Motomondiale 2014: il pagellone

Finita la lunga stagione 2014, è tempo di dare le pagelle ai protagonisti (positivi e negativi) di questo Motomondiale.

  • Marquez (voto 13): Tredici come le vittorie stagionali che gli permettono di issarsi nella classifica all time dei piloti più vincenti in una sola stagione, mettendosi dietro nomi come Doohan, Rossi e Agostini. Già per questo meriterebbe il 10, ma il titolo Mondiale che bissa quello della passata stagione innalza la sua pagella lì dove i normali piloti non potranno mai arrivare.Riscrive la storia della moto con dieci vittorie consecutive in partenza di stagione che gli permettono di mettere in ghiaccio il titolo già prima della pausa estiva, poi nella seconda parte arranca un po’ con qualche caduta ma mette comunque il sigillo su tre Gp legittimando un trionfo meritato. Certo, la fortuna molte volte è stata dalla sua parte, ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci. Adesso la prossima stagione avrà ancora più pressione addosso e anche un secondo posto verrà giudicato come una sconfitta, ma il 93 ha ormai l’esperienza giusta per non avere paura nemmeno delle voci e delle aspettative. CAMPIONE VERO.
  • HONDA (voto 9): La casa giapponese ha prodotto un vero e proprio bolide che insieme a Marquez è risultato perfetto per riscrivere il dominio Yamaha delle ultime stagioni. Già nella scorsa stagione si erano visti progressi che permettevano a Marquez e Pedrosa di avere una marcia in più, ma in questa stagione il divario è stato netto, con le prime dodici gare tutte vinte dall’HRC. Da Misano in poi, però, la Yamaha mostrato di aver colmato in parte il divario, raggiungendo quattro vittorie consecutive prima degli ultimi due assoli finali di Marquez. Non diamo il dieci proprio per il divario colmato dalla squadra blu, motivo che dovrà portare tanto lavoro in questo inverno per recuperare il vantaggio perduto. VELOCIRAPTOR.
  • ROSSI (voto 9): Se il 2013 doveva essere la stagione per ritornare alla vita, il 2014 era l’anno della decisione finale: lasciare o continuare. Le prime gare della stagione dovevano dare questa risposta al Dottore, che in caso di mancanza di competitività avrebbe dato addio alla Motogp.La risposta è giunta ed è stata quella che tutti i tifosi del Dottore speravano: il 46 è tornato! Due vittorie, un’infinità di podi e il secondo posto nel Mondiale ci portano a fare due riflessioni: innanzitutto è ritornato ad essere il primo pilota Yamaha, mettendosi dietro un pilota come Lorenzo, cosa assolutamente da non sottovalutare. La seconda riflessione è che la scelta di dire addio a Burgess è stata un’altra scommessa vinta: con il nuovo team è nettamente migliorato il suo feeling con la moto e ha raggiunto il vero obiettivo stagionale: quello di essere competitivo ogni weekend. Adesso il 2015 può essere l’anno buono per raggiungere il terzo step, quel titolo Mondiale che sarebbe il suo decimo personale, facendolo entrare ancor di più nella leggenda. IRON MAN.
  • LORENZO (voto 6): La sufficienza la raggiunge soltanto grazie alle due vittorie stagionali, ottenute con prepotenza e forza dopo un lungo digiuno. Per il resto la sua è una pessima stagione, la peggiore da quando non è più un rookie. Inizia con due errori clamorosi che gli portano due zero in classifica, poi in Argentina torna sul podio ma continua la sua stagione di alti e bassi, nonostante una bella gara al Mugello.A Brno vince il duello contro Marquez e comincia pian piano a mettersi dietro il compagno Rossi, che però lo umilia conquistando i primi 25 punti stagionali della Yamaha a Misano proprio battendolo in un corpo a corpo. Tra Aragon e Motegi si rifà conquistando due vittorie consecutive come non succedeva dalla stagione precedente, ma le ultime tre gare sono nuovamente opache, venendo battuto regolarmente da Rossi tra Philip Island e Sepang ed infine sbagliando tutto a Valencia. Adesso è fondamentale che riparta dai tanti errori commessi in questa stagione per non ripeterli più, a partire dalla condizione fisica approssimativa con cui si era presentato al via. DA RIGENERARE.
  • YAMAHA (voto 7): Ad inizio stagione è imbarazzante il distacco a livello di prestazione dalle Honda e solo Rossi riesce a tenere in alto i colori della casa di Ywata. Nella seconda parte di stagione riduce il distacco dall’altro colosso giapponese portando a casa quattro vittorie, una in più rispetto alla Honda. Il lavoro da fare è tanto in questo inverno, ma il progresso visto fino ad ora è un ottimo punto di partenza dal quale ripartire. IN RIPRESA.
