Il mercato del Milan

 

Una vera e propria rivoluzione è quella avvenuta in casa Milan durante questo calciomercato estivo. Ben tredici cessioni e dieci nuovi arrivi segnano il passaggio da un’era all’altra nella storia rossonera, nella speranza per i tifosi del Diavolo che sia un cambiamento che porterà a dei successi.

Il cambiamento è tutto avvenuto in versione low cost: solamente Bonaventura è stato effettivamente acquistato dalla società rossonera (5 milioni più 2 bonus), mentre Menez, Alex, Agazzi e Diego Lopez sono tutti arrivati a parametro zero. A loro vanno aggiunti i prestiti di Van Ginkel, Torres e Armero e il rientro alla base di Niang dopo il prestito al Montpellier. Gli unici altri soldi spesi nel mercato estivo sono legati ai riscatti di Rami, Poli e Albertazzi.

Per chi arriva c’è chi parte: la cessione più significativa è sicuramente quella di Balotelli, giocatore ormai mal voluto da gran parte dello spogliatoio. E’ partito Robinho, da 4 anni al Milan senza lasciare grandi ricordi (tranne la prima stagione). E’ partito Kakà, tanto atteso lo scorso anno ma fatto partire senza troppi rimpianti a Giugno.

Il risultato è che il bilancio finale del mercato è in attivo, colmando in parte la grande perdita degli introiti Champions a causa dello scorso ottavo posto.

Chi doveva partire e non lo ha fatto sono stati, invece, Zaccardo e Mexes: quest’ultimo è una vera e propria spina nel fianco dei rossoneri, perchè percepirà fino alla scadenza del contratto ben 4 milioni all’anno senza probabilmente giocare durante questa stagione. Uno dei tanti errori della gestione Galliani. Chi non doveva partire ed invece lo ha fatto è stato Cristante, per anni definito una delle giovani speranze rossonere e poi venduto senza troppi pensieri al Benfica. Galliani racconta di aver cercato di trattenere il centrocampista in ogni modo, ma l’addio del giocatore lanciato nella scorsa stagione da Allegri è l’ennesima dimostrazione di come si creda poco nei calciatori giovani ed italiani, cosa inspiegabile. Non crediamo certo che Van Ginkel possa essere molto superiore a Cristante.

Adesso spazio al campo: sarà, come sempre, lui a decidere che voto dare al mercato di una squadra.

 

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