Psico tv italiana con Mediaset

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La Psico-Tv italiana: Mediaset.

In Italia l’informazione è polivalente con un pubblico intelligente che sceglie la notizia in base alle sue esigenze. Quotidiani, riviste e internet puntano sempre più ad un informazione di qualità, imparziale ed efficace, in modo da soddisfare gli utenti dei vari servizi. Ma il restante pubblico meno colto? Semplice, si sta rovinando. Per le persone che non hanno bisogno di molta fame culturale, è nata da circa vent’anni Mediaset. Una televisione che tanto male stà facendo a chi ha un quoziente intellettivo pari al cavolo. Tre canali, un’unica sciagura: l’informazione di parte.

Telegiornali. Piazzati con fantasia nel palinsesto, come la mozzarella sulla pizza margherita. Forse un’ancora di salvezza arriva dal tg5, anche se negli ultimi mesi il tracollo è ben visibile. Da buttare nella pattumiera il TG4 e Studio Aperto. Direttori spudoratamente di parte, giornalisti improvvisati e pessimi servizi. Due redazioni che santificano il loro padrone e inventano servizi di pubblica inutilità, come quello sul paese col più alto tasso di cornuti. Una prelibatezza per cervelli di classe! Studio Aperto ha inventato i servizi flash del tipo: <<Che tempo fa a Milano? Che bello c’è il sole, vado al parco, ciao a domani>>. Chissenefrega! Qua siamo in Calabria, altra gente abita in Basilicata, Molise, Sicilia e altre regioni bistrattate da persone che considerano l’Italia un limite disegnato da Bossi nel suo progetto federale.

Cultura. Grande Fratello, Amici, Distraction, Uomini e Donne dicono già tanto. Il programma più deficiente della storia, tra questi, è senza dubbio Distraction dove per vincere una macchina i concorrenti dovevano urinare o prendersi a cazzotti. Un programma che fa a pugni con l’intento di Mediaset e come disse il nostro premier “L’azienda televisiva è fondata per restituire i veri valori Cristiani, cribbio!”. O come non citare la straordinaria Buona Domenica che ospita tutto il peggio dell’Italia. Dopo 20 anni parecchie cose si dimenticano, vero Mr. Berlusconi? (tranne cribbio!…).

Cultura 2/ La vendetta. L’esempio più lampante è l’immortale Beautiful: che sceneggiato è? I personaggi si cornificano a vicenda, i morti resuscitano, i figli dei personaggi crescono a dismisura, le suocere rubano il marito alle figlie e l’amore giurato e spergiurato per un mese finisce dopo una decina di puntate. Mediaset poi è piena di pagliacci e di saltimbanco pronti a tutto per un quarto d’ora d’effimera popolarità. Sono stati lanciati tanti personaggi, anzi tante meteore, che se riconosciute in mezzo alla strada possono incorrere in seri pericoli. L’Uomo Gatto è il primo personaggio scemo lanciato su Italia 1 con Sarabanda. Era diventato l’evento dell’anno quel programma e ogni sera l’Uomo Gatto batteva musicalmente l’Uomo Tigre, il Pantera, la Donna Gufo, la Mangusta e il pupazzo Gastaldo. Un altro deficiente circola sempre su quel canale: Mr Lui che fa l’idiota nella pubblicità (quello che fa “ciao ciao”). La voglia di spaccare la tv è immensa…

Sport. Il diritti sul calcio è stato il colpo di Mediaset nel 2005. Indovinate chi era il Presidente della Lega Calcio? Adriano Galliani. E sapete chi è Galliani? Il vice-presidente del Milan. E secondo voi chi è il proprietario del Milan? Già, proprio lui, il puffo. Quest’effetto domino portava i diritti tv a Mediaset, dopo che la RAI se n’era occupata con un 90°minuto da leccarsi i baffi. Un programma straordinario, una specie di rituale a cui ogni italiano non si sottraeva, anche se aveva Sky e i gol li aveva già visti. E poi come non dimenticare il format più indecifrabile del secolo: Campioni. Che razza di programma era? Una squadra fatta da modelli, con gente che piangeva per una panchina e che era seguita pure se andava al bagno. E che fenomeni ha importato il Cervia: i vari Moschino, Arrieta, Giuffrida e Gullo avevano addirittura la maglia contraffatta nella bancarella dei vari mercati. E che sofferenza vincere un campionato d’Eccellenza romagnola falso come una banconota da 15 euro! Il Cervia era un fenomeno da baraccone che andava a giocare negli stadi italiani e Ciccio Graziani (che brutta fine ha fatto…) si lamentava se la squadra avversaria (di Serie A) rimpinzata di riserve e primavera infilava alla sua squadra, giustamente, una goleada. L’incasso delle partite andava in beneficenza, ottimo. Perchè allora quando c’è stata la tragedia di Cerzeto, i Campioni non hanno organizzato una partita al “San Vito” di Cosenza? Vergogna! Rinnovate l’abbonamento RAI!