Carlos Bacca, il pescatore del Milan

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carlos-baccaTalenti su talenti per la Colombia migliore di sempre. Titolari e riserve hanno accresciuto il loro valore di mercato in maniera esponenziale, basti pensare alla cifra richiesta dalle squadre di club per i vari Cuadrado, Ibarbo e James Rodriguez. Roba da capogiro. Il nuovo calcio arriva dall’altro Sudamerica, come il Cile e la Colombia, formata da giocatori di talento, rapidi e anche sbruffoni al modo giusto. Fra questi, c’è anche Carlos Bacca che, forse, ha avuto poche copertine rispetto alle altre stelle gialloblù. È un talento esploso tardi, una rapida punta capace di infilarsi in ogni pertugio e abile nel giocare tra le maglie dei difensori avversari. Esploso tardi, dicevamo, perché fino ai 22 anni ha fatto il pescatore e il controllore sugli autobus. Al mondo si è fatto conoscere per un…salto. È stato proprio Bacca, nei quarti di finale, a procurarsi il rigore per la Colombia, realizzato da James Rodriguez per il 2-1 finale contro il Brasile. Bacca, appena entrato, ha avuto giusto il tempo di inserirsi in area di rigore: nessuno l’ha visto e, così, eccolo come una furia sulla palla, ma è Julio Cesar a intervenire, uscendo alla meglio per impedire la rete. Il brasiliano è stato ammonito per il fallo da rigore, mentre il colombiano ha avuto, senz’altro, la soddisfazione di aver riaperto la gara, anche se la squadra di Scolari ha poi amministrato il vantaggio per andare, qualche giorno dopo, a prendere una storica imbarcata dalla Germania. Bacca, però, è stato contento a suo modo, poiché proprio quel 4 luglio scorso ha esordito in un mondiale di calcio, attestando anche di poter giocare competizioni di alto livello. In fondo, per lui è sempre stata un’impresa dimostrare di essere un giocatore di classe. L’esordio professionistico di Bacca è avvenuto nei campionati colombiani, con la militanza in squadre come Junior, Barranquilla, Minerven e ancora Barranquilla. Segnò quasi una novantina di reti, riuscendo ad attirare l’attenzione dei club europei. Non fece mistero di voler attraversare i continenti per giocare in campionati più competitivi: in Russia, la Lokomotiv Mosca non riuscì ad accordarsi per il prezzo del cartellino, con Bacca che ripiegò quasi mestamente sul Bruges. Gennaio 2012: il freddo fiammingo non contribuì all’ambientamento del colombiano, quasi sembrava un pulcino bagnato contro gli avversari dalla tempra dura. Riuscì a fare il suo e anche onestamente, con dieci presenze e tre reti all’attivo. Nella stagione successiva ecco l’esplosione di Bacca, che esultò per venticinque volte in campionato e per altre tre volte in Europa. La stella è sorta nel firmamento, con il Siviglia che fu abile ad accaparrarsi le sue prestazioni sportive. Nel campionato 2013-2014 il ruolino è di tutto rispetto, con quattordici reti (tra cui una pesantissima al Real Madrid) e la convocazione in nazionale per i mondiali. Ha soffiato il posto a Luis Muriel nella selezione dei “Cafeteros”, con una chiamata quasi inattesa anche per via di un curriculum non proprio eccezionale in nazionale. Bastava, però, mandarlo prima in campo e farlo… saltare felice.

Massimo Maneggio