Cinghiali a Bisignano: danni ai terreni e timori per la sicurezza

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A Bisignano torna a crescere la preoccupazione per la presenza dei cinghiali. Nelle ultime ore sono arrivate diverse segnalazioni da parte di cittadini e agricoltori.

Le zone più colpite restano quelle rurali, sia a valle che a monte del territorio comunale. Ma il problema non riguarda più soltanto le campagne: sempre più spesso i cinghiali si avvicinano alle abitazioni, ai centri abitati e alle strade, diventando un pericolo concreto per automobilisti e residenti.
Bisignano conserva una forte identità agricola, fatta di orti, uliveti, vigneti, frutteti e piccoli appezzamenti familiari. Per questo la situazione colpisce da vicino una parte importante della comunità. I cinghiali entrano nei terreni coltivati, scavano, calpestano e distruggono intere porzioni di raccolto. In molti casi il danno non riguarda solo il prodotto perso, ma anche mesi di lavoro.

La segnalazione più grave: ucciso anche un cagnolino

Tra le segnalazioni, una in particolare ha suscitato grande amarezza. Nella notte un cagnolino che si trovava vicino alla sua abitazione sarebbe stato ucciso durante un episodio legato ai cinghiali. Un episodio che, purtroppo, non sarebbe isolato.
La notizia aumenta la paura nelle famiglie che vivono nelle aree più esposte. Non si parla più soltanto di coltivazioni danneggiate, ma anche di sicurezza vicino alle abitazioni. I cinghiali, soprattutto se in branco o se avvertono una minaccia, possono diventare pericolosi. Il rischio cresce nelle ore serali, quando la visibilità è ridotta e gli animali si spostano con maggiore libertà.

Il pericolo riguarda anche le strade, dove un attraversamento improvviso può provocare incidenti gravi: prova ne è anche due giorni fa scendendo da Giardini, a una velocità media ci sarebbero stati danni seri con una nidiata di cinghiali che attraversavano da un lato all’altro.

Un problema che in Calabria dura da anni

L’emergenza cinghiali non riguarda solo Bisignano. In Calabria il fenomeno viene denunciato da anni in molte aree interne, collinari e periurbane.

La crescita incontrollata della popolazione ha provocato danni all’agricoltura, incidenti stradali e timori tra i residenti. Il punto, però, resta sempre lo stesso: le misure adottate finora non sembrano proporzionate alla reale dimensione del problema.

La caccia da sola non sembra bastare

Tra gli strumenti utilizzati negli anni, la caccia è stata spesso indicata come soluzione principale. In molte zone, però, i risultati non hanno risolto la situazione. Diversi studi sulla gestione del cinghiale evidenziano che gli abbattimenti, se non inseriti in un piano più ampio, possono rivelarsi insufficienti. In alcuni casi possono persino spingere i branchi a spostarsi, frammentarsi e rendere più difficile il controllo del territorio.

Da qui nasce una domanda inevitabile: se la caccia è stata il mezzo più utilizzato, perché i danni continuano ad aumentare?

Servono prevenzione e aiuti concreti

Molti agricoltori chiedono interventi più strutturati. Non bastano azioni occasionali o risposte stagionali: servono censimenti reali, monitoraggi costanti, prevenzione, ristori rapidi e un coordinamento efficace tra gli enti competenti. La Regione Calabria, anche attraverso strumenti come i bandi del PSR, in passato ha previsto misure per proteggere i terreni dalla fauna selvatica. Si tratta però di percorsi pensati soprattutto per aziende agricole strutturate, con requisiti e procedure spesso fuori dalla portata dei piccoli proprietari.

Per questo gli aiuti dovrebbero diventare più concreti e accessibili, senza trasformarsi nell’ennesima misura valida solo sulla carta, e senza nemmeno sentirsi presi per “lesa maestà” nel momento in cui, statisticamente si pone il problema sottolineando danni e paure (certe istituzioni pensano troppo a improfumarsi e poco alla concretezza).

Per le colture più delicate, ricordiamo, le recinzioni fisse restano tra le soluzioni più efficaci. Anche quelle elettrificate possono aiutare, hanno costi più contenuti e possono essere rimosse dopo il raccolto, ma richiedono manutenzione costante e non garantiscono sempre una protezione totale.

Una proposta semplice potrebbe essere questa: perché non prevedere un contributo anche per cittadini e piccoli proprietari delle zone più colpite, così da installare recinzioni realmente utili e prevenire i danni prima che avvengano?

Bisignano chiede risposte

La questione dei cinghiali a Bisignano colpisce il cuore agricolo della città, ma riguarda anche la sicurezza di chi vive nelle contrade, percorre le strade di campagna o abita vicino alle aree più esposte. Dal territorio arriva una richiesta chiara: intervenire prima che la situazione peggiori ulteriormente.