La Liga è alle porte!

 

La scorsa stagione era finita al Camp Nou, in un caldo e storico pomeriggio di Maggio, quando una squadra di uomini veri, prima che di campioni, riuscì a realizzare una di quelle imprese che rimarranno indelebili nella storia dello sport che amiamo di più, il calcio. L’Atletico Madrid di Simeone, dopo aver raggiunto la finale di Champions (persa in modo rocambolesco contro i cugini del Real), era riuscito a portare a casa dal Camp Nou quel punto utile per vincere la Liga più pazza di sempre, quella in cui, per la prima volta, il fatturato e il budget economico sono stati battuti dalla volontà e dalla ferocia agonistica degli uomini del Cholo, vero e proprio condottiero di un’armata invincibile, più volte attesa al varco ma mai caduta nel burrone delle pressioni e della stanchezza come qualsiasi altra squadra di questo mondo avrebbe fatto durante un’intera stagione vissuta a mille all’ora.

Di questa squadra meravigliosa tanto ma non tutto, a causa del Chelsea che ha portato a Londra l’ossatura dei campioni di Spagna: il fenomenale portiere Courtois, atteso da anni di dominio incontrastato nella classifica dei migliori portieri del Mondo; il difensore Filipe Luis, autore di una stagione da incorniciare e soprattutto Diego Costa, terminale perfetto di una squadra dove tutti i palloni offensivi erano da recapitare al centralone brasiliano/spagnolo. Bisogna però ricordare che l’Atletico non è stato soltanto loro tre: i colchoneros sono stati un collettivo insuperabile perchè le stelle non erano individuali ma erano una sola, proprio il collettivo biancorosso. Proprio per questo motivo dare già per sconfitto in partenza l’Atletico sarebbe un grave errore, anche perchè gli investimenti sul mercato ci sono stati e non sono stati per nulla banali, basti pensare all’arrivo in porta dell’ex Benfica Oblak, del talentino francese Griezmann, di uno dei protagonisti del Triplete bavarese del 2013, ovvero Mandzukic. A loro bisogna aggiungere Siqueira, Correa, Moya, Leo Baptistao, Silvio, Ansaldi e Gamez, non proprio briciole. Simeone quindi dimostra per l’ennesima volta di voler (e dover) puntare sui giovani, con la fortuna di ritrovarsi alle spalle uno splendido pubblico come quello del Vicente Calderon, pronto sempre a spingere i suoi eroi sia nella gioia che nella cattiva sorte. I risultati del 2014 saranno difficilissimi, se non impossibili da ripetere, ma quel che è certo è il posto da protagonista che anche questa stagione occuperà in Liga l’Atletico.

Il vero favorito per la vittoria del titolo spagnolo è il Real Madrid, fresco vincitore della Supercoppa europea e, più in generale, capace di avere in organico almeno una valida alternativa per ogni reparto. Gli arrivi di giocatori del calibro del portiere Navas (ballottaggio con Casillas per il portiere ex Levante), di James Rodriguez e di Kross consentiranno ad Ancelotti di avere davvero l’imbarazzo della scelta per ogni gara, ma allo stesso porteranno sicuri malumori nello spogliatoio merengue. Come ogni stagione il Real parte da Cristiano Ronaldo, leggenda assoluta per i campioni d’Europa, vogliosi di bissare il titolo europeo, cosa mai riuscita nella storia della moderna Champions League. Ancelotti, però, vuole riportare la Liga al Bernabeu, titolo che manca dal 2012 e che gli consentirebbe di aver vinto il titolo in quattro top campionati come la Serie A, la Premier, la Ligue 1 e la Liga. Per Carlo, vincitore di ben 15 trofei da allenatore, un altro buon motivo per mettere tutto il suo impegno nella lunga corsa a tappe spagnola. Carletto soffre da sempre le competizioni a tappe, ma questo Real può e deve ambire alla vittoria della Liga.

Un gradino dietro il Real e uno avanti l’Atletico c’è il Barcellona, al primo anno dell’era Luis Enrique dopo l’annata negativa con Martino. Luis Enrique, storica bandiera dei blaugrana a cavallo tra gli anni 90 e l’inizio del 2000, vuole essere il vero erede di Guardiola, dopo le sfortunate (per motivi diversi) gestioni Villanova e Martino. Si riparte dalla scuola blaugrana e dal suo tipico gioco tutto fraseggi, con nel motore non solo Messi e Neymar, ma anche Suarez, il Pistolero che appena sconterà la squalifica per il morso mondiale a Chiellini (il giocatore ha presentato ricorso e ben presto sapremo la decisione riguardo la sua squalifica) si schiererà in campo componendo un trio che potenzialmente può distruggere ogni difesa avversaria. Se Luis Enrique riuscirà a rivitalizzare una squadra che nella scorsa stagione era completamente scarica e riuscirà a non sbilanciare la squadra a causa delle sue tre bocche di fuoco avremo un Barcellona ad altezza Real Madrid. I blaugrana hanno operato anche in altri settori del campo, con gli arrivi in porta di Ter Stegen e Bravo, in difesa di Vermaelen e a centrocampo di Rakitic, Rafinha e Deulofeu, splendido prodotto della cantera blaugrana reduce da un’annata da urlo all’Everton.

Saranno queste tre le squadre che si giocheranno la Liga, con Ancelotti, Simeone e Luis Enrique veri e propri protagonisti di una lunga corsa a tappe pronta a tenerci con il fiato sospeso e ad incantarci con le tipiche giocate spettacolari del calcio spagnolo da qui a Maggio. Non ci resta altro che accomodarci in poltrona e…BUONA LIGA A TUTTI!!!

 

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