Origi nuova stella del Liverpool?

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R&B Sport

Divock Origi è l’esempio di un talento precoce. Rappresenta al meglio la sua nazionale, il Belgio, che ha inaugurato una sorta di “Nouvelle Vague” del calcio del terzo millennio. La compagine belga ha una generazione di nuovi fenomeni, basti pensare che Origi, classe 1995, ha una concorrenza di tutto rispetto, come Lukaku (altro giovane che sembra già vecchio per l’esperienza maturata), Mertens, e alle spalle gente di grande talento come Witsel ma anche dal passo lento, forse anche lentissimo come nel caso di Fellaini. Origi, però, ha i movimenti della pantera, un passo felpato e un fisico imponente. Non ha ancora compiuto vent’anni e tanto basta per renderlo già uno dei migliori attaccanti europei. Certo, come tutti i giovani attaccanti non è freddissimo sotto porta: in quaranta partite, circa, di campionato con il Lille ha esultato soltanto sei volte. Il primo gol, però, lo ha siglato al suo esordio contro il Troyes, dopo sei minuti dal suo ingresso ufficiale nel mondo del professionismo. Anche al suo esordio da titolare, l’anno dopo, si è fatto subito apprezzare, sbloccando il risultato del Lille contro il Lorient, per poi risentire, un po’, dei carichi di tensione che può offrire un’intera stagione calcistica, soprattutto avendo tanti occhi addosso. Origi è il classico giocatore che fa reparto da solo. Difende palla, gioca di sponda e fa salire la squadra come un veterano ma spesso arriva anche stanco mentalmente, per l’appuntamento sotto rete. Ai giocatori generosi si perdona tutto e Origi appartiene a questa categoria, senza lesinare quell’umiltà rara da trovare per un giocatore che, non avendo compiuto vent’anni, ha già un futuro spalancato. Al mondiale è arrivato quasi per caso, dopo l’infortunio di Benteke, un’altra stella del Belgio 2.0.

OrigiMark Wilmots, allenatore della nazionale ed ex gloria calcistica, non ha avuto dubbi nel scegliere il suo sostituto, con Origi richiamato dai suoi propositi di seguire il mondiale in vacanza. Posto per il Brasile assicurato, quindi, in una nazionale che ha sofferto l’impatto con la competizione e che, proprio con l’ingresso di Origi, ha cambiato marcia, ribaltando il risultato contro l’Algeria.Cinque giorni dopo, Origi si è ripetuto con un’ottima prestazione e il Belgio ha ipotecato il passaggio agli ottavi di finale. Segna contro la Russia e toglie praticamente Fabio Capello dal mondiale, con una rete nell’area piccola che ha permesso al popolo belga di festeggiare. Match winner ma non titolare, anche se contro la Corea mister Wilmots ha cercato di fare risparmiare le energie ai suoi giocatori, in vista del turno successivo. Così contro gli Usa per Origi si sono spalancate le porte del “posto fisso”: gioca novanta minuti ma, nei tempi supplementari, sarà sostituito, con il Belgio che è riuscito poi a trovare due reti e la qualificazione contro l’Argentina. Il dualismo con l’altro giovane Lukaku lo ha fatto probabilmente crescere in maturità, ben sapendo che, dalle prossime qualificazioni agli Europei, aumenterà il carico di responsabilità.

Massimo Maneggio