Milan, una squadra di Brocchi

Esonerato Mihajlovic. La notizia che incombeva da diversi mesi sul tecnico rossonero, è stata ufficializzata nella giornata di martedì, in seguito ad una cena avvenuta ad Arcore lunedì sera tra il Presidente Silvio Berlusconi, l’A. D. Adriano Galliani, e Cristian Brocchi, sino a poche ore fa tecnico della primavera del Milan. Questo il comunicato ufficiale della società: “AC Milan comunica l’esonero del Signor SinisaMihajlovic dall’incarico di allenatore. Al Signor Mihajlovic vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività fin qui svolta con impegno e correttezza. La conduzione tecnica della squadra è affidata, fino al termine della stagione, al Signor Cristian Brocchi al quale AC Milan rivolge i più cordiali auguri di buon lavoro”. Per la società rossonera l’esonero del tecnico Serbo, si aggiunge a quello di Filippo Inzaghi, Clarence Seedorf, e Massimiliano Allegri.

Già, Allegri, l’attuale tecnico della Juventus che nella scorsa stagione ha portato i bianconeri in finale di Champion’s League poi persa contro il Barcellona dei record di Messi. Che nell’ambiente rossonero ci fosse tanta confusione era cosa nota – vedi ad esempio i continui contrasti tra i due Amministratori Delegati, Barbara Berlusconi e Adriano Galliani – ma che le colpe di una cattiva gestione societaria fossero attribuite esclusivamente a tecnico e giocatori è la nota stonata di questa vicenda. Nonostante l’assenza dei risultati sul campo, il tecnico Serbo era riuscito a dare un’impronta alla squadra (un esempio il pressing asfissiante dei rossoneri nelle partite con le big) che gli era valso sia l’affetto dei tifosi, sia il rispetto dello spogliatoi rossonero.

Perché l’esonero? Probabilmente per due motivi principali che vanno oltre l’aspetto tecnico-tattico. Il primo,il rapporto con il Presidente Berlusconi che già dopo i primi mesi, risultava essere incrinato a causa delle divergenze con il tecnico Serbo che in diverse occasioni, aveva chiesto il rispetto dei ruoli;Il secondo motivo è da ricercarsi nei fallimenti strategici di mercato di A.Galliani che negli ultimi anni si è reso protagonista di operazioni di mercato particolarmente discutibili. Sua ad esempio, fu la scelta di non rinnovare i contratti di Seedorf e Ambrosini, così come quella di cedere Pirlo – uno dei centrocampisti più forti al mondo – alla rivale JJuventus a parametro zero. Operazioni queste, alle quali si aggiungono le cessioni di Thiago Silva – oggi il difensore più forte al mondo – e Zlatan Ibrahimovic, quest’ultimo sostituito con M. Balotelli. È vero che al tecnico Serbo era stata consegnata una squadra da 90 milioni di euro, però è un dato di fatto che tra Bacca, Romagnoli, Bertolacci, e Luiz Adriano, solamente il primo non ha tradito le aspettative segnando 12 reti a sei giornate dal termine. Il tecnico Serbo probabilmente, ha peccato di presunzione promettendo un immediato rientro in Champion’s League nella prossima stagione, e assecondando la cessione di El Sharaawy che oggi sta facendo le fortune della Roma.

Nessuno nell’ambiente rossonero si è soffermato ad analizzare il centrocampo del Milan, un reparto che forse andava rivisto meglio, dal momento che Montolivo non può essere il nuovo Pirlo, e Bertolacci e Kucka non danno garanzie sulla tenuta fisica, nonché sulla costruzione di gioco. Nonostante il cantiere aperto a Milanello, il tecnico serbo aveva costruito una serie di risultati utili consecutivi con la netta vittoria nel derby: Roma Milan 1-1, Milan Fiorentina 2-0, Empoli-Milan 2-2, Milan Inter 3-0, Palermo Milan 0-2, Milan Udinese 1-1, Milan Genoa 2-1, Napoli Milan 1-1, Milan Torino 1-0. La trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo ha dato inizio ad una serie di risultati negativi che si sono conclusi con il BRO1_big-300x179 Milan, una squadra di Brocchimatch di sabato perso contro la Juventus dell’ex Allegri per 2 reti a 1. A sei giornate dal termine e con la finale di Coppa Italia da disputare contro la Juventus, i tifosi si chiedono se questa decisione sia effettivamente quella giusta, in quanto, i giocatori in primis, si erano esposti a favore del tecnico. Mihajlovic lascia il Milan al 6º posto in classifica con 49 punti, 42 reti segnate, e 35 subite. Al tecnico Serbo un ringraziamento particolare per aver investito su quello che sarò l’oggetto dei desideri del mercato estivo: Gianluigi Donnarumma, promessa del calcio firmata made in Italy. La panchina rossonera è stata affidata a Cristina Brocchi sino al termine della stagione. Al nuovo tecnico auguriamo buon lavoro.

Massimiliano Aquino

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