Nei giorni scorsi, spazio per l’integrazione con una serata dedicata agli ospiti della struttura d’accoglienza CAS Xenia di Bisignano, grazie alla cooperazione tra l’intero staff del centro e l’associazione di promozione sociale UniterpreSila, a vantare curriculum ricco di iniziative ed esperienze in ambito artistico, musicale, letterario e culturale.
La serata ha visto la partecipazione calorosa e coinvolgente di tutti i residenti del CAS, giunti da molteplici angoli del pianeta, la quarantina d’ospiti arrivano da terre come Nigeria, Somalia, Egitto, Bangladesh e Pakistan. Si sono vissuti istanti di profonda commozione e tenerezza, guidati da un sentimento di genuina fratellanza. Tale spirito è stato reso visibile e concreto attraverso una dinamica ideata appositamente dal team organizzatore, composto da:
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Per UniterpreSila: Ida Nicoletti (Presidente), Stefania Martucci (Vice Presidente) e Gaspare Tancredi (Direttore Artistico).
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Per il CAS Xenia di Bisignano: Carmelina Acciardi (Dirigente), Giulia D’Ippolito (Dirigente) e Anna Franca Bruni (Assistente Sociale).
La prima attività consisteva nel far scorrere un gomitolo di lana: trattenuto il capo dal primo partecipante, il filo veniva lanciato in modo casuale da una persona all’altra (senza ripetizioni), anticipato da una breve presentazione individuale. Al termine, tra i presenti si è dipanata una vera e propria ragnatela di lana, metafora tangibile dell’intreccio solidale che dovrebbe unire ogni individuo, a prescindere da provenienza, etnia o credo religioso.

Un messaggio toccante, recepito appieno da tutti i presenti. Gli ospiti hanno poi espresso profonda gratitudine per l’evento e per il percorso di alfabetizzazione italiana svolto nel centro, che trovava proprio in questa serata il suo momento conclusivo, leggendo un testo di Ivano Fossati dal forte valore sentimentale e integrativo.
A seguire, c’è stata la proiezione di un mediometraggio “Nadir”, firmato dal Circolo Culturale Prometeo Ottantotto di Casole Bruzio. La visione ha catturato l’attenzione di tutti, offrendo rilevanti spunti di meditazione. La pellicola narra infatti la vicenda di un giovane scampato a un naufragio, fuggito insieme al genitore dalla propria terra alla ricerca di un futuro più sereno e ricco di opportunità. Una parabola che rispecchia il dramma di tantissimi migranti, costretti a intraprendere rischiosi “viaggi della speranza”, impiegando ogni risorsa economica e mettendo a repentaglio la propria vita a bordo di imbarcazioni di fortuna. Il film si chiude con un forte impatto emotivo: Nadir e il padre, inizialmente dispersi, si ritroveranno per una straordinaria coincidenza nello stesso luogo.
La serata si è infine conclusa tra un abbondante rinfresco, il taglio della torta e momenti di pura spensieratezza animati da canti e danze. Un epilogo doveroso, poiché la gioia e la leggerezza rappresentano un diritto fondamentale per ogni giovane.
L’invito all’accoglienza è plurimo, consigliamo alla stessa struttura di far conoscere meglio le attività all’interno della città cratense con maggior convinzione e coinvolgimento cittadino.


