Serie A 2014-15: Top & Flop 21° giornata

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Top:

Perotti: C’è tanto rammarico per il gol sbagliato nel finale di gara, ma comunque la sua gara spicca per personalità, intensità, dribbling e occasioni create. Fondamentale sia davanti che in difesa.

Valdifiori: Gioca in verticale e cerca spesso la palla lunga. Il primo tempo vede un grande Empoli e gran parte del merito è tutto suo.

Zaza: Eccezionale come sempre, si inventa un arcobaleno stupendo che si infila sotto la traversa. E’ in tutte le azioni offensive del Sassuolo: imprendibile per gli avversari, si rivela utilissimo anche in fase difensiva. Si procura anche il rigore che chiude il match.

Allan: Splendida la gara del centrocampista brasiliano. Contrasta, combatte e imposta. Destinato ad una big.

Quagliarella: Un gol di rapina, uno su rigore, un altro in diagonale danzando sul difensore di turno. Peccato per aver realizzato proprio contro una sua ex la seconda tripletta in A.

Dybala: Giocatore stupendo come la sua punizione. Si inserisce in qualsiasi spazio e manda in tilt la difensa veronese con la sua tecnica e vivacità.

Strinic: Bella sorpresa. Il croato spinge tantissimo a sinistra e non si fa mai superare in fase difensiva. Il gol del raddoppio parte dal suo piede.

Defrel: Gol, autorete provocata, accellerazioni e tiri sanguinosi dalla distanza a volontà. Le residue speranze di salvezza passano dai suoi piedi.

Pinilla: Gioca con il fuoco sacro dell’ex. Brkic lo blocca più volte ma nel finale realizza un gol stupendo in semirovesciata.

Menez: Doppietta e assist con il quale aiutare il Milan a dimenticare il Gennaio terribile. Se riuscisse ad essere meno egoista il Milan avrebbe davvero un top player.

Flop:

Tomovic: Niang lo irride più volte e a fine gara regala a Lestienne l’occasione del 2-1 ma per sua fortuna il belga grazia i viola.

Astori: Un’altra pessima prestazione dopo quella di Palermo. Subito un’entrata suicida, poi una serie di interventi scomposti. Sfiora un gol ma dietro è da brividi.

Podolski: Uno dei tanti acquisti nerazzurri arrivati in pompa magna quando in realtà non si parlava altro che di una riserva dell’Arsenal. Un fantasma fuori condizione.

Llorente: Malissimo. Non lavora nemmeno per la squadra. Sempre anticipato e ben mercato. Ha un’occasione su corner di Pirlo, ma tutto solo mette a lato. Un solo gol nelle ultime otto partite.

Regini: Si fa infilare in maniera clamorosa dall’attacco granata e quando si propone in avanti ne combina una peggio dell’altra. Giornata nerissima.

Martic: Non fa mai un cross, fa poco filtro e riesce a soffrire nonostante la giornata non positiva di Lazaar.

Cesar: Pomeriggio sfortunato con tante imprecisioni e un clamoroso autogol.

Mauricio: Lento, goffo e impacciato. Disastroso.

Longo: Costantemente fuori dal gioco, non fa nulla per rendersi insidioso contro la difesa atalantina. Altra prestazione sottotono.

Van Ginkel: La politica dei giovani non paga, soprattutto quando non sono giovani del vivaio. L’olandese dimostra per l’ennesima volta di non essere un grande giocatore ma nemmeno uno modesto. Primo tempo sottotono e limiti caratteriali che porteranno Inzaghi a far entrare Essien al suo posto. E se ti fai sostituire contro il derelitto Parma da Essien dopo quarantacinque minuti evidentemente te ne dovresti vergognare un po’…