattresimo l’occasione più grossa della prima frazione francese: Valbuena viene murato da Neuer e sulla respinta del portiere tedesco arriva Benzema. Il tiro è quasi a colpo sicuro e vicinissimo alla linea bianca, ma uno strepitoso Hummels devia in calcio d’angolo con il ginocchio. Quasi come una doppietta per il borussiano.

Nel secondo tempo la partita si accende negli ultimi quindici minuti: inizia lo show di Neuer che chiude la porta a Matuidi sul diagonale da sinistra. I tedeschi cercano di chiudere il confronto con il neo entrato Schurrle che però per ben due volte cincischia davanti alla porta facendosi bloccare da Lloris e Koscielny. La legge del gol sbagliato-gol subito sembra incombere sui tedeschi quando nell’ultimo minuto di recupero Benzema ha la palla per portare tutti ai supplementari. Il tiro del destino però si blocca sul braccio di Neuer, autore dell’ennesima parata spettacolare del suo Mondiale. Finisce così con la quarta semifinale consecutiva per i tedeschi (traguardo mai raggiunto da nessuno) e, complessivamente, la tredicesima raggiunta.

Per i francesi ottime le prestazioni di Benzema (lottatore a tutto campo), mentre incolore è stata la prova di Pogba, che si dimostra ancora acerbo fuori dai confini della “poco allenante” Serie A. Ma il futuro è dalla sua e dalla loro parte anche perchè il bilancio francese riguardo questo Mondiale è positivo.

In serata tocca ai padroni di casa sfidare la sorpresa Colombia, data da molti per favorita alla vigilia del match. La gara però inizia diversamente dai pronostici perchè dopo soli sei minuti il Brasile passa subito davanti: su corner di Neymar dalla sinistra, Thiago Silva sfugge alla marcatura di Sanchez e appoggia in rete con il ginocchio sinistro. L’ex rossonero esulta in maniera molto concitata, quasi a voler rispondere alle critiche subite nei giorni scorsi per le lacrime post vittoria con il Cile. I giornalisti hanno contestato a Thiago Silva il fatto che quelle lacrime non possono essere accettabili da un leader e capitano della Selecao. Mai risposta alle critiche fu migliore…

Quattro minuti dopo il capitano è ancora decisivo su un tiro di Cuadrado: il tiro pericolosissimo viene deviato in corner impedendo a Julio Cesar un intervento non certo semplice.

Il giocatore della Fiorentina ha l’occasione di rifarsi subito dopo con un assist prezioso, ma il suo passaggio è troppo debole e quindi intercettato dai difensori verdeoro. La fine della prima frazione vede i brasiliani legittimare il vantaggio con diverse occasioni che danno vita all’Ospina-show: due volte Hulk e una Oscar cercano di raddoppiare per il Brasile, ma il portiere colombiano è strepitoso nel fermarli.

Finisce così il primo tempo con l’impressione di aver visto la miglior Selecao di questo Mondiale. Ciò conferma la bontà della scelta di Scolari di lasciare in panchina lo spento Dani Alves per riproporre il redivivo Maicon. Dall’altro lato Pekerman si ritrova a sostituire un imbarazzante Ibarbo inserendo al suo posto Ramos. Il secondo tempo vede i brasiliani lasciare l’iniziativa ai rivali, che però non riescono a saltare il bunker difensivo verdeoro anche a causa di una prestazione negativa di Cuadrado. Al ventiduesimo l’occasione che avrebbe potuto riaprire il match capita sui piedi di Yepes che insacca ma a gioco fermo. Fuorigioco dubbio e brivido per i brasiliani che pochi minuti dopo scacciano la paura con una punizione bellissima di David Luiz che trova, però, la complicità di Ospina. Sul 2-0 sembra finita la gara ma l’entrata del centravanti sivigliano Bacca da nuova linfa ai Cafeteros che trovano, al trentatresimo, il gol della speranza: sull’incursione di Bacca, Julio Cesar fa fallo da rigore trasformato da James Rodriguez. Sesto gol nella Coppa per lui e ultimi dieci minuti al cardiopalma con il Brasile che si difende e blocca ogni ripartenza colombiana. Nei minuti finali non cambierà il risultato ma succede qualcosa che sicuramente inciderà nel destino verdeoro nella competizione: scontro tra Zuniga e Neymar con il 10 che esce in barella. Rottura di una vertebra e un mese di stop per il brasiliano che così salterà il momento clou della competizione.

L’8 Luglio a Belo Horizonte il Brasile e la sua Torcida riuscirà a fermare i panzer tedeschi nonostante l’assenza dei due totem verdeoro? Non sarà una semplice semifinale.

 

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