Il samurai Marquez

Se prima mancava solo l’ufficialità, adesso è giunta anche quella: Marc Marquez è campione del Mondo della Motogp per la seconda volta consecutiva. A questo trionfo bisogna aggiungere anche i titoli conquistati in 125 e in Moto2, per un totale di quattro trionfi mondiali all’età di 21. Le strade della storia e della leggenda si stanno aprendo di fronte allo spagnolo.

Il Gp del Giappone sul circuito di Motegi, casa Honda, vedeva Marc in difficoltà nelle giornate di prove (anche una caduta) e addirittura fuori dalla prima fila nel corso delle qualifiche. Durante il turno del Sabato, infatti, a spuntarla è stata l’ottima Ducati di Andrea Dovizioso, capace di ottenere il miglior tempo nella casa del colosso giapponese. Secondo posto per un altro italiano, Valentino Rossi, mentre il suo compagno di squadra Lorenzo si piazzava sulla terza casella in griglia.

Alla partenza staccava subito forte Rossi, inseguito da Dovizioso, Lorenzo e Iannone, mentre le due Honda di Marquez e Pedrosa arrancavano. Come dichiarato dal numero 93 nel post gara, il timore di prendersi dei rischi in partenza dopo le due cadute di Misano e Aragon è stato forte, costringendolo a mollare il gas nelle prime curve.

Valentino guidava così nei primi quattro giri, prima di subire l’attacco di un ritrovato Lorenzo che, dopo la rinascita di Aragon, cominciava a martellare e poneva tra se e il suo compagno di squadra un netto distacco di un secondo già al decimo giro (al ventesimo il distacco salirà a tre secondi). Meritatissima, quindi, la vittoria dello spagnolo in Giappone, a conferma che il periodo nero è ormai alle spalle: ben 130 punti conquistati sugli ultimi 150 a disposizione. Se avesse mantenuto questo passo nel corso di tutto il campionato avremmo avuto sicuramente il bis della lotta Mondiale della scorsa stagione.

Dietro il maiorchino è stata bagarre vera per Rossi, che si è ritrovato alle sue spalle un temibilissimo Marquez. Dopo la brutta partenza, il 93 ha risalito la china affondando con i suoi sorpassi prima Iannone, poi Dovizioso e infine Pedrosa. Per poter conquistare matematicamente il titolo, però, serviva il sorpasso anche su Rossi e così è avvenuto al sedicesimo giro. Sembrava che Rossi potesse riavvicinarsi ma così non è stato, anzi il 46 si è dovuto guardare le spalle da Pedrosa che, dopo un’inizio gara pessimo come suo solito, ha risalito la china senza però trovare il podio.

Finisce così con la festa di Lorenzo e il trionfo Mondiale di Marquez (con annessa festa in stile samurai), capace di conquistare diversi record in questa sua strepitosa stagione:

  • E’ diventato il più giovane bicampione nella 500-Motogp, battendo il record che apparteneva a Hailwood;
  • Eguaglia Agostini nelle vittorie iniziali in 500-Motogp (dieci);
  • Le dieci vittorie di fila in Motogp gli permettono di battere il precedente record che apparteneva a Valentino Rossi;
  • Ha eguagliato le undici vittorie stagionali del Dottore, con la possibilità nelle ultime tre gare di stabilire un nuovo record;
  • Le sei pole consecutive all’inizio di stagione gli permettono di eguagliare un altro record di Rossi, anche questo con la possibilità di infrangerlo;
  • Record assoluto nel realizzare almeno dieci podi, dieci pole e dieci giri veloci in un unico campionato.

A tre gare dalla fine possono essere ancora tanti i record da infrangere e, in vista di Valencia, i titoli mondiali in casa Marquez potrebbero diventare due: Alex Marquez in Moto 3 ha vinto la sua gara confermandosi in testa al Mondiale con 231 punti, ben 25 di vantaggio su Miller, quinto in gara dopo un errore all’ultimo giro. Soltanto settimo il nostro Fenati.

Adesso si fa calda la lotta per il secondo posto nella classe regina: Rossi e Pedrosa si trovano a pari punti (230), ma si ritrovano inseguiti da un sempre più arrembante Lorenzo, distante soli tre punti. Sarà questa la contesa che alzerà la temperatura nelle ultime tre gare stagionali e considerando la mostruosità della stagione di Marquez arrivare secondi sarebbe davvero un grande risultato. Gli attuali stati di forma dicono che sarà una lotta a due tra Lorenzo e Rossi (con il primo favorito), mentre Pedrosa può contare sulla moto migliore (anche se la Yamaha ha recuperato gran parte del gap di inizio stagione) ma su uno stato psico-fisico pessimo.

Si tornerà subito in pista nel prossimo fine settimana con il Gp australiano di Philip Island, circuito dove negli ultimi anni ha dominato Stoner e che nella scorsa stagione ha visto il clamoroso errore della Honda nel cambio moto che ha quasi rischiato di far perdere il titolo al suo pilota. Sarà una gara altrettanto emozionante?

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