Henry, indimenticabile campione

E’ finita lo scorso mese di Dicembre la carriera di uno dei calciatori più decisivi e più belli da vedere tecnicamente: stiamo parlando di Thierry Henry.

Nato il 17 Agosto del 1979 a Les Ulis, cresce nel Monaco e dopo una breve parentesi negativa nella Juve (condizionata da screzi con Moggi e Lippi) si trasferisce all’Arsenal dove scrive le pagine di storia del calcio. In Inghilterra il francese trova il suo connazionale Wenger (avuto anche nella precedente esperienza al Monaco) che lo sposta dall’esterno al centro dell’attacco e, d’incanto, per almeno sette anni l’Arsenal si godette uno dei più grandi bomber del Mondo. Le prime otto gare rimase a bocca asciutta ma dalla nona giornata in poi esplose segnando un’era indelebile nella mente degli appassionati di calcio. Il suo Arsenal sarà ricordato come quello degli invicibili, vincendo 2 Premier, 3 Coppe d’Inghilterra e 2 Community Shield. I numeri inglesi di Henry sono impressionanti: 228 gol con i Gunners e primatista di presenze (86) e reti (42) in Europa con i biancorossi.

Nell’Estate 2007 è ora di cambiare: l’Arsenal non è più un top team e quindi Tity decide di andare al Barcellona, la squadra del momento. Lì il francese era ormai avviato sul viale del tramonto ma comunque risultò decisivo nella squadra che vincerà il Triplete con Guardiola, formando un tridente fenomenale con Messi ed Eto’o.

Nel 2010 decide di cominciare l’avventura americana con i New York Red Bulls, intervellata nell’Inverno 2012 con il ritorno per tre mesi nell’Arsenal. Prestigiosa anche la sua storia con la Nazionale francese di cui è attualmente il recordman di segnature: ha vinto un Mondiale e un Europeo. A rovinare questa storia è la vicenda dello spareggio Mondiale del 2009 contro l’Irlanda del Trap: Henry fece un assist “di mano” a Gallas e non ammise la disonestà di tale gesto. Una macchia che purtroppo gli rimarrà per sempre attaccata.

I numeri totali dicono che ha giocato 917 partite realizzando 411 gol!!! E’ stato anche impegnato in campagne contro il razzismo come la celebre “Stand up, Speak up”. Si consegna alla storia del calcio come uno dei pochi interpreti moderni capaci di incantare. Il senso innato del dribbling e la rapidità nell’uno contro uno, sorretti dalla capacità di ripetere all’infinito scatti di trentaquarantametri, hanno reso unico il suo stile. Henry ha riempito gli occhi di chi ama il calcio.

E’ con questo messaggio che ha chiuso la sua carriera ventennale:

È stato bello, ma dopo vent’anni mi ritiro. È stato un viaggio incredibile. Spero di avervi divertito». Firmato, Thierry Henry.

Lo hai fatto, stai tranquillo Tity.

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