“Preliminari” italiani: gioie e dolori

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R&B Sport

La vittoria di ieri della Lazio nell’andata del Play off Champions contro il Bayer Leverkusen è soltanto una delle tante puntate dei preliminari di Champions colorati di tricolore. Questo trampolino pericoloso verso la Coppa dalle grandi orecchie in passato non esisteva: nell’allora Coppa dei Campioni si qualificavano per l’appunto solo le squadre campionesse dei loro rispettivi campionati. Dalla stagione 1997-98, però, la Champions viene allargata anche alle seconda dei rispettivi campionati europei e successivamente anche le terze e le quarte classificate della nostra Serie A potranno giocarsi la chance di accedervi attraverso uno spareggio andata e ritorno contro squadre molto spesso sconosciute ma comunque temibili ad Agosto.

La prima delle nostre squadre ad affrontare un preliminare è il Parma: doppio successo (3-1 e 4-0) contro il Widzew. L’anno successivo tocca all’Inter che con gli stessi identici risultati regola lo Skonto Riga.

Nel 1999-2000 torna il Widzew (regolato dalla Fiorentina) mentre il Parma è la prima squadra a non superare l’ostacolo: i Rangers eliminano i ducali grazie al 2-0 ad Ibrox Park. L’anno successivo l’Inter regala una perla nella sua (a tratti tragicomica) storia: la gara contro l’Helsinborg finisce all’andata con una sconfitta in trasferta. A San Siro ci sarebbero tutte le possibilità di rimontare ma un’errore di Recoba dal dischetto condanna i nerazzurri ad un’eliminazione assurda.

Nella stessa stagione il Milan elimina facilmente la Dinamo Zagabria (3-1 e 3-0). Nel 2001-02 la Lazio perde 2-1 a Copenaghen ma il 4-1 dell’Olimpico ribalta i giochi a favore dei romani, mentre il Parma incappa in una nuova eliminazione, questa volta per mano del Lilla.

Il 2002-03, stagione della finale tutta italiana a Manchester, vede proprio i rossoneri partire la loro cavalcata europea ad Agosto. All’andata è sfida dura e solo un’errore del portiere avversario permette ad Inzaghi di bucare la porta dello Slovan Liberec. Al ritorno sempre Superpippo porta in vantaggio i rossoneri, ma la loro difesa colabrodo (prima dell’arrivo di Nesta) subisce due gol che fanno tremare i cuori rossoneri nei minuti finali. Alla fine l’1-2 qualifica il Milan futuro campione d’Europa. L’altra nostra italiana ai preliminari è la futura semifinalista Inter: contro lo Sporting Lisbona di un giovane Cristiano Ronaldo è 0-0 in Portogallo e 2-0 a San Siro.

La stagione successiva vede solo la Lazio ai preliminari (il Milan terzo è qualificato direttamente in quanto detentore del trofeo): doppia vittoria contro il Benfica (3-1 e 1-0). Nel 2004-05 è da brividi il preliminare della prima Juve di Capello: lo Djurgarden domina l’incontro e va sul 2-0 a Torino, ma Trezeguet ed Emerson riagguantano gli svedesi. Al ritorno si sta sull’1-1 dopo venti minuti ma la classe bianconera emerge alla lunga e la vittoria italiana è larga: 4-1. L’altra italiana impegnata è l’Inter che sfida gli svizzeri del Basilea: 1-1 in trasferta e rotondo 4-1 a San Siro per la prima Inter di Roberto Mancini e del (mancato) Fenomeno Adriano.

Nel 2005-06 c’è sempre l’Inter protagonista: una vittoria e un pareggio contro lo Shakhtar Donetsk sono sufficienti a passare il turno. La sorpresa tricolore è la presenza dell’Udinese, sorteggiata ad affrontare lo Sporting Lisbona: in Portogallo un rigore di Iaquinta regala la vittoria ai friulani, mentre al ritorno uno spettacolare 3-2 conferma per i bianconeri un sogno Champions che si spegnerà negli ultimi minuti dell’ultima gara del girone contro il Barcellona futuro campione.

Altra sorpresona (causa Calciopoli) nella stagione successiva: il Chievo ai preliminari Champions!!! La sfida contro il Levski Sofia finisce amaramente (sconfitta 0-2 fuori casa e 2-2 interno), ma quanta soddisfazione per questo piccolo quartiere di Verona. C’è anche il Milan a giocarsi i gironi in quella calda estate Mondiale: 1-0 targato Inzaghi a San Siro contro la Stella Rossa e al ritorno ulteriore vittoria (2-1) in una stagione gloriosa per i colori rossoneri…

Anche nel 2007-08 la vittoria del Milan di Ancelotti determina una sola italiana ai preliminari l’Estate successiva e anche questa volta si ha a che fare con la Lazio: contro la Dinamo Bucarest brutto pareggio interno ma rimontona in Romania: 3-1 e gironi conquistati.

La stagione successiva è quella del ritorno in Champions della Juve dopo la Serie B: 4-0 e 1-1 contro l’Artmedia Bratislava. Anche la Fiorentina arriva ai gironi grazie al 2-0 interno contro lo Slavia Praga (0-0 al ritorno).

Dalla stagione successiva le prime tre del campionato vanno direttamente ai gironi e quindi è solo la quarta a giocarsi i preliminari. Anche in questa occasione c’è la Fiorentina e anche in questo caso c’è lo Sporting Lisbona contro un’italiana. Il 2-2 in rimonta conquistato in Portogallo rende l’1-1 del Franchi un lasciapassare per un glorioso cammino europeo per i viola, interrotto solo agli Ottavi dalle magagne arbitrali a favore del Bayern Monaco.

La stagione successiva è la Sampdoria a vivere un dramma sportivo: la sconfitta per 3-1 a Brema contro il Werder viene ribaltata dal 3-0 doriano a Marassi, ma all’ultimo minuto arriva la rete dei supplementari tedeschi e lì una Samp spenta e ferita subisce il 3-2 che qualifica i biancoverdi ai gironi. La ferita non si rimarginerà facilmente per i doriani e la stagione sarà pessima fino a culminare in Serie B…

Le due stagioni successive vedono l’Udinese di Guidolin a realizzare un vero e proprio miracolo qualificandosi ai preliminari (nel frattempo solo le prime due del nostro campionato vanno direttamente ai gironi mentre è solo la terza a giocarsi il preliminare), ma in entrambi i casi arrivano due cocenti eliminazioni: l’Arsenal vince sia all’andata che al ritorno nel primo caso, mentre nel secondo sono i rigori a condannare i bianconeri.

Ritorna il Milan nel 2013-14 e arriva un’altra qualificazione: 1-1 in Olanda con il Psv e netto 3-0 a San Siro con la doppietta-addio di Boateng. La scorsa stagione invece il Napoli perde rovinosamente contro l’Athletic Bilbao: 1-1 in casa e pesante 3-1 al nuovo San Mames.

Adesso tocca alla Lazio finire l’opera: ci riusciranno i biancocelesti?