Top & flop Serie A 2014-15: 16° giornata

Top:

Vidal: Ritorna tra i top dopo un secolo grazie ad una grande prestazione e ad un gol di pregevole fattura. Recupera un’infinità di palloni e il lancio con il quale mette Morata solo davanti alla porta è un cioccolatino. Ritrovato.

Zapata: Realizza il suo quarto gol stagionale dimostrando che è sempre pronto alla causa quando serve. E’ l’attaccante più in forma tra gli Azzurri.

Leali: Tre parate decisive che rendono preziosa la sua gara nonostante qualche uscita sbagliata. Se il Cesena resta in partita fino alla fine gran parte del merito è suo.

Diego Lopez: Altro portiere tra i top di giornata. A parte un’uscita a farfalle nella ripresa, la sua è una prestazione monstre, con tantissimi interventi decisivi che permettono ai rossoneri di ottenere un punto davvero importante. Dopo la vittoria con il Napoli un’altra conferma.

Soriano: Tecnica, intelligenza calcistica e sostanza in mezzo al campo: Soriano è tutto questo per la Samp e guida i suoi ad una rimonta importante per la classifica e per il morale.

Hetemaj: Corsa e dinamismo che collegano centrocampo e attacco veronese. Recupera azioni a non finire e fa partire la più importante, quella del gol di Paloschi. Tenace e aggressivo, ma anche lucido e preciso.

Glik: Sbaglia un pallone da cui parte l’azione del gol del Genoa ma si rifà alla grande con una doppietta da attaccante navigato che fa risalire in classifica i suoi dopo un brutto periodo.

Sepe: Il protagonista assoluto del derby toscano. Tante parate fondamentali come quelle su Cuadrado e Mario Gomez.

Vazquez: Assist e doppietta, con un gol realizzato con uno splendido pallonetto. Oltre a ciò il solito lavoro a tutto tondo per la squadra. Straordinario.

Felipe Anderson: Due gemme i gol del brasiliano della Lazio, non più oggetto misterioso della squadra di Lotito. Semplicemente meraviglioso.

Flop:

Cagliari: Non può che trovarsi tra i flop l’unica squadra in tutta Europa ancora incapace di vincere una partita in casa sin dall’inizio della stagione. Zeman questa volta arriva addirittura a cambiare il modulo a lui tanto caro (il 4-3-3) per cercare di fermare l’emorragia di punti ma nemmeno questa volta ne porterà a casa, anzi già dopo due minuti la gara è spianata. E così il Cagliari chiude il 2014 in una zona pericolosissima della classifica.

Parma: Non c’è niente di peggio che dire ad una squadra che si è arresa. Il Parma di questi tempi è una squadra senza rabbia agonistica, l’arma principale per risalire da una zona retrocessione. Invece si gioca tanto per giocare, senza preoccuparsi minimamente dei gol subiti e dei punti persi. Dalla Uefa alla B: un destino che sembra scritto…

Berardi: L’eleganza nei piedi e nei movimenti c’è sempre, ma è poco costante nel corso della gara. Ciò che rende negativa la sua prestazione è però l’ennesimo giallo della sua stagione: un fallaccio con piede sul petto di Capelli era assolutamente evitabile.

Nella ripresa si incamponisce e viene sostituito per crampi. Questa prima parte della sua stagione non è stata molto positiva.

Totti: Se lui non gira non gira la Roma. Trotterella per il campo, arriva dopo sulla palla e commette errori di passaggio non da lui. Un’assenza pesante per i suoi e la Juve si allontana nuovamente.

Pinzi: Si vede pochissimo in campo perchè non trova mai la possibilità di entrare nel vivo dell’azione.

Marquez: Non ha più la birra in corpo e si vede. Falloso e ammonito, si fa scappare più volte gli attaccanti del Chievo e sul gol di Paloschi è in ritardo. Era un grande colpo ad Agosto: oggi è un flop.

Marchese: Si perde Glik in occasione del primo gol e si becca un giallo evitabile per fallo su Martinez. Si farà anche male e verrà sostituito.

Borja Valero: Non incide a centrocampo ed è nervoso per tutta la gara. Sbaglia incredibilmente un gol a meno di un metro dalla porta e fa un grosso passo indietro rispetto alle ultime prestazioni.

Boakye: Non ne azzecca una. Sbaglia anche le cose più semplici e non si fa mai trovare pronto quando viene chiamato in causa. Sostituito già nell’intervallo.

Ranocchia, Dodò, Guarin: Il primo sui gol di Felipe Anderson ha grandissime responsabilità e sono errori pesantissimi vista soprattutto la reazione dei suoi nel secondo tempo. Poteva essere una storia diversa senza quei due gol laziali.

Dodò gioca invece una gara imbarazzante. Parte come terzino, dopo soli otto minuti e un gol incassato Mancini lo sposta ala. In fase offensiva fa peggio che in difesa: non crossa, non salta l’uomo e sbaglia anche i passaggi più ovvi. Sostituito già durante il primo tempo.

Guarin invece per l’ennesima volta a San Siro mette in scena una gara coronata da fischi e insulti dei suoi tifosi. Prova tiri da zone impossibili e si intestardisce come sempre.

Tre simboli di questa Inter decadente.

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