Serie A 2014-15: il punto sulla 32° giornata

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R&B Sport

Vent’anni sono lunghi e un’attesa così, quando termina, regala un gusto speciale a chi ha tanto aspettato un pomeriggio così. E’ questa la sensazione provata dai tifosi del Torino che dopo due decenni possono finalmente festeggiare una vittoria nel derby dopo la beffa del gol di Pirlo nella gara d’andata.

Era proprio il centrocampista campione del Mondo nel 2006 a far calare nel panico la squadra granata: una magistrale punizione che portava i suoi in vantaggio e lo Scudetto a meno di un passo. Il vento della storia, però, questa volta è stato inesorabile e così Darmian e l’ex Quagliarella hanno siglato la rimonta da urlo che regala un momento di gioia che i torinisti difficilmente dimenticheranno. Dopo gli addii di Cerci e Immobile sembrava la fine per la squadra di Ventura ma in realtà ma i risultati sono nettamente migliori rispetto alla stagione passata. Meritate soddisfazioni per squadra, tecnico e tifosi. Peccato davvero per i soliti beceri incidenti pre partita che fanno passare per l’ennesima volta il nostro calcio come un’accozzaglia di violenza.

Dietro i bianconeri (comunque ad un passo dal titolo) continua la lotta per il terzo posto con le due romane che si staccano nuovamente ma che comunque deludono. La Roma perde nell’anticipo del Sabato sera a San Siro contro l’Inter subendo il gol partita di Icardi a due minuti dal termine. I giallorossi confermano di essere ormai in caduta libera, mentre per Mancini piccoli segnali di un vento che cambia. La Lazio però non ne approfitta pienamente e allunga di soltanto un punticino sui cugini: clamoroso sulla carta 1-1 casalingo contro il Chievo, anche se la storia recente dimostra quanto i veronesi siano una bestia nera per i laziali. Tanti gli sprechi dei biancocelesti, ma ad un certo punto si è anche rischiato di perdere una gara che sembrava ormai terminata.

Adesso per le due romane il pericolo si chiama Napoli. La squadra di Benitez ha confermato quanto era stato annunciato tempo fa dal suo tecnico, cioè l’aver svolto una preparazione fisica che doveva dare i suoi risultati negli ultimi due mesi della stagione, quelli decisivi. Dalla sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro la Lazio i biancocelesti hanno definitivamente svoltato, conquistando nove punti su nove in campionato e superando agevolmente i Quarti di Europa League contro il Wolfsburg.

Adesso gli azzurri si ritrovano a meno due punti dalla Roma e a meno tre dalla Lazio e con il derby alla penultima chi ci potrebbe guadagnare clamorosamente è proprio il terzo incomodo. Già mercoledi avremo modo di vedere come proseguirà questo avvincente duello a tre per due posti Champions.

Per quanto riguarda la zona Europa League, Samp e Fiorentina rimangono a 50 e 49 punti, con Genoa e Torino a 47 e l’Inter a 45 a sperare ancora di guadagnare il pass europeo. Anche questa sarà una bella lotta da seguire in queste ultime giornate di A.

Nel primo anticipo di giornata un disastroso Milan perde la faccia a Udine perdendo per 2-1 contro una squadra in crisi. Più che i meriti dei bianconeri, sono da esaltare in senso negativo i demeriti rossoneri, autori di una prestazione davvero imbarazzante. Ritiro in vista della gara con il Genoa ma ormai sembra che non ci sia nessuna cura per curare questo paziente ormai in coma. Svanisce così ogni residua speranza di Europa League.

Continua l’orgogliosa storia del Parma, all’ottavo punto in quattro partite grazie alla vittoria per 1-0 su un Palermo distratto dagli intrecci di mercato riguardanti le sue stelline. In un’Atalanta-Empoli finito 2-2 sul campo ma terminato negli spogliatoi con rissa finale tra Denis e Tonelli si è vista un’altra brutta faccia del nostro campionato violento. Importante vittoria casalinga del Genoa contro l’ormai rassegnato Cesena, mentre in Hellas Verona-Sassuolo 3-2 risplende la stella dell’immortale Luca Toni: doppietta e 17 gol stagionali, a meno uno dal capocannoniere Tevez.

In zona retrocessione piccole speranze per il Cagliari che grazie alla vittoria di Firenze si riporta a meno sette dall’Atalanta. Pensare però alla salvezza sembra ancora utopia per i cagliaritani del post Zeman.

Armando Zavaglia