Marquez timbra la terza!

 

Il primo Gran premio d’Argentina dell’era Motogp ha confermato, se ce ne fosse ancora il bisogno, che la stagione in corso rischia sempre più di diventare Marquez-centrica. Dopo solo tre gare, infatti, sono tre le pole e le vittorie conquistate dal baby fenomeno spagnolo che, con la sicurezza che contraddistingue i veri campioni, ha cucinato a fuoco lento i suoi avversari dopo una partenza non perfetta. Nei primi giri i 93 ha commesso infatti due errori che lo hanno portato a dietro le prime posizioni, ma da lì in poi Marc ha superato uno ad uno i suoi rivali, fino a raggiungere a metà gara il redivivo Lorenzo, autore questa volta di una partenza regolare che gli ha consentito dopo la bagarre iniziale con Rossi di volare in testa alla corsa con ampio margine.

Il Marquez di questa stagione, però, è uno squalo famelico che divora le sue prede in un boccone e dopo qualche giro di studio a stretto contatto con il 99, il campione del mondo ha effettuato un agevole sorpasso ed è volato verso altri 25 punti, che lo portano a 75 totali. Dietro di lui Lorenzo non è riuscito a mantenere la seconda posizione, poiché negli ultimi giri Dani Pedrosa è riuscito a sfruttare la superiorità tecnica della sua Honda rimontando sul pilota Yamaha. Per Lorenzo però questo terzo posto non è negativo viste le prime due gare della stagione, ed infatti il pilota maiorchino ha vissuto con grandissima gioia questo podio dopo settimane di feroci polemiche soprattutto da parte della stampa spagnola che lo ha criticato per le condizioni psico-fisiche pessime con cui si è presentato dai test invernali in poi. Jorge in queste settimane ha voluto rispondere ai critici allenandosi ancora più duramente (cosa dimostrata dalle innumerevoli foto pubblicate su Twitter), dimostrando di che pasta è fatto e che non ha per nulla perso la voglia di lottare. Certo, la stagione in corso è già pregiudicata però Lorenzo ha l’obbligo di dare di più vista la sua storia.

La classifica mondiale vede così come unico rivale di Marquez il compagno di squadra Pedrosa, distante 19 punti, ma sinceramente tra i due sembra non esserci alcun confronto e solamente con tanta fantasia potremmo pensare un Pedrosa capace di impensierire il 93. Pedrosa ha dalla sua la stessa moto del campione del mondo ma la stoffa è decisamente diversa.

Il vero deluso della gara è Valentino Rossi, arrivato quarto dopo una gara rocambolesca, passata tra fuori pista, battaglie e rimpianti per un podio che poteva essere alla portata. Il Rossi di questa stagione è decisamente più in forma della scorsa e sembra capace di lottare sempre per il podio, ma nelle ultime due gare la fortuna non è stata decisamente dalla sua parte.

Tornando invece a Marquez, è giusto sottolineare i nuovi record siglati dal fenomeno spagnolo: era dal 2001 che un pilota non conquistava i primi tre gran premi della classe regina (Valentino Rossi allora) ma bisogna tornare addirittura al 1971 per vedere un pilota tre volte vittorioso partendo dalla pole (Giacomo Agostini). Insomma, dopo l’era Rossi sembra essersi aperta una nuova e lunghissima era.

Nelle classi minori non si può non citare la grandissima impresa di Fenati, capace di vincere in Moto3 una gara combattutissima con sportellata nel giro finale. Il pilota del team di Valentino Rossi è a 17 punti dal capoclassifica Miller e dopo il secondo posto di Austin sembra aver trovato continuità. Non vinceva da Jerez 2012 (ultima vittoria italiana in Moto3) e forse questo può essere l’anno buono per un nuovo trionfo italiano nella classe più piccola.

Adesso si torna in pista già domenica a Jerez, per un entusiasmante Gp di Spagna. Riuscirà Marquez a centrare il quarto sigillo?

 

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