Ripartire dall’Europa League

 

Dopo il pessimo mercoledì europeo concluso con l’eliminazione del Napoli dai play off Champions, il giovedì di Europa League sorride alle due squadre italiane in campo, Torino e Inter, capaci di conquistare l’accesso ai gironi della seconda competizione per club europei.

Tra le due squadre quella che realmente doveva conquistare la qualificazione era il Torino, poiché i nerazzurri nella gara d’andata in trasferta si erano imposti con un netto 3-0 che pochi dubbi lasciava sul risultato finale del doppio confronto. I granata invece avevano ottenuto un pareggio per 0-0 a Spalato, con il rimpianto di aver sciupato molte occasioni ma anche con la paura per i tanti salvataggi compiuti da Padelli. Lo 0-0 fuoricasa è un risultato difficile da maneggiare: ti costringe a vincere in casa e quindi a spingerti in avanti rischiando molto dietro. Il Toro, consapevole di ciò, imposta la gara senza dimenticare che tra tre giorni c’è proprio l’esordio in casa contro l’Inter: fuori Bovo e Nocerino, debutto stagionale per Maksimovic, fiducia a Benassi interno di centrocampo e in attacco la coppia Barreto-Quagliarella.

Nei primi minuti la gara è soporifera, ma si accenda al 18° quando un grande intervento di Padelli evita il peggio. Tre minuti dopo si sblocca la gara: cross di El Kaddouri e braccio largo del difensore croato Ibriks che causa un banale rigore che lo stesso El Kaddouri realizza. Il Toro non si ferma e potrebbe raddoppiare se non fosse per due clamorosi errori sotto porta di Benassi. Si sveglia anche Quagliarella, che con un pallonetto da metà campo potrebbe far cadere letteralmente lo stadio, ma un ottimo intervento del portiere Vukovic sventa tutto.

Nella ripresa ancora Quagliarella protagonista, ma alla lunga il Torino comincia a mostrare il braccino finendo di giocare e vivacchiando fino alla fine del match che riporta, finalmente, i granata in Europa dopo 20 anni. Oltre al prestigioso risultato raggiunto bisogna sottolineare la bontà della coppia d’attacco italo-brasiliana e la buona solidità difensiva, mentre va rivista la mediana.

A far compagnia al Torino nella prossima Europa League (insieme a Fiorentina e Napoli) ci sarà ovviamente anche l’Inter, autrice di un’ottima vittoria contro lo Stjarnan (6-0), impreziosita dalla tripletta di Kovacic (non aveva mai segnato in nerazzurro), dalla prima rete di Osvaldo con la nuova maglia e dalla doppietta dell’argentino Icardi. Gli islandesi avevano già dimostrato all’andata di essere poca cosa e forse in questa gara sono stati anche impensieriti dalla maestosità del Meazza, ma resta il fatto che il piglio messo in campo dagli uomini di Mazzarri è stato ottimo: hanno concesso pochissimo agli avversari e hanno spinto fino alla fine per regalare maggiore spettacolo ai propri tifosi.

Naturalmente questa prova nerazzurra va presa con molta cautela, poiché l’avversario era davvero poca cosa: guai a pensare che ci saranno altre partite come questa durante il proseguo di stagione.

Così diventano quattro le italiane in Europa League, dimostrazione sempre più ovvia di come il nostro calcio sia diventato secondario nella politica europea. Se fino a quattro anni fa erano quattro le squadre che andavano in Champions adesso sono soltato due più una dai play off, e sfortuna vuole che il Napoli sia stato eliminato. Ci ritroviamo così con le sole Juve e Roma a rappresentare il nostro campionato nel trofeo più importante, mentre di giovedì sarà un vero e proprio plotone quello italiano in Uefa (con il serio rischio che il gruppo possa ospitare da Febbraio anche la Roma…). Non ci resta quindi che aspettare il sorteggio di oggi a Nyon per vedere quale saranno gli avversari sulla strada delle italiane.

Il riscatto nel ranking Uefa passa obbligatoriamente da questa competizione, l’unica a livello europeo in cui possiamo realmente competere al momento. Prima lo si capisce e meglio sarà per tutti.

 

 

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