Agricoltori, continua la protesta in Calabria: “Vogliamo rispetto per il nostro lavoro”

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L’immagine della Calabria glamour che in tanti hanno promosso – a torto – si sta verificando per quello che è: una bufala. Prova ne è la continua protesta degli agricoltori (quelli che non si fanno comandare a bacchetta), ignorata dai media nazionali e trattata con la dovuta attenzione da quelli regionali, spesso cornuti e mazziati nel giudizio della gente, ma in realtà meritevoli di ben più alta considerazione.

San Marco Argentano è protagonista così con la protesta degli agricoltori, quelli che non abbassano la testa e hanno deciso di ribellarsi. 50 trattori e più di 200 partecipanti alla manifestazione che si è svolta in mattinata, c’era anche una delegazione bisignanese che si è unita alla protesta per il caro carburante.

Alla mobilitazione hanno aderito anche tanti amministratori dei territori cosentini, i cittadini provenienti dai diversi comuni della valle compresi tra l’area cratense e il Pollino, nonché quanti condividono la preoccupazione per una situazione attuale.
Il fronte della protesta, incentrato sui rincari del prezzo dei carburanti che gravano sia sul comparto produttivo sia sugli spostamenti quotidiani dei cittadini, rimarrà attivo per una due giorni a Cosenza.

La rabbia e l’esasperazione degli agricoltori scesi per strada confermano come questo sia ormai  il segnale di un punto di non ritorno: servono risposte immediate, concrete e strutturali. Non bastano più i tavoli tecnici, servono interventi urgenti di natura finanziaria e normativa per ridare ossigeno all’intero comparto.

FNA scrive a Ministero dell’agricoltura

La FNA – Federazione Nazionale Agricoltura intende richiamare l’attenzione del Ministero sulle pesanti lungo la filiera

Il gasolio è indispensabile per le lavorazioni nei campi, l’utilizzo dei macchinari e le operazioni di raccolta e trasporto. Il rincaro dei carburanti si traduce quindi in spese sempre più elevate per chi lavora la terra e in una riduzione del reddito, soprattutto quando i prezzi riconosciuti ai prodotti agricoli non aumentano nella stessa misura. A questa difficoltà si aggiunge un elemento altrettanto preoccupante: la concorrenza dei prodotti agricoli importati che possono essere offerti a prezzi più bassi, anche in ragione di differenti costi di produzione. In questo scenario gli agricoltori italiani, già gravati dai rincari, rischiano di vedere svalutato il frutto del proprio lavoro e di perdere spazio sul mercato. Non contestiamo le importazioni in quanto tali, ma chiediamo condizioni di concorrenza eque, controlli efficaci e maggiore trasparenza Per queste ragioni chiediamo di valutare con urgenza:

• misure concrete, nel quadro delle competenze nazionali ed europee, per contenere l’impatto del caro carburanti sugli agricoltori e consentire loro di proseguire il lavoro in condizioni economicamente sostenibili;

un confronto sulle ricadute dei rincari di gasolio, energia e altri fattori produttivi sul reddito degli agricoltori e sui prezzi riconosciuti ai loro prodotti lungo la filiera;

• interventi a tutela del valore del lavoro degli agricoltori italiani rispetto ai prodotti importati a prezzi inferiori, anche attraverso controlli, tracciabilità e trasparenza dell’origine;

• iniziative contro le pratiche commerciali sleali e a sostegno di una remunerazione adeguata del lavoro degli agricoltori. Riteniamo necessario affrontare con tempestività l’emergenza dei carburanti senza trascurare le criticità strutturali che gravano su chi lavora la terra.