Olmo di Piano, teatro e Agorà: una tris di gran qualità con “Miseria e Nobilità”

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L’Olmo di Piano a Bisignano come palcoscenico teatrale, la maestria degli attori nel saper raccontare un grande classico, il pubblico pienamente convinto e divertito della messa in scena. Cocktail di qualità nel venerdì sera organizzato dall’omonima associazione bisignanese, che ha puntato con “Agorà” sulla rappresentazione di “Miseria e Nobiltà” ottenendo il plauso del pubblico nonché la convinzione di proseguire nel proprio percorso.

Il celebre testo del 1887 di Eduardo Scarpetta, riportato in scena da Agorà con il regista Samuel Vita e gli attori che lo hanno interpretato in salsa cosentina, del resto è un cardine del teatro italiano e non solo. Lo spettacolo è stato dinamico e divertente, le battute ben ritmate e nella maggior parte dei casi ancora con un senso attuale, sebbene siano state scritte nel 19° secolo. Rinnovare la memoria del pubblico più senior e, al tempo stesso, scuotere quello più giovane attraverso modi di fare, stili e codifiche di un’altra epoca ha avuto il suo perché, considerando come le soluzioni sceniche messe in scena all’Olmo hanno avuto un forte impatto visivo ed emotivo.

L’ottimizzazione degli spazi, apprezzata dal pubblico e messa in risalto anche nell’introduzione con i saluti del sindaco Francesco Fucile e del parroco Don Cesare De Rosis, è un altro valore aggiunto, in pochi metri quadrati si stanno mettendo in risalto qualità, arte e varie culture da saper integrare, soprattutto evidenziati da quanti conoscono solo marginalmente l’ingresso del centro storico. In un largo ora c’è un palco, un murales, uno spazio bello da vedere (cinghiali permettendo, ndr) e la simpatia di quanti vivono l’area e delle attività commerciali: cosa volere di più?

Il pubblico ha notato ciò, oltre che il lavoro degli attori e dell’intero gruppo teatrale, capace di dare concretamente il senso di riconoscibilità che impone la messa in scena di un grande classico, adattandolo in alcuni casi a un linguaggio più contemporaneo. Quella di “Miseria e Nobiltà” è diventata l’occasione per guardare e guardarsi dentro, da un passato che (forse) non tornerà a un futuro che – speriamo – migliorerà. L’Olmo di Piano e Agorà con ogni probabilità incroceranno nuovamente le loro strade, offrendo al pubblico altri spazi di condivisione teatrale in un prossimo futuro.