Il trio delle meraviglie?

 

Ottantuno milioni per il Pistolero: tanto ha speso il Barcellona per poter avere tra le sue fila Luis Suarez, l’ex idolo di Anfield Road adesso pronto a deliziare anche il pubblico catalano e spagnolo. A nemmeno un mese dal morso a Chiellini e dalla “condanna” Fifa, Luis entra nella storia del calciomercato mondiale diventando il secondo giocatore più pagato nella storia del Barca (dietro Neymar) e il quarto nel mondo dietro Bale, Cristiano Ronaldo e O Ney.

Luis Enrique potrà schierare l’uruguaiano solamente tra quattro mesi dopo la fine della squalifica mondiale (non è la prima per Luis: ne rimediò già 10 per il morso a Ivanovic, 8 per l’incidente razzista e Evra e le 7 giornate in Olanda per il morso a Bakkal) e per l’allenatore ex Roma sarà davvero complicato inserire il giocatore della Celeste nello schema tattico insieme a due mostri sacri come Messi e Neymar e, contemporaneamente, garantire l’equilibrio sul campo di gioco.

L’allenatore asturiano avrà un doppio compito da svolgere: innanzitutto costruire un Barca senza Suarez, competitivo da Agosto sino ad Ottobre, e poi inserire Luis. I tempi potrebbero anche allungarsi, perchè senza la possibilità di allenarsi con i compagni (altro divieto del provvedimento Fifa) il giocatore ex Liverpool avrà bisogno di un tempo maggiore per poter entrare nuovamente in forma.

In questi mesi è cambiato tanto in casa Barcellona: se ne sono andati Valdes, Puyol, Fabregas, Sanchez (con Xavi prossimo partente), mentre in entrata sono arrivati Ter Stegen, Bravo, Rakitic, Rafinha e Deulofeu. Il modulo utilizzato dovrebbe essere il tradizionale 4-3-3 blaugrana con Messi e Neymar ai lati e Suarez in mezzo, ma si potrebbero utilizzare anche due moduli alternativi: uno con Messi dietro a Suarez e Neymar oppure un modulo ad albero di natale con Messi e Neymar a suggerire la voglia di gol dell’unica punta Suarez. Naturalmente i tre tenori impongono ai centrocampisti (in particolare Busquets, Rakitic e Iniesta) ad un super lavoro in fase di contenimento. Ma il problema più che tattico è psicologico: come gestire tre stelle assolute che lottano ogni anno per il trono dei gol ad aiutarsi a vicenda per il bene della squadra? A Luis Enrique spetterà una delle missioni calcistiche più complicate della storia recente.

 

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