I postumi di Bisignano dopo l’indigesta sentenza

umile-bisignano-300x240 I postumi di Bisignano dopo l’indigesta sentenza

Una storiaccia di paese dai risvolti illeciti. Avrebbe abusato della carica di sindaco per condizionare la gestione di una casa di riposo ed esercitato violenza privata.

La notizia ha creato scalpore in tutta la regione anche per i modi “dilatati” di divulgare l’annuncio di un condannato provvisorio. Alcuni giornali hanno diffuso l’immagine del primo cittadino di Bisignano alla stregua di quella di un boss mafioso.

D’accordo sulle discutibili peculiarità del soggetto, ma una riflessione va fatta partendo dal presupposto che il sindaco di Bisignano non è Al Pacino, il sanguinario protagonista di nere favole metropolitane, ma con tutta probabilità un uomo che si è prestato a una politica confacente a certune lobby territoriali e ricoprendo spesso un ruolo assolutamente non idoneo a quello richiestogli.

Fatte salve tutte le ragioni della condanna in primo appello, sacrosante fino alla sentenza di secondo grado, l’utilizzo kamikaze che si è fatto della notizia, in vista anche di un futuro rinnovamento della classe dirigente del paese, ha assunto un carattere di forzatura mediatica a favore probabilmente di nuove leve o soggetti già noti alla storia amministrativa di Bisignano.

Un’ipotesi quest’ultima probabilmente legittima e dettata anche dall’osservazione di alcuni eventi che hanno contraddistinto gli ultimi anni della maggioranza Bisignano.

Anche se alla conclusione del suo mandato Umile Bisignano non fosse stato oltremodo candidabile a nuove elezioni la sua cerchia di consensi non avrebbe mai vacillato.

Dopo la sentenza, la pubblicazione delle sue foto sui giornali, la compiuta mattanza mediatica, quel  determinato consenso probabilmente non esisterà più.

Non solo,

chi “sciacquava” insieme al primo cittadino di Bisignano dovrà trovare un nuovo garante che assicuri certi equilibri e sicuramente non lo ricercherà nelle faccette pulite della politica bisignanese.

A Bisignano forse vive un lupo e qualcuno nei giorni scorsi l’ha già rivisto in giro a segnare il territorio, galvanizzato dagli ultimi eventi giuridici, affamato e alla ricerca di potere.

Cittadini di Bisignano, dunque, attenzione a non scivolare dalla padella alla brace.

14/07/2014 – Alberto De Luca

4 Commenti

    • Al Capone è un film diretto da Richard Wilson nel 1959, Al Pacino ha dato vita a memorabili personaggi del cinema moderno come il gangster Michael Corleone nella triologia de Il Padrino. Tutto qui.

      • Mica gli attori che fanno la parte dei boss sono boss… Nel caso specifico volevi dire Michael Corleone…. un bel film su Al Capone è “Gli intoccabili” con Kevin Costner, Robert de Niro e Sean Connery film più appropriato al caso rispetto al Padrino.
        Cmq in merito al tuo articolo lo condivido in pieno, manca solo che viene raccontato , in forma, più esplicita che i fatti per cui è stato condannato il sindaco sono avvenuti con la complicità di una maggioranza latitante e con poco senso critico in merito a quanto accadeva. Perciò moralmente i colpevoli sono molti. I componenti di un organo collegiale che devono governare un ente pubblico sono in numero molto alto, proprio perchè non accadano queste cose, altrimenti che senso ha eleggere 16 consiglieri, ne basterebbe 1, mi verrebbe da dire, in questo caso di guardare le”ciavole”……. Queste cose accadono dappertutto perchè chi amministra si sente intoccabile per la copertura politica spesso molto forte che hanno… Perciò ho pensato agli Intoccabili!

  1. Da quello che ho potuto capire Lupi pronti a Sbranare l’agnello Città di Bisignano sono molti…non sbagli a dire chè è forte il pericolo di passare dalla padella nella brace….Si è “vocificato” qui a Soverano di un gruppo che ha brindato al viale Roma alla notizia della condanna e successiva sospensione del sindaco…..

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