Francia-Germania, ma che fatica…

 

Emozioni e brividi senza fine per le due nobili europee Germania e Francia, che giungono alla loro sfida nel Quarto di finale di Rio de Janeiro dopo intensissime gare contro le africane Algeria e Nigeria. Ad aprire la giornata di gare è stata la Francia di Deschamps, che trova non poche difficoltà a sconfiggere la Nigeria. Presentatasi in campo con un abulico Giroud, i transalpini nel primo tempo non riescono a sbloccare la gara perchè i verdi restano bassi e fanno muro al centro dell’area. Schierati con il 4-2-3-1 per limitare Pogba e Matuidi con Obi Mikel e Onazi, i nigeriani puntano sulla velocità e i dribbling delle punte. A facilitare il loro compito ci pensa proprio il ct francese che mettendo Giroud costringe Benzema ad allargarsi a sinistra limitando il potenziale offensivo dell’attaccante del Real. Questo controllo però non frutta molto per i nigeriani (solo un tiro di Emenike) che giocano con poche palle a terra. Tutto questo consente a Deschamps di correggere i propri errori, inserendo nella ripresa Griezmann al posto di Giroud e spostando Benzema al centro del tridente. Questa mossa risulterà decisiva.

La partita inizia a diventare un monologo francese con Pogba che sale in cattedra e al trentaquattresimo mette il sigillo sulla gara: il portiere nigeriano Enyeama esce male e smanaccia il pallone sulla testa del centrocampista della Juve che non perdona. Il vantaggio francese (dopo una traversa di Cabaye) rende la partita più semplice per i bianchi che più volte leggittimano il vantaggio: prima un gran tiro di Griezmann, poi il colpo di testa di Benzema e infine il quasi gol dello stesso merengue sfiduciano ancora di più gli africani, che nei minuti finali subiscono il definitivo ko su un’azione avviata da Valbuena. Sul suo cross Yobo e Enyeama pasticciano il pallone temendo l’intervento di Griezmann e realizzano un clamoroso autogol. E’ proprio l’attaccante della Real Sociedad l’uomo che ha cambiato il destino della gara: difficile che contro la Germania si veda Giroud al suo posto.

Da Brasilia si passa a Porto Alegre, teatro della sfida tra Germania e Algeria, amarcord della sfida piena di polemiche nel mondiale 1982. Le due squadre si trovavano nello stesso girone e, nonostante la vittoria africana nello scontro diretto, passarono Germania e Austria grazie ad un “biscotto” che divenne storico. La rabbia algerina non si è mai spenta e forse anche per questo motivo la sfida è stata lottatissima e apertissima fino all’ultimo minuto.

In quella che è stata una delle gare più belle di questo Mondiale, parte subito forte l’Algeria che approfitta degli errori tedeschi impedendogli di oltrepassare il centrocampo. Fino alla doppia parata di M’Bohli del quarantesimo minuto ci solo occasioni algerine in cui Neuer si esalta con delle uscite degne del miglior Thiago Silva. Al diciassettesimo occasionissima per i verdi che vanno in gol di testa con Slimani ma l’arbitro giustamente annulla per fuorigioco.

Nel secondo tempo si rivede la Germania che con Lahm e soprattutto con Muller va vicinissima alla rete ma il risultato resta sullo 0-0. Ai supplementari ci pensa il subentrato Schurrle a sbloccare il match: Muller serve il giocatore del Chelsea che di tacco sblocca dopo due minuti dall’inizio del supplementare. La partita resta però viva fino alla fine, anche dopo che Ozil insacca il 2-0 al termine di una prestazione non certo esaltante per il giocatore dell’Arsenal. Dopo solo un minuto Djabou in spaccata batte Neuer ma è troppo tardi per gli algerini che, dopo aver centrato la storica qualificazione agli ottavi, escono sì dal Mondiale ma a testa altissima. Chi viene ridimensionata da questa gara (come già avvenuto dopo il Ghana) è la Germania, che perde tutti i duelli in velocità della gara, cosa molto preoccupante in previsione della Francia che fa proprio della corsa una delle sue principali abilità.

La sfida tra le due nobili europee in programma per le 18 del 4 Luglio sarà quindi uno dei piatti forti di questi Quarti mondiali, consapevoli che si parte senza una reale favorita ma con numerose stelle in grado di spostare gli equilibri con una singola giocata.

 

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