Italia: è subito dentro o fuori

 

L’Italia che avevamo ammirato nella dolce notte contro l’Inghilterra è evaporata insieme al caldo di Recife in una delle sue sconfitte peggiori. Mai nell’era Prandelli la Nazionale aveva regalato una prestazione tanto negativa in ogni reparto, al punto che l’1-0 sta forse stretto ai costaricani, che sul punteggio di 0-0 hanno visto loro negato un nettissimo calcio di rigore. La cenerentola del “girone della morte”, la squadra che sembrava condannata a non fare nemmeno un punto contro i mostri sacri Italia, Inghilterra e Uruguay invece si qualifica agli ottavi con un turno d’anticipo e addirittura la possibilità di chiudere il girone al primo posto. Clamoroso, ma ancor più clamorosa è la bruttezza della prestazione azzurra, imbarazzante sul piano del ritmo e della mentalità. Gli Azzurri sono entrati in campo molli, senza piglio, come se non avessero visto il Costa Rica tremendo che ha abbattuto l’Uruguay con merito. La linea difensiva ha visto due disastrosi Chiellini e Abate, con il primo autore dell’errore decisivo e del probabile fallo da rigore, mentre il secondo ha dato ragione a Seedorf che negli ultimi mesi di Milan non lo ha mai schierato titolare fisso: giocatore svagato e inconsistente quello di Recife.

A centrocampo è mancata la qualità di Pirlo, affaticato dalle alte temperature come Motta, De Rossi e Marchisio, brutte copie dei giocatori decisivi contro la nazionale dei Tre Leoni. In attacco un pallidissimo Balotelli (che si prende l’ennesima ammonizione inutile della carriera) sbaglia sullo 0-0 due nette palle gol che probabilmente avrebbero capovolto il match a favore degli Azzurri. Ma con i sé e con i ma non si va da nessuna parte e Prandelli ha grandissime colpe in questo risultato, sia per i cambi effettuati (Cassano, Insigne e Cerci non hanno inciso per niente) e soprattutto per i continui cambi di modulo effettuati nel corso del match, cosa che ha ulteriormente disorientato una squadra già di per se confusa. E così la sfida contro l’Uruguay del 24 Giugno diventa un durissimo dentro o fuori: agli Azzurri basta il pareggio per andare agli ottavi, mentre con una sconfitta si tornerebbe a casa. Una vittoria con due gol di scarto e una contemporanea vittoria dell’Inghilterra sui nostri castigatori con lo stesso risultato ci darebbe addirittura la possibilità di chiudere il girone in testa ma vista la partita di venerdì bisogna pensare soltanto a passare il turno in questo momento.

La seconda partita del girone si conferma così un tabù per la nostra Nazionale, per l’ennesima volta fermata dopo una bella partenza. Alla sconfitta si aggiunge anche l’infortunio di De Rossi, tegola che in questo momento proprio non ci voleva. Martedì si prevede un robusto turnover rispetto alla gara di venerdì, con il rientrante De Sciglio in campo e con la ricomposizione della difesa juventina Buffon-Chiellini-Barzagli-Bonucci. A centrocampo dovrebbe tornare Verratti mentre in attacco potrebbe esserci il debutto di Immobile dal primo minuto, per approfittare degli spazi che un Uruguay costretto a vincere necessariamente aprirà. Ma i difensori italiani già non dormono al solo pensiero che tra qualche giorno dovranno sfidare il duo Cavani-Suarez, 50 gol stagionali in due.

Molte responsabilità del tracollo azzurro vengono attribuite giustamente al caldo: l’Italia è l’unica squadra ad aver giocato una partita con 31° gradi e l’87% di umidità, fattore che sicuramente anche i costaricani hanno sentito ma probabilmente pagato di meno grazie alla loro abitudine a certe temperature. A questo dato negativo bisogna aggiungere che avremo un giorno di riposo in meno rispetto ai sudamericani e che loro hanno giocato giovedì sera con soli 21°. Sulla carta, quindi, questi sono presagi molto negativi per noi, però bisogna ricordare che la nostra Nazionale si è sempre esaltata nelle difficoltà e nei dentro o fuori e anche questa volta ci troviamo in una situazione simile. La speranza è che i nostri giocatori non ripetino Italia-Slovacchia di quattro anni fa ma piuttosto la vittoria contro la Repubblica Ceca del 2006, antipasto della vittoria finale in terra tedesca. Ma tra il trionfo e la caduta in questo momento ci sono “El pistolero” e “Il Matador”, due tipetti niente male.

 

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