Trovata una nuova grotta di culto per Sant’Umile da Bisignano – esclusiva

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Quanto sta emergendo nelle ultime ore arricchisce il capitolo affascinante e spirituale della opera religiosa di Sant’Umile da Bisignano.

L’ultima scoperta potrebbe essere un’ulteriore testimonianza sulla vita del nostro santo. Tutto parte da quanto sta emergendo negli ultimi giorni e dalla cura e dalla cautela che impone la situazione tutta.

Nelle campagne di Bisignano, infatti, sarebbe stata scoperta una grotta dove – presumibilmente – ci sono delle tracce del passaggio del Santo. Non una grotta comune, considerando come, spesso e volentieri, ci si possa lasciare prendere dalla fretta: la struttura in terreno argilloso si trova nelle zone a monte, in un terreno che, seguendo una scia storica, sarebbe appartenuto proprio alla famiglia Pirozzi, ergo alla famiglia del Santo.

Si seguono le indicazioni di quanti hanno già effettuato ricerche accurate e studi sull’argomento, ovvero l’attivissimo centro studi “Il Chiostro” che ha poi coinvolto il centro studi “Carmelo Lo Giudice”, che confermano l’ubicazione del luogo di culto legato a un elemento conclamato. Il terreno era utilizzato per il pascolo degli animali, con lo stesso Lucantonio Pirozzi che lì avrebbe – probabilmente – ricevuto la chiamata del Signore intorno al 18° anno di età.

Gli indizi sembrano andare in un’unica direzione: all’interno della cavità vi è un’incisione (la croce) molto simile per altro a quella già presente nella grotta più celebre di Sant’Umile. Ed è questo un passaggio ulteriore: la croce scolpita è un segno evidente che il