  • PEDROSA (voto 4): L’ennesima stagione da Calimero dello spagnolo. Ha a disposizione la moto migliore del lotto ma a differenza del compagno che vince 13 gare lui si ferma alla sola vittoria di Brno. Tantissime gare negative e poche positive, a conferma che vincere un titolo è praticamente impossibile per lui. Verrà confermato anche per la prossima stagione in HRC, quasi a dimostrare che ormai per lui non resta che un ruolo da scudiero, ma mai da prima donna. ETERNO INCOMPIUTO.
  • IANNONE (voto 7): Il pilota del team Pramac Ducati ha messo in scena una stagione strepitosa considerando il potenziale della moto e il suo livello a questi livelli. Quasi sempre tra i primi sia in prova che in gara, in partenza si è messo sempre dietro grandi piloti ma nel corso della gara perdeva posizioni a causa dei classici cali di prestazione delle moto non ufficiali. Sempre in bagarre, la sua stagione si ricorda per grandissimi duelli vissuti sempre come nel suo stile: a tutto gas. SORPRESA.
  • DOVIZIOSO (voto 7): Una buona stagione per il pilota di Forlì che dopo la brutta prima annata Ducati regala alla rossa gare di ottima qualità, tenendo sempre conto degli evidenti limiti della moto. Il podio in questa stagione non è stato un miraggio e immediatamente dietro i primi quattro c’è quasi sempre stato lui. Adesso il 2015 deve essere l’anno del raggiungimento di un nuovo step: quello della competitività per il podio. CONCRETO.
  • CRUTCHLOW (voto 4): Non basta il risveglio delle ultime gare per migliorare il giudizio su questa pessima stagione del pilota inglese. Arrivato in Ducati per fare sfracelli dopo l’ottima stagione passata, gli unici sfracelli li fa fuori dalla pista, rompendo il legame che lo univa alla rossa e decidendo a metà campionato di cambiare aria. Porta a casa un podio ad Aragon e ne sfiora uno a Philip Island, ma il giudizio resta ugualmente basso. PERSO.
  • DUCATI (voto 6): Pian piano la Ducati sta dando segnali di vita. Dopo un 2013 passato a lottare per l’ottava posizione, adesso i piloti rossi sono stabilmente tra i piloti sotto il podio, con Dovizioso e Iannone (prossima coppia ufficiale) sugli scudi. Certo, in confronto alle stagioni di Capirossi e Stoner il confronto è irridente, ma i segnali di crescita ci sono stati e adesso si aspetta la prossima stagione per una conferma. IN CRESCITA.
  • BRADL (voto 4): Il pilota tedesco che nella scorsa stagione aveva fatto bene è completamente scomparso in questa stagione, lasciando solo il ricordo del pilota che raggiunse persino la pole nel Gp di Laguna Seca 2013. DA RIVEDERE.
  • FRATELLI ESPARGARO (voto 6,5): I precursori dei fratelli Marquez sono stati autori di un’ottima stagione nella classe maggiore. Aleix ha vinto il titolo Open, mentre Pol è stato autore di buoni piazzamenti. FRATELLI OK.
  • RABAT (voto 8): Meritatamente campione del Mondo nella Moto2, l’anno prossimo dovrà vedersela contro l’amico Alex Marquez nella classe di mezzo perchè non ha trovato una sella nella classe maggiore. DA CONFERMARE.
  • ALEX MARQUEZ (voto 8): Il campione del Mondo Moto3 vince da ragioniere un Mondiale in cui l’avversario Miller nonostante un minor numero di vittorie rispetto al rivale. La continuità è stata l’arma in più per il piccolo Marquez, che adesso potrà lanciare la sfida all’amico Rabat in Moto2. CAMPEON.
  • JACK MILLER (voto 7,5): Peccato per aver smarrito un titolo Mondiale praticamente suo per soli due punti, ma le tante vittorie di questa stagione hanno comunque portato l’australiano a raggiungere un traguardo importantissimo: la promozione in Motogp. La cattiveria e l’agonismo sono le sue armi principali e se si confermerà anche nella classe regina ci sarà da divertirsi. COCCODRILLO AFFAMATO.
  • FENATI (voto 6): Merita la sufficienza per il carattere dimostrato dopo una stagione pessima come quella passata, ma ha deluso le aspettative nel corso dell’anno. Partito alla grande (con la vittoria del Mugello come simbolo), pian piano perde la rotta e comincia ad inanellare pessimi risultati che gli fanno perdere ogni chance di lottare per il titolo. Nella prossima stagione dovrà assolutamente far suo il titolo. ESAMI IN VISTA.

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