Un dramma brasileiro

 

Parlare della partita tra Brasile e Germania è davvero difficile perchè una gara che dopo ventinove minuti vedeva già il risultato sullo 0-5 (mai successo nella storia dei Mondiali) dimostra che “la partita” realmente non è mai esistita. Mai si sarebbe potuto immaginare un passivo così pesante e una tale dimostrazione di impotenza da parte della Selecao, vittima del più grande dramma sportivo su questi livelli. Già perdere in casa il Mondiale è un dramma (il Maracanazo e i suoi morti è un triste ricordo ancora vivo), ma perdere in questo modo è molto di più. Il Brasile esce da questa coppa (in attesa dell’inutile finale terzo/quarto posto) senza alcuna dignità e con una figuraccia che resterà negli annali per l’eternità, come resteranno per sempre nella nostra memoria i volti di tutti quei tifosi brasiliani disperati di fronte ad un incubo terribile diventato realtà.

Affonda insieme alla Selecao il suo Ct, Felipe Scolari, campione del mondo nel 2002 e oggi simbolo di un tracollo epocale. Molte le sue responsabilità in questa debacle, a partire dalle convocazioni e dalle scelte effettuate nel prepartita contro la Germania: la scelta di Bernard come sostituto di Neymar è la dimostrazione della pochezza di questa generazione ma anche la cocciutaggine nello schierare un modulo che già nelle precedenti prestazioni poco aveva incantato. Inoltre in difesa si è ballato praticamente dall’inizio alla fine: dimostrazione di ciò le dieci (!) occasioni per la Germania nel solo primo tempo. Il primo gol nasce da un erroraccio di David Luiz nel posizionarsi sul calcio d’angolo, lasciando Muller solo soletto a metterla dentro con un comodo piatto. Gli altri gol del primo tempo sono nati in una scioltezza pazzesca, con triangoli e tiri di piatto. Sul 3-0, invece di comprendere che la partita ormai era finita e bisognava limitare i danni, il Brasile ha continuato a spingera in maniera pazza e disperata andando incontro all’umiliante passivo della prima frazione. Tutto questo si potrebbe giustificare se almeno le statistiche dimostravano grande impegno nella corsa da parte dei brasiliani, ma in realtà a correre di più sono stati i tedeschi e pure molto (5,3 km).

Molti si chiedono come sarebbe andata a finire la partita con Neymar e Thiago Silva: sicuramente l’assenza più pesante è stata quella del difensore, poiché il reparto arretrato senza di lui è stato un disastro, con l’impresentabile Dante come sostituto. Neymar probabilmente avrebbe dato una maggiore spinta all’attacco verdeoro, ma con l’inesistente aiuto dei vari Fred e Hulk poco avrebbe potuto fare. L’unico giocatore che si salva almeno per l’impegno mostrato in campo è Maicon, ma per il romanista è una magra consolazione…

Il Brasile non perdeva una gara ufficiale in casa da 42 partite (precisamente dal 2002), mentre non perdeva con sei reti di scarto (peggior passivo di sempre per la Selecao) addirittura dal 1920….Altri numeri che giustificano la parola “dramma sportiva” sopra utilizzata.

Dall’altro lato del campo, una squadra perfetta e tremenda: la Germania di Low completa il suo lungo processo di crescita e giunge alla tanta agognata finale mondiale dopo due semifinali consecutive andate male. Trovare un giocatore che sia andato sopra la media è difficile vista l’immensa dimostrazione di forza messa in campo, resta però l’impressione di aver visto una squadra che già dopo trenta minuti aveva tolto il piede dall’accelleratore, evitando una debacle verdeoro ancor più clamorosa. I tedeschi hanno controllato il resto della gara trovando altri due gol e sbagliandone altrettanti, sicuri di avere nella propria difesa un portiere imbattibile come dimostrato in tutto il Mondiale da Neuer. L’ottava finale mondiale per i tedeschi giunge insieme ad altri due record: il primo gol di Muller è il gol numero duemila per la nazionale tedesca, mentre Miro Klose con la rete di ieri entra di diritto nella storia del calcio diventando il miglior bomber di sempre nella fase finale dei Mondiali. Le sue 16 reti diventano un record che rimarrà imbattutto per diversi anni, anche se Thomas Muller è già a 10 gol mondiali tra Sud Africa e Brasile. Il giovane rapace dell’area di rigore incombe sull’esperto Miro, ma almeno per quattro anni questo record sarà tutto suo.

Adesso, nella speranza che non si ripeta un nuovo Maracanazo, il Brasile si prepara (ma come?) alla finalina di sabato cosciente di andare incontro ad un nuovo bagno di fischi, mentre la Germania si avvia verso l’appuntamento con la storia di domenica sera: il Mondiale manca a Berlino dal 1990, sarà questa la volta buona per la quarta stella?

 

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