Non è semplice vivere senza un lavoro

disperazione-300x269 Non è semplice vivere senza un lavoro

Quante volte a riflettere su ciò che vorreste fare e non riuscite proprio a realizzare!

La vita non decolla e i giorni sembrano tutti uguali. L’esistenza si appiattisce quasi a diventare soffocante, in un continuo rigirarsi nel letto, aspettando un nuovo giorno, senza una meta precisa e privati di ogni speranza.

La prima colazione fra i pensieri confusi è il frutto di una notte insonne, davanti, eccola servita a farsi quasi beffa di un destino avverso l’immagine di chi la vita la vive e non l’aspetta. Oggi cosa farai? Prima ancora di rispondere ci si accorge che l’altro ha già voltato le spalle e corre incontro alla sua preziosa giornata di lavoro, distratto e senza badare se veramente una risposta c’era. Non ha tempo di soffermarsi in discussioni sterili poiché deve correre se non vuol essere raggiunto.

È proprio vero che chi è pieno di se e vive la vita a mille non può dedicarsi agl’altri. Il lavoro, la famiglia, la palestra, l’amante, gli amici e il tempo libero, solamente per fare alcuni esempi.

Macché, sempre fermi a quella prima colazione con il caffè che ti scende di traverso nello stomaco già piagato dagli anomali rigurgiti di bile. Non è semplice vivere senza un lavoro, un’identità, una dignità e soprattutto un minimo di autostima. In tal modo, c’è il rischio di farsi troppo male. Questo è il risultato di un mondo globalizzato in cui c’è chi vive fastosamente e chi invece sopravvive a un’esistenza indegna.

Quante notti ancora a rigirarsi in quel letto maledetto infestato dal puzzo di quei denti marci che neppure più a curarli si può pensare. La miseria porta a questo e alla fine ci si arrende anche alla mala salute, oltre che alla cattiva sorte.

Non contate sull’aiuto di nessuno poiché per ritornare a vivere c’è bisogno solamente di se stessi e se qualche agiato individuo vorrà sprecare consigli, sarà pur libero di farlo, ma tanto si riveleranno inutili. Per evitare di soccombere la parola d’ordine e mandarli a quel paese tutti, pensando che in fin dei conti nessuno è meno intelligente o più fortunato degli altri.

30/09/2013 – Alberto De Luca

Dm Web di De Marco Fabrizio

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here