Donna, identità e diritti

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IDENTITA’ E DIRITTI DEL MEDIOEVO

Diritto ad un uguale trattamento dal punto di vista civile e lavorativo per le donne.

Donne: esseri inferiori, perché?

Perché ritenute da sempre deboli nella loro fragilità, incapaci di affrontare gli ostacoli che presenta il mondo; utili solo per procreare, ma anche questo,delle volte, può risultare un problema. Ciò veniva affermato non solo nella Grecia classica e nella Roma repubblicana e imperiale, ma anche nella Chiesa che, nonostante avesse attribuito alla maternità un ruolo importante  attraverso la figura di Maria Madre di Cristo, non permetteva alla donne di intraprendere un ruolo direttivo nella gerarchia ecclesiastica.

Il profilo della Donna nell’età del Medioevo, secondo le autorità intellettuali di quel tempo, non era positivo ma era definito indegno e profondamente legato al peccato. D’altro canto le uniche donne che riuscivano a distinguersi da questa ottica così negativa erano le vergini, le donne sposate e le vedove poiché padroneggiavano la loro sessualità; esse erano fonte di ispirazione per tutte le donne, poiché avevano principi ben fondati. Molto timida e riservata, la donna medievale viveva la sua vita in maniera misera e sottomessa, e questo valeva per ogni classe sociale. Già in età prematura le ragazze venivano mandate in convento o date in sposa ad un uomo scelto dalla famiglia, così la tutela della ragazza passava nelle mani del marito.

In caso di adulterio, di atti sessuali prematrimoniali e di sterilità la donna veniva ripudiata e bruciata a rogo; mentre in caso di infedeltà da parte dell’uomo, la moglie doveva accettare di convivere anche con le amanti del marito.

Nella società odierna, in alcuni Paesi, la donna è costretta ad accettare questa condizione di inferiorità e si vede molte volte serva delle imposizioni del marito-padrone. Anche in ambito lavorativo vive in  sudditanza, delle volte con un risarcimento minore a quello dell’uomo o addirittura vista come un essere incapace di lavorare; ancora oggi la maternità può risultare un problema, in quanto delle volte le lavoratrici sono “obbligate” per contratto a rinunciare alla maternità.

La Costituzione Italiana stabilisce, per la prima volta, la parità di diritti, secondo l’art.3 che è definito il cuore delle leggi: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione,di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Sorge spontanea la domanda: Donne realmente inferiori?

Non ci sono risposte, solo dimostrazioni, poiché le Donne che si sono espresse intellettualmente, culturalmente, politicamente e professionalmente hanno ottenuto risultati “rivoluzionari”. Ne sono esempio: Ipazia, Sibilla Aleramo, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Rosalind Franklin e molte altre donne che hanno dato se stesse al mondo.

Anna Chiara Scuro 3°B liceo
Dorotea Alfano 3°B liceo
Martina Barbieri 3°A liceo

Dm Web di De Marco Fabrizio

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