90° minuto, puntata 13-09-2015

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Quant’era bello 90° minuto! (Quello di una volta!)valenti in regia

Quant’era bello interrompere tutto intorno alle 18 perché i gol e le azioni erano il tuo pane quotidiano!

Quant’era bello sorridere insieme agli inviati, immaginarti magari in qualche campo a fare il loro lavoro, anche se spesso i gol, la lingua italiana e il contesto non erano tre elementi imprescindibili!

La rivoluzione del secolo (ahimè, l’avevo anche suggerita tempo fa per scherzo) si è materializzata: 90° minuto è diventato un contenitore di chiacchiere, dura ormai due ore e si fa fatica a trovarne una traccia col passato.

Diranno i moderni: c’è Sky! Ci sono quegli altri, possibile che tu sia ancora fissato con 90° minuto?! Sì, vi dico. Come me, un altro milione e mezzo scarso di italiani, quelli che non hanno pay-tv e vogliono il servizio pubblico ad accontentarli in quelle poche ore di svago domenicale.

Com’era bello 90° minuto! Ai tempi che furono c’era Paolo Valenti, lui sì che era la calma fatta persona. Youtube qualcosa la mostra, ma vuoi mettere essere lì, in quei bei tempi, ad aspettare una punizione di Zico o lo scudetto del Verona? galeazziDopo la sua morte, per breve tempo l’onore era toccato a Fabrizio Maffei, voleva professionalizzare tutto. C’era riuscito in parte (aveva anche Bruno Pizzul alla moviola), poi era subentrato Giampiero Galeazzi: conduceva dritto come un palo all’inizio, poi si era seduto, si era messo a ballare, aveva un suo stile. Nonostante ogni anno, contro tutto e contro tutti, gli gufavano un cambio di conduzione, prima con Jacopo Volpi, poi Marino Bartoletti. Alla fine c’era lui.

maffeiEra rimasto fino al cambio del millennio e al subentro di Fabrizio Maffei, che si era portato dietro Giorgio Tosatti, quello dei sermoni. La flemma fatta umana, ci metteva tre minuti per dire cinque parole su Roberto Baggio al Brescia o sulle riserve della Juventus. C’era anche Carlo Longhi e, pensa che ti ripensa, era arrivata anche una donna alla conduzione: Paola Ferrari. I servizi erano stati impostati come all’inizio, prima il commento poi le azioni. Per me era stato un piccolo trauma, nel 2003 dove mai si potevano rivedere le repliche di Valenti?

L’ultima puntata del 2005 ce l’ho ancora in vhs, anche se avrei preferito l’ultima del 2002. Era stata l’ultima di un’ignara Paola Ferrari, poi quelli lì avevano comprato i diritti del calcio per donarli a piene mani a Maurizio Costanzo e a Paolo Bonolis. Una tragedia annunciata, Mentana aveva salvato la bagnarola nel primo dei tre anni di super-diritti mondiali. La bagnarola poi era completamente affondata da Sandro Piccinini, che mostrava i gol alle 18.40 in maniera random, servizi tutt’insieme e poi via alle chiacchiere su un fuorigioco di Zlatan Ibrahimovic: i poveri sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi.

Nel 2008-09 si ripassa di mano. Quelli lì avevano capito che erano stati dei profanatori, ritornava 90° minuto in mano a Franco Lauro, che lo aveva condotto in Serie B facendo più ascolti di quelli lì, quando la Serie A era diventata un colera con venti squadre.

franco lauroFranco Lauro, uno che fa simpatia ancora oggi. Commentava le gare di basket, si era ritrovato lì dopo aver condotto una brutta stagione della Domenica Sportiva con Galeazzi. Che simpatia metteva, però. Commetteva gaffe anche nel salutare, ed ecco il colpo di genio: un abbraccio a quanti ci seguono dalle case di cura, di riposo e dagli ospedali. D’inverno, anche dalle carceri. Toh! Gli avevano lasciato Carlo Longhi alla moviola (gli scenografi dovevano arredare lo studio con quello che avevano, era bellissimo in tinta con le luci) e Jacopo Volpi al commento sagace, poi Zibi Boniek e Beppe Dossena. Una volta era capitato anche a Max Tonetto far da opinionista, tre parole in venti minuti.

Avevano abolito dal 2010-11 al 2012-13 il servizio di base per gli inviati, solo un “copia e incolla” dalle telecronache più brevi saluti. Mi stava prendendo un infarto nel sentire Mario Mattioli per Lazio-Bologna. In quegli anni c’era stata l’invasione dei giornalisti dagli stadi, una chance non si negava a nessuno, tranne a Gigi Cavone che era stato fulminato dopo aver dato del giovane all’attaccante leccese Ignacio Castillo, già sulla via del tramonto.

Nel 2013-14 c’era la doppia coppia, la moviola andava e veniva, Alessandro Vocalelli lo avevano messo con Dossena su un tavolo. C’era anche un tocco di modernità, qualche hit del momento, era un programma che faceva tre stacchi pubblicitari e ottimi ascolti.

Poi, ecco il primo schiaffo, abbastanza forte. Mauro Mazza e le sue rivoluzioni.

mazzocchi schedina falsaFranco Lauro arrivederci e grazie, lo avevano poi mandato inviato a Milano, non aveva manco dato gli auguri a Marco Mazzocchi, il quale aveva azzeccato solo il pezzo di Steve Rothery per riepilogare i gol (si era infranta innavvertitamente la regola dell’esclusiva una domenica e qualcuno aveva imprecato pesantemente). Una valanga di ospiti, sempre gli stessi. Poteva peggiorare? È peggiorato. Twitter, palle di parole, due palle nei “Tempi supplementari” allargati su Rai Sport, c’era Tiziano Pieri a incartarsi con gli ospiti.

13 settembre 2015, 90° minuto cambia intanto sigla. Mi è venuta la psoriasi d’oca, altro che cacchi. I pupazzetti sono stati realizzati da Pasquale Martello e Riccardo Corbò.

Poi, il format. Spezzato in tre. Prima 90° minuto – Zona mista, in seguito quello pseudo originale di oggi, infine i “Tempi supplementari”, e quando mai mancavano loro. Come annunciato già dal comunicato stampa di ieri: «Domenica 13 settembre, dalle 17.10 su Rai2, torna l’appuntamento con “90 Minuto”, la rubrica Rai Sport condotta da Paola Ferrari e Marco Mazzocchi, curata da Enrico Testa e con la presenza in studio di Cesare Prandelli e Gianpaolo Ormezzano. Nella prima parte del programma, spazio alle voci dei protagonisti del campionato a pochi minuti dal termine delle partite e a una lunga intervista esclusiva con il Dg della Juventus Beppe Marotta. Dalle 18.00 tutti i gol del terzo turno di campionato, commenti e approfondimenti sui principali temi di giornata. Nella terza e ultima parte ampia pagina dedicata al derby Inter-Milan, con tutte le ultime novità sulle formazioni che scenderanno in campo alle 20.45 e una speciale clip sul big match di San Siro realizzata da Techetechetè. Da quest’anno i protagonisti della trasmissione saranno anche i telespettatori che potranno interagire con lo studio attraverso gli account Facebook, Twitter e Instagram #90minutoRai».

Nella prima parte si abbatte l’ironia di Gianpaolo Ormezzano sull’ingegnere iettatore di Napoli, che colpirà metà dei ricevitori digitali nella seconda parte (noi siamo in Africa, non siamo in Italia, lo ribadisco). Fabrizio Castori arriva alle interviste sudatissimo, Paola Ferrari in quel poco di hd disponibile sembra un’altra entità, Valerio Iafrate concede una copertina sulla tecnologia calcistica.

Gli anticipi vanno in… anticipo per novanta secondi. Federico Calcagno, Franco Lauro e Stefano Mattei, rispettivamente per Fiorentina-Genoa 1-0, Frosinone-Roma 0-2 e Juventus-Chievo 1-1. Il 90° minuto vero e proprio cambia colore, passa al blu, dove il mattatore è Cesare Prandelli a occupare l’utilità di Adriano Bacconi, qualche anno fa. Mentre il digitale mi concede bestemmioni a più non posso (salto un paio di gol e una ventina di minuti complessivi, perché io vedo due-tre ore di televisione circondate da nuvole nefaste), capisco che 90° minuto è un non-programma alla stregua dei non-luoghi di Marc Augè. La pubblicità, invece, la becco sempre integralmente. Vedo a tratti che Paolo Paganini è andato a Roma per Lazio-Udinese live, poi Angelo Oliveto sul rinvio di Sampdoria-Bologna, Stefano Bizzotto per Verona-Torino 2-2 in stereofonia, Alberto Rimedio per Sassuolo-Atalanta 2-2, Giuseppe Galati per Palermo-Empoli 2-2, Gianni Cerqueti per Empoli-Napoli 2-2. C’è qualche servizio di contorno tipo Alessandro Orlando nuovamente sul match di Firenze e Amedeo Goria su quello di Frosinone. Tante chiacchiere, altre bestemmie. Così fino alla terza parte, dove vediamo gli archivi Rai, ormai si sono fissati. Cambia anche la sigla di riepilogo gol, montaggio pessimo, un altro brano (penso) di Steve Rothery. Luca De Capitani è al posticipo, da quest’anno almeno gli inviati entrano negli stadi e non si collegano dai piazzali a un chilometro dai campi.

Comunque, fate un po’ come cacchio vi pare, che ne fate ascolti se non migliorate le ricezioni del digitale…

Mi avete rovinato definitivamente i pochi momenti di svago televisivi. Un altro pezzo di un qualcosa che se ne va. Non vale la pena neanche recensirvi settimanalmente.

Massimo Maneggio

Per rivedere la zona mista di 90° minuto del 13 settembre 2015: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2015-09-13&ch=2&v=565453&vd=2015-09-13&vc=2#day=2015-09-13&ch=2&v=565453&vd=2015-09-13&vc=2

Per rivedere 90° minuto del 13 settembre 2015:

http://www.raisport.rai.it/dl/raiSport/media/90-minuto-sintesi-ef4604e6-1175-4ca6-a4f3-7ef57788713b.html