Lotito, il moralizzatore del calcio italiano

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lotitoClaudio Lotito, il presidentissimo degli ultimi dieci anni. Perché, nel bene o nel male, è il patron della Lazio ad aver catalizzato su di sé le maggiori attenzioni da quando, nell’estate del 2004, rilevò una Lazio praticamente sull’orlo del baratro, dopo la gestione di Sergio Cragnotti che portò trofei europei e bilanci straripanti di debiti. Dai latinismi alle accuse di spendere poco, dai colpi di mercato ai giocatori tenuti in naftalina, la Lazio degli ultimi anni ha veramente dato sempre del pane fresco per i giornalisti. Entrato come un moralizzatore, effettivamente Lotito ha risanato i bilanci della Lazio. Certo, nel primo anno della sua gestione (2004-2005) ha rischiato, e di parecchio, la retrocessione in Serie B: andare a spulciare la rosa di quella stagione porta tutti a mettere le mani nei capelli, soprattutto alla voce dei carneadi stranieri. Pian pianino, la Lazio ha assunto una sua precisa fisionomia, affidandosi ad allenatori-maestri (Delio Rossi, Edy Reja e, recentemente, Vladimir Petkovic e Stefano Pioli) e cercando di costruire una squadra almeno decente, capace di vincere qualche coppa a livello nazionale e di disputare una Champions League rimasta nella storia, solo per il fatto di aver schierato in campo Marco Ballotta al “Santiago Bernabeu” contro il Real Madrid. Ma la Lazio è Lotito, oppure Lotito è la Lazio, scegliete un po’ voi. Parlare dei biancocelesti porta subito all’accostamento con il suo presidente, uno che è stato imitato così bene da Max Giusti da mettere in difficoltà persino Franco Melli, che da una vita si occupa delle lotsvicende laziali. Lotito – il presidente è un film che abbiamo ascoltato in questi ultimi giorni, tra telefonate, dichiarazioni estirpate e polemiche lunghe tutta una vita. Lotito – il personaggio è nato ben prima di Massimo Ferrero. Le dichiarazioni in latino gli sono valse una comparsata ne “L’allenatore nel pallone 2”, duettando con Oronzo Canà dopo un Longobarda-Lazio 0-0. Che bucasse lo schermo, però, era e resta un dato di fatto. Un’altra comparsata è giunta nei “Cesaroni” nonché un rincorrersi di tante visite televisive, in ultima quella a Ballarò martedì scorso, mentre su Rai 1 andava in onda la prima serata del festival di Sanremo. Per non parlare poi degli sfottò su Twitter. Da #lotitovunque in poi si è creata una mania peggio del Giancarlo Magalli come presidente della Repubblica: fu raggiunto il top quando qualcuno lo sostituì alla nonna di Alessandro Florenzi. Lotito è stato protagonista indiretto anche di 90° minuto che, domenica scorsa, ha avuto inizio con la lettura dei risultati inventati tra le piccole squadre: c’era il Carpi che sfidava, nel posticipo, il Frosinone, ma anche il Castel di Sangro e, soprattutto, lo scoppiettante Licata-Trapani finito sul 5-5. E, bene ricordare, Claudio Lotito gestisce anche la Salernitana in Lega Pro, che avrà un bacino d’utenza interessante numericamente ma, in base ai risultati raggiunti in tutta la sua storia, non può certamente considerarsi una grande. Habemus Lotito, e per ora già ci basta.

Massimo Maneggio