Marquez dei record

 

Parole, commenti e pronostici: tutto superfluo quando si parla del Motomondiale 2014 e quando si ha a che fare con Marc Marquez, più che un semplice campione ma ormai una vera e propria icona dello sport. Quello che sta realizzando questo ragazzo al suo secondo anno tra i grandi (dopo che il primo si è concluso con il titolo mondiale all’esordio, cosa non da poco) è qualcosa di indescrivibile. Un dominio totale quello messo in pista dal pilota Honda, capace di vincere 10 gare su 10 (!!!) in stagione, totalizzando la bellezza di 250 punti che lo pongono naturalmente in testa alla classifica, inseguito (con un binocolo) da Dani Pedrosa, compagno di squadra che con la sua stessa moto ha totalizzato “soltanto” 161 punti, dimostrazione che il pilota fa, eccome se la fa, la differenza.

Il gp di Indianapolis è stato l’ennesimo Marquez show, questa volta esaltato anche dalle splendide gare di Rossi, Dovizioso, Iannone e Lorenzo, che hanno reso la vita difficile al numero 93, senza però riuscire a porre fine al ciclo di vittorie del campione del mondo. Le prove avevano regalato l’ottava pole stagione di Marquez, con Dovizioso, secondo grazie allo sfruttamento della scia del pilota Honda, e Lorenzo a chiudere la prima fila. Valentino Rossi partiva dalla quinta casella e la partenza è stata perfetta per il numero 46, che si porta subito in testa alla gara insieme agli altri italiani Ducati, cioè Dovizioso e Iannone. Mentre ben presto Iannone verrà superato da Marquez, davanti Rossi e Dovizioso cominciano un’entusiasmante bagarre tricolore ricca di agonismo. In un tentativo di sorpasso del numero 4 sul 46, Rossi tocca l’avversario e ciò consente a Marquez di superare entrambi i piloti e portarsi in testa alla classifica. Nel frattempo sopraggiungeva Lorenzo che, una volta superato Dovizioso (decisivo il decadimento dei pneumatici sulla moto rossa), cominciava la caccia a Rossi (che era riuscito a superare Marquez) e al connazionale dell’Honda. Nel frattempo Iannone era retrocesso in quinta posizione, ma poi ha dovuto cedere posizioni fino al ritiro del quindicesimo giro per l’ennesimo problema al motore (nel fine settimana ben 3 motori rotti sui 4 utilizzati).

In testa comincia una lotta spietata tra i primi tre piloti e a spuntarla è Marquez che comincia così la sua ennesima gara in solitaria, agevolata anche dall’effetto tappo di Rossi su Lorenzo: il maiorchino ne aveva di più rispetto al 46, ma i quattro giri passati dietro all’italiano prima del sorpasso utile per il secondo posto hanno creato un tale distacco da impedire al 99 qualsiasi velleità di rimonta sul 93, autore così dell’ennesima vittoria. Gli altri hanno fatto solo le comparse, a partire dal solito deludente Pedrosa, quinto all’arrivo e davvero opaco, come tutta la sua stagione d’altronde.

Così per Marquez è tempo di sommare i nuovi record:

  • Eguagliato il primato di dieci vittorie iniziali del Mondiale ottenuto per ben tre stagioni da Giacomo Agostini;
  • 42 successi mondiali per Marc: raggiunti Biaggi e Mang;
  • 35 giri veloci in carriera per Marc: nono nella classifica di tutti i tempi guidata da Agostini;
  • E’ diventato il pilota a conquistare la cinquecentesima vittoria spagnola nel Motomondiale;
  • E’ entrato nella ristretta cerchia dei cinque piloti capaci di vincere 10 gp di fila nella 500-Motogp. A 11 c’è Surtees, a 12 Hailwood, mentre a 20 (!!!) c’è ancora Giacomo Agostini.

Siamo sicuri che Marquez farà di tutto per riuscire a strappare questo record al pilota italiano (per eguagliarlo ci vorrà almeno la seconda gara della prossima stagione).

La classifica iridata vede Valentino Rossi a quattro punti da Pedrosa, con Lorenzo che risale al quarto posto in classifica a meno 40 da Rossi. Per Vale la gara è stata ottima: partenza super come non capitava da tempo, più di metà gara passata a lottare con i più giovani Marquez e Lorenzo, mentre nel finale lo scontato decadimento della gomma ha causato il rallentamento del 46. Ma basta un dato per capire la splendida stagione che sta disputando Valentino: nei primi 10 gp ha già ottenuto lo stesso numero di podi della scorsa stagione.

Ottima anche la gara di Lorenzo, tornato a lottare come ai bei tempi: dovrà confermarsi però, come mai è stato in grado di fare durante questa stagione.

Mentre in Motogp il titolo è ormai deciso, diverso è il caso della Moto 3, con il nostro Fenati finalmente tornato in stato di grazia e senza più la sfortuna che lo ha accompagnato negli ultimi Gran premi. Strepitosa la gara dell’ascolano, secondo all’arrivo a causa del lungo rettilineo che lo ha penalizzato nel duello finale con lo spagnolo Vazquez, capace di sfruttare al massimo la maggiore potenza del motore Honda. Soli 65 millesimi hanno separato i due piloti al traguardo, a dimostrazione dell’equilibrio che c’è stato in tutto il Gp. Fenati non può proprio rimproverarsi nulla perchè ha fatto tutto per vincere: imbattibile nelle prime tre curve, sempre aggressivo in staccata, impeccabile in ogni traettoria.

Il Gp è stato tiratissimo, con dieci piloti racchiusi in poco più di un secondo per tutta la gara. Ad ogni curva cambiavano le posizioni, con Fenati però sempre capace di rimanere nelle prime tre posizioni. L’ultimo giro è iniziato con Fenati e Vazquez capaci di staccarsi dal gruppo, con Romano sempre davanti a dettare il ritmo. Fino all’uscita dell’ultima curva, quando anche Fenati sapeva in partenza come sarebbe andata a finire, cioè con la prima vittoria iridata di Vazquez dopo ben 116 gp a cui aveva partecipato.

Dietro Fenati è arrivato il capoclassifica Miller, con Alex Marquez solo sesto. La classifica iridata adesso recita: Miller 158, con ventuno punti di vantaggio su Vazquez. In terza posizione Marquez (133), mentre Fenati (130) deve recuperare ben 28 punti. Tanti, ma non tantissimi ad otto Gp dalla fine.

Settimana prossima si riparte da Brno con il Gp della Repubblica Ceca. Quali altri record infrangerà l’alieno Marquez?

 

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