La Volley Bisignano retrocede in Serie C

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La Volley Bisignano è retrocessa in Serie C. Ruolino senza dubbio non felice, con solamente tre vittorie e un totale di dodici punti che la riportano nei tornei regionali. La classica stagione storta, quella che era stata preventivata dagli addetti ai lavori a inizio stagione e si è verificata puntualmente.

Di certo, quella bisignanese è una piazza pallavolistica singolare. Ci sono tifosi che sembrano seguire la propria squadra come si segue una moda: presenti quando tutto brilla, silenziosi quando le luci si spengono, non sia mai fare una critica sportiva oggettivi. Ci sono quindi “tifosi” che riempiono gli spalti nelle vittorie, condividono entusiasmo e orgoglio, ma scompaiono o si fanno vaghi appena arrivano le difficoltà. È un tifo leggero, condizionato dal risultato, più vicino al bisogno di sentirsi dalla parte giusta che a un vero legame con i colori.

Questo atteggiamento dice molto su come vivono lo sport: non come appartenenza, ma come occasione. La vittoria diventa un riflesso della propria immagine, qualcosa da esibire; la sconfitta, invece, un fastidio da evitare, quasi un’ombra che conviene ignorare, in un territorio incapace di fare una seria analisi critica e di dare colpe e responsabilità.

Eppure il tifo, quello autentico, nasce proprio lì: nella capacità di restare, di esporsi anche quando è scomodo, di criticare con onestà senza sparire. Non significa accettare tutto o rinunciare a pretendere di più, ma continuare a esserci. Perché è facile festeggiare quando si vince; è molto più difficile, e molto più significativo, non voltarsi dall’altra parte quando si perde.

Tanti i fattori che potrebbero essere elencati, la Serie B finisce proprio quì


Un esempio lo portiamo anche con due pallavolisti, uno esperto e uno giovane, che hanno lasciato Bisignano per affrontare un campionato duro ma stimolante nelle fila della Raffaele Lamezia. Che ha un po’ ridimensionato i risultati, ma non per questo il tifo è venuto meno, anzi. La salvezza in Serie B porta anche la loro firma, perché certe stagioni si decidono proprio così: con giocatori che non aspettano che siano gli altri a fare la differenza, ma scelgono di essere protagonisti quando conta davvero.

Esposito e Ferraro sono stati molto più che semplici giocatori: sono stati il simbolo concreto di cosa significhi prendersi responsabilità in una piazza che sente il peso giusto del pallone da volley. In una stagione complicata, fatta di pressioni e risultati altalenanti, hanno trovato la lucidità e la determinazione per trascinare la squadra quando ogni punto pesava come un macigno.