Equitalia e Consorzio di Bonifica inviano le cartelle esattoriali. Chi ha detto che bisogna per forza soccombere?

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BISIGNANESI IN RIVOLTA

Carissimi lettori della rete gli agricoltori della zone a monte di tutta la media valle del Crati di Bisignano sono ormai alla disperazione. Il futuro delle piccole attività agricole locali è seriamente compromesso da un vero e proprio strozzinaggio legislativo messo in atto da un ente impositore di un tributo ingiusto attraverso Equitalia SPA. Per effetto di una legge regionale 11/2003, attivata da un Decreto della Presidenza Loiero del 2 febbraio 2010, n. 27 (deciso e approvato in 24 ore durante il suo passato incarico amministrativo) il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino ha emanato una sfilza di cartelle di pagamento per gli anni 2010 riguardanti i terreni asciutti. Inoltre, negli ultimi giorni il Commissario Straordinario nominato per il vecchio Consorzio Sibari – Crati (Ente quest’ultimo fallito per debiti) ha provveduto alla notifica di cartelle esattoriali retroattive riferite agli anni 2005 – 2006.

Questa ingiusta stangata di cui è stato messo nuovamente al corrente l’assessore all’ agricoltura della Regione Calabria, On. Michele Trematerra (quest’ ultimo senza aver ancora professato alcuna proposta risolutiva e con la notizia di quest’ultimi giorni di essere stato anche l’autore della bocciatura dell’emendamento proposto in Consiglio per la modifica di legge presentato dall’Unione dei Comitati Cittadini Liberi insieme ad altri esponenti della politica locale) rischia di compromettere irrimediabilmente la salute economica di molte piccole aziende agricole, le quali devono fare i conti anche con l’aumento del prezzo del carburante, dei concimi, delle semenze, della stessa manodopera e dell’imminente tassa Comunale sui terreni agricoli.

Tutto questo sta provocando lo spopolamento delle campagne e il conseguente abbandono dei terreni, quest’ultimi lasciati alla mercé di alluvioni, frane e smottamenti. Inoltre, molti proprietari terrieri rinunciano quotidianamente a coltivare i loro campi in cambio di un altro lavoro, dal quale ricavare un salario per poi spenderlo al pagamento di tasse assurde e ingiuste come quelle imposte dalla legge regionale 11/2003. Di questo passo, molti agricoltori rinunceranno alla loro attività, ritireranno le loro tessere associative, mentre la distanza tra popolo agricolo e istituzioni diverrà abissale. Casi come quello dei cittadini di Bisignano e della media valle del Crati, che non sono più disposti a pagare tributi per mantenere sulla loro poltrona manager e direttori generali, dimostrano tutta l’urgenza d’intervenire una volta per tutte sull’argomentazione e a favore di tutta la comunità agricola.

In attesa della modifica alla legge regionale 11/2003 (anche facendo soltanto riferimento all’emendamento già presentato al tavolo delle proposte) l’unica arma di difesa in possesso di tutti i consorziati (in questo momento delicato per la difesa dei diritti dei più deboli)  restano ancora per una volta i ricorsi alla Commissione Tributaria della nostra Provincia. Il fatto d’intraprendere un ricorso non significa che la causa è già vinta(le cartelle relative a ruoli 2010 sono appellabili lo stesso ma con motivazioni diverse da quelle relative al 2005/2006, per questo motivo è importante rivolgersi agli avvocati determinati nello studio approfondito della materia). I ricorsi alle cartelle esattoriali formalmente ingiuste e con principi sbagliati rappresentano un diritto e soprattutto un dovere da parte di tutti e inoltre una strada diversa rispetto a quella già intrapresa nel corso degli anni e senza alcun beneficio (il pagamento coattivo di un tributo ingiusto per ricevere in cambio un bel niente).

Nell’attesa di riuscire attraverso un’azione pubblica di massa (vedi la raccolta delle firme e altre forme già attivate sul territorio Calabrese) tutta la comunità dovrà necessariamente munirsi degli strumenti necessari validi per concorrere alla causa capacitandosi delle proprie risorse collettive, le quali identificano il motore della società civile. L’unione fa la forza e soltanto rimanendo tutti uniti si può correggere un sistema vizioso. A tal proposito e per un approfondimento sulle tematiche relative alla suddetta questione vengono riportati di seguito alcuni concetti fondamentali per la causa pubblica.

Il contributo consortile (ex art. 23, c. 1, lett. a), della L. R. 11/2003, è stato preteso anche per i terreni classificati “asciutti” (calcolato in base alla tariffa di 35,00 euro a ettaro), dove vi è assenza d’impianti e di servizi d’irrigazione consortili e, in generale, di opere e interventi di bonifica.

Per di più, il contributo consortile richiesto per usufruire dell’erogazione dell’acqua per uso irriguo (per l’anno 2011), è esageratamente aumentato rispetto agli anni precedenti (in alcuni casi è più che triplicato) e grava maggiormente sui piccoli appezzamenti di terreno, con superficie fino a 3.333 mq (soggetti a una tariffa compresa tra 90 e 100 euro), utilizzati prevalentemente per un’agricoltura non imprenditoriale ma destinata ai bisogni familiari. La tariffazione praticata agevola, invece, i possessori di terreni di estensione superiore a 3.333 mq e coloro che sono in possesso di fascicolo aziendale, certificazione di produttore agricolo o imprenditore (con tale certificazione si ha diritto a una riduzione del 15% su quanto dovuto). Oltre a ciò, bisogna aggiungere che nel comprensorio del Consorzio di Bon. Int. dei Bacini Meridionali del Cosentino ricadono sia le zone a valle, che precedentemente erano incluse nel comprensorio del soppresso Consorzio Sibari – Crati, e che usufruiscono di servizi d’irrigazione e di opere di bonifica, sia parti delle zone a monte, le quali sono state sempre escluse dai Consorzi di Bonifica, dove sono presenti terreni che non hanno mai ricevuto alcun beneficio da opere, interventi e attività di bonifica.

Oltre a tutto, i contribuenti sottolineano come il R.D. n. 215/1933, l’art. 860 del Codice Civile, l’art. 8 della L. R. 11/2003 e l’art. 6 dello Statuto Consortile ribadiscono il principio in base al quale l’imposizione della contribuzione a carico degli immobili consorziati avviene quando c’è un beneficio diretto derivante da opere di bonifica. Tale principio è confermato da un orientamento consolidato della giurisprudenza di merito e di legittimità, in base al quale se non c’è beneficio derivante da opere di bonifica sono illegittimi i relativi tributi (ex pluribus: Cass. n. 8770/2009, 9493/1998, 8960/1996).

Per i suddetti motivi, la maggior parte dei cittadini destinatari dei suddetti contributi consortili ritiene ingiusto il pagamento degli stessi così come applicati e calcolati. Per ciò, a Bisignano l’Unione Comitati Cittadini Liberi ha coinvolto i contribuenti ricadenti nel comprensorio consortile alle prese con la medesima problematica e tutte le Istituzioni e i soggetti che avrebbero potuto giovare alla causa, indirizzando in data 21/09/2011 una petizione (di 921 firme) atta a sollecitare provvedimenti urgenti ai contributi imposti dal Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino nonché afferenti alla situazione debitoria di quest’ultimo. Tale documentazione fu inviata tramite lettera raccomandata all’assessore all’agricoltura della Calabria On. Michele Trematerra, al Consorzio di Bonifica, al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e al Consiglio Regionale della Calabria. In attesa di raccogliere cinquemila firme (in tutti i quaranta comuni del comprensorio della bonifica) a supporto dell’emendamento alla legislazione vigente, per legare la contribuzione dei cittadini al servizio effettivamente reso dai consorzi, gli agricoltori e i proprietari terrieri si rivolgono all’autorità cittadina di tutto il comprensorio al fine di giungere a una diffusione mediatica della grave problematica e trovare insieme una risoluzione anche temporanea, prendendo la parola con le istituzioni politiche locali, fermare Equitalia in questa mattanza quotidiana, in attesa di risvolti futuri definitivi. Infatti, modificando il comma 1, lettera A, della legge regionale 11/2003, il quale impone il contributo ai soli fini Istituzionali (i fini Istituzionali non vengono indicati nello statuto dell’Ente pertanto ogni cosa o voce potrebbe rientrare in questi anche il semplice stipendio dell’impiegato oppure del Presidente. Nel caso del nuovo Consorzio, il dirigente è l’ex presidente del vecchio Sibari- Crati mandato in fallimento negli anni passati con un debito di milioni e milioni di euro) tutti i piccoli agricoltori e i proprietari di terreni asciutti sarebbero esonerati dal pagamento di un tributo ingiusto e fortemente depressivo per lo sviluppo agricolo.

Il comprensorio del nuovo Consorzio ha una vastità di circa sessantamila ettari, i quali se tassati a una tariffazione di 35 euro a ettaro nelle zone cosiddette secche (tali territori rappresentano il 90% della suddetta superficie totale, nella quale non è  mai stata realizzata alcuna opera di bonifica anzi i terreni risultano impervi, macchia mediterranea e soprattutto dissestati proprio per mancanza di canali atti a convogliare l’acqua piovana) e di 65 euro nelle zone irrigue (in questi territori, invece, per vent’anni il vecchio Consorzio Sibari – Crati non ha mai operato tranne per qualche eccezione, mentre il nuovo Ente apparentemente razionalizza l’acqua d’irrigazione senza però mai presentare i piani di classifica obbligatori in base alla legge quadro che regola tutti i Consorzi d’Italia) alla fine della riscossione coatta da parte di Equitalia il nuovo Ente dei bacini meridionali si troverebbe in cassa oltre due milioni di euro. Di modo che chi nel corso del tempo ha generato il debiti pregressi successivamente e attraverso un decreto legge (facendosi rieleggere prima nel ruolo di presidente del nuovo Consorzio attraverso una votazione viziata da un quorum bassissimo di presenze di consorziati) oggi, richiede un tributo illegittimo all’intera comunità consortile. La battaglia è rivolta anche contro al vecchio Consorzio Sibari – Crati e al neo Commissario, il quale ha fatto erogare i nuovi avvisi di pagamento relativi agli anni 2005 – 2006, nonostante le quotidiane manifestazioni da parte dei cittadini a sostegno della causa e nel tentativo di ricercare una soluzione positiva in favore dei contribuenti da parte degli enti preposti.

Bisignano il 10 /05/2012                                                               Alberto De Luca