Scrivo queste righe da Presidente dello Juventus Official Fan Club di Santa Sofia D’Epiro (CS) ma prima ancora da tifoso juventino, da persona che porta questi colori nel cuore e che, come tanti altri, ha imparato nel tempo cosa significhi essere parte della storia bianconera.
La Juventus non è una squadra qualsiasi. È una storia, un’identità, un senso di appartenenza che si tramanda da generazioni. È una maglia che si ama nei momenti di gloria, ma che si difende anche nelle difficoltà. Il nostro attaccamento a questi colori non è mai stato in discussione e non lo sarà oggi.
Proprio per questo, però, credo sia arrivato il momento di parlare con chiarezza.
Da troppi anni assistiamo a una Juventus che non riesce a ritrovare quella continuità, quella personalità e quella mentalità vincente che hanno sempre rappresentato la sua identità. Anni di aspettative, di ripartenze annunciate, di promesse e di speranze puntualmente rinnovate, spesso senza che ai proclami seguissero risultati all’altezza della storia e del prestigio di questa società.
Ogni stagione ci siamo detti che sarebbe stata quella della svolta, quella della ricostruzione definitiva, quella del ritorno ai livelli che competono alla Juventus. Abbiamo avuto pazienza, abbiamo sostenuto la squadra, abbiamo continuato a crederci, anche quando sarebbe stato più semplice lasciarsi andare alla delusione.
Ma la pazienza, per quanto grande possa essere, non è infinita.
Quest’ultimo periodo, che avrebbe dovuto rappresentare il momento del vero decollo, si sta invece trasformando nell’ennesima occasione mancata. Ci aspettavamo una Juventus capace di ripartire con convinzione, di dimostrare sul campo la propria ambizione e di restituire entusiasmo a una tifoseria che non ha mai smesso di esserci.
Invece, davanti a determinati risultati e a prestazioni che alimentano interrogativi sempre più profondi, diventa difficile continuare a chiedere ai tifosi di avere pazienza senza offrire loro risposte concrete.
E sia chiaro: non è una questione di perdere una partita, di attraversare un momento negativo o di pretendere di vincere sempre. Chi ama il calcio sa che esistono le sconfitte, le difficoltà e le stagioni complicate. La questione è un’altra: è la sensazione di non riuscire a vedere una direzione convincente, un progetto capace di produrre risultati e una squadra che trasmetta, in ogni occasione, il carattere e la determinazione che ci aspettiamo da chi indossa questa maglia.
La Juventus può perdere. È successo e succederà ancora. Ma non può diventare normale vivere nell’incertezza, rimandare continuamente il momento della svolta e chiedere ai propri tifosi di ricominciare ogni volta da capo, come se gli anni trascorsi non contassero nulla.
Chi indossa la maglia bianconera deve sentire il peso e l’onore di rappresentarla. Chi è chiamato a guidare la società deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte. E chi parla di ambizioni e di ritorno ai vertici deve dimostrare, con i fatti, che quelle parole hanno un significato.
Noi tifosi non chiediamo miracoli. Chiediamo serietà, chiarezza, programmazione e risultati coerenti con il valore della Juventus. Chiediamo di vedere una squadra che lotti, che abbia un’identità riconoscibile e che non faccia mai mancare quella determinazione che, per decenni, ha reso questi colori un simbolo di eccellenza.
Come Presidente dello Juventus Official Fan Club Santa Sofia D’Epiro , sento il dovere di dare voce a un sentimento che va oltre la delusione per una singola partita. È la stanchezza di chi continua ad amare, ma è sempre più in difficoltà nel comprendere le scelte e nel riconoscersi in una squadra che dovrebbe rappresentare qualcosa di più di undici giocatori in campo.
La nostra fedeltà non si compra con una vittoria e non si perde con una sconfitta. Ma non può nemmeno essere considerata una certezza da sfruttare all’infinito, nella convinzione che il popolo juventino continuerà sempre ad aspettare, a giustificare e a perdonare.
Noi non abbiamo smesso di amare la Juventus. Abbiamo semplicemente esaurito la pazienza nei confronti di una situazione che si trascina da troppo tempo.
E questa distinzione è fondamentale.
Continueremo a portare con orgoglio la maglia bianconera, a sostenere la squadra e a trasmettere la nostra passione. Ma oggi sentiamo anche il bisogno di chiedere un cambio di passo reale, non l’ennesima promessa; scelte coraggiose, non parole di circostanza; una Juventus finalmente consapevole della propria storia e delle responsabilità che comporta rappresentarla.
La Juventus appartiene alla sua storia, ai suoi valori e a milioni di tifosi che, in ogni parte d’Italia e del mondo, continuano a sostenerla con una fedeltà straordinaria. È nei confronti di questi tifosi che la società deve sentire il dovere di dare risposte.
Da Presidente di un Official Fan Club, ma soprattutto da juventino, non rinnego nulla del mio percorso e del mio amore per questi colori. Proprio perché ci credo ancora, non voglio abituarmi alla mediocrità delle aspettative, né accettare che il ritorno ai livelli che ci competono venga continuamente rinviato.
La nostra maglia merita rispetto. La nostra storia merita rispetto. E i nostri tifosi meritano finalmente risposte.
Con immutato amore per la Juventus, ma con una delusione che non può più essere taciuta.
Sempre Forza Juventus.
Il presidente dello Juventus Official Fan Club Santa Sofia D’Epiro CS – Sergio Baffa


