Il Real vola verso Lisbona

 

La partita perfetta: non ci sono altre parole per descrivere Bayern-Real 0-4 guardando il match dalla parte dei blancos. Dall’altro lato invece la più grande sconfitta casalinga nella storia europea del Bayern.

Dopo una semifinale d’andata in cui il Bayern teneva palla in maniera sterile mentre il Real colpiva, c’era per i campioni d’Europa uno 0-1 da ribaltare. Tutto lasciava pensare ad una grandissima serata per i bavaresi ma invece è andato tutto nell’altro senso. Il Bayern infatti è stato completamente dominato dal Real, che ha sfruttato un atteggiamento tattico scellerato da parte dei tedeschi punendoli per ben due volte con la stessa azione: su azione da palla ferma due colpi di testa in fotocopia di Sergio Ramos, abile a sfruttare la clamorosa libertà lasciatagli in area. Non pago di questo clamoroso errore, il Bayern è riuscito a farsi infilare in contropiede dal solito velocista Bale che ha messo al centro per Cristiano Ronaldo che ha siglato il suo quindicesimo gol stagionale in Champions, impresa mai riuscita a nessun giocatore.

Il secondo tempo è stato equilibrato soprattutto grazie alla mancanza di stimoli da parte dei giocatori del Real, ormai certi di aver prenotato il biglietto per Lisbona. Nonostante questo, nei minuti finali, una punizione rasoterra di CR7 ha punito per la quarta volta Neuer e umiliato definitivamente Guardiola e il suo Bayern. Il tecnico spagnolo fallisce così la ripetizione del Triplete di Heynckes, però è giusto ricordare che alla sua nella stagione precedente al Triplete l’allenatore tedesco non aveva conquistato nemmeno un titolo mentre Guardiola è già a quota due, con la possibilità di conquistare anche la Coppa di Germania. Non è in fin dei conti una stagione da buttare per il Bayern. Resta il fatto che questa notte resterà nella storia del club tedesco e bisognerà capire come la si supererà, soprattutto se lo si farà insieme a Guardiola, viste le tante critiche ricevute nei giorni scorsi da Rumenigge.

Il vero trionfatore della serata è Carletto Ancelotti, troppo spesso non nominato quando ci si chiede chi sia il più grande allenatore in circolazione. Dopo 12 anni il Real torna in finale di Champions dopo innumerevoli ottavi e semifinali perse, e dove hanno fallito grandissimi tecnici tra cui Mourinho non ha invece fallito l’allenatore di Reggiolo, che adesso può segnare il suo nome nella storia del calcio siglando la decima coppa campioni del Real Madrid.

Ancelotti con questa coppa ha un feeling speciale: dopo averla vinta due volte da calciatore, da allenatore si è scoperto legatissimo a questa competizione, nel bene soprattutto ma anche nel male. Dopo la negativa semifinale contro il Manchester United quando era alla guida della Juve, nella sua era rossonera ha centrato due vittorie, una finale persa, una semifinale, un quarto di finale e un ottavo. Successivamente, alla guida del Chelsea, un ottavo perso contro l’Inter del Triplete e un quarto di finale in cui prevalse lo United dell’amico sir Alex. La sua storia europea prosegue nella scorsa stagione con il Psg, quando Pedro e il Barcellona fermano i parigini ai quarti di finale immeritatamente. Questa stagione il cammino del Real è stato micidiale in campo europeo: girone superato da prima senza difficoltà, ottavi in cui si è sbranato lo Shalke, quarti con brividi finali contro il Dortmund ed infine eliminati i campioni in carica. Il Real ha distrutto questa stagione anche i suoi incubi tedeschi, poiché in passato la sua corsa si era conclusa molto spesso contro squadre della Germani. Dagli ottavi in poi il Real ha eliminato la Bundesliga dalla coppa dalle grandi orecchie e adesso si presenta da grande favorita, chiunque sarà l’altra finalista, nell’ultimo atto di Lisbona. Sarà o derby di Madrid o la vendetta contro l’ex allenatore oggi nemico Mourinho.

 

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