Museo della Liuteria f.lli De Bonis, un valore aggiunto per la città

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Nella giornata di sabato è stato inaugurato lo spazio dedicato ai fratelli De Bonis nel museo della liuteria di Collina Castello.

La storica famiglia bisignanese di liutai De Bonis è da sempre attenzionata positivamente nel campo musicale, spesso citati nei grandi appuntamenti internazionali del settore e dagli appassionati, capace di avvicinare anche il grande pubblico a proposte musicali di estrema qualità artistica.

Del resto, quanti si sono dedicati alla liuteria, volendo imparare o migliorare le tecniche di costruzione dello strumento e affinare le tecniche esecutive, hanno avuto come riferimento i De Bonis ed è quindi giusto avere uno spazio dove mostrare le opere e la storia, a quanti vogliono rivivere epoche importanti e a quanti vorranno prendere spunto.

Davanti ad autorità civili e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini, ospiti, amici della cultura e della liuteria, l’inaugurazione del Museo della Liuteria “Fratelli De Bonis” ha rappresentato un punto in comune nel sottolineare come questo sia un luogo per custodire, valorizzare e tramandare una tradizione straordinaria, quella della famiglia De Bonis, rappresentata oggi dalla liutaia Rosalba De Bonis, continuatrice di una preziosa eredità familiare, e dai giovani direttori del Museo, Matteo Pontedoro De Bonis e Angelo De Marco.

Questo museo può diventare un centro di valorizzazione della tradizione liutaria nonché uno strumento importante anche per la promozione culturale e turistica di Bisignano e della Calabria, inserendo la città – magari – nei percorsi nazionali e internazionali dedicati all’artigianato artistico, alla musica e al patrimonio culturale. Il tutto, a patto di avere sempre un clima propositivo, incentrato sulla valorizzazione delle varie figure professionali e con l’obiettivo di puntare a traguardi stimolanti nonché innovativi.

Il museo, del resto, ha una storia… nella storia. La struttura, realizzata dalle Amministrazioni che si sono succedute a partire dai primi anni Duemila e successivamente riqualificata per accogliere questo museo e la sua straordinaria collezione, è stata messa a disposizione dall’amministrazione comunale con una precisa finalità: contribuire concretamente alla nascita di un luogo capace di custodire, raccontare e valorizzare una delle pagine più prestigiose della storia e della tradizione di Bisignano.

Lo ha confermato, del resto, anche il sindaco Francesco Fucile che nel corso del suo intervento ha specifico: “Per me, come Sindaco, e per l’intera Amministrazione comunale, questa è una giornata di particolare orgoglio e di grande emozione. Questo museo nasce da una convinzione precisa: la memoria di una comunità è un patrimonio che deve essere custodito, valorizzato e soprattutto trasmesso alle nuove generazioni. Come Amministrazione comunale abbiamo creduto fortemente in questo progetto e siamo orgogliosi di aver contribuito a renderlo possibile, mettendo a disposizione questi spazi e destinando all’esposizione anche un violino e cinque chitarre De Bonis di proprietà del Comune. Ma la realizzazione di questo Museo è il frutto di una collaborazione e di una sensibilità condivisa. Per questo desidero rivolgere un sincero ringraziamento anche al presidente della BCC Mediocrati, dott. Nicola Paldino, per il prezioso e importante contributo che la banca ha voluto offrire alla realizzazione del museo, dimostrando ancora una volta la propria vicinanza alla città di Bisignano, alla sua comunità e alle sue belle e preziose tradizioni. Il merito più grande, però, va a Rosalba De Bonis, a Matteo e ad Angelo, per aver custodito con amore, passione e determinazione questo straordinario patrimonio e per aver scelto di condividerlo con la città, trasformandolo in un luogo aperto a tutti e capace di raccontare Bisignano attraverso la sua grande tradizione liutaria. Non inauguriamo soltanto un museo. Inauguriamo un luogo della memoria, dell’identità e dell’orgoglio di Bisignano. Un luogo nel quale il nome De Bonis continuerà a parlare attraverso le forme, i legni, le decorazioni e soprattutto attraverso la voce degli strumenti”.

Il pubblico che si è alternato nelle varie dell’inaugurazione, nei momenti conviviali e nel concerto finale dimostra come c’è ancora interesse intorno alla tradizione liutaria. All’interno del museo sono custoditi gran parte degli strumenti realizzati da Nicola, Vincenzo, Giacinto e Costantino De Bonis: autentiche opere d’arte costruite a partire dalla prima metà del Novecento, comprendendo chitarre battenti, chitarre classiche, mandolini, violini e liuti. In questi giorni di festa, legati a Sant’Umile, quale migliore occasione per visitarli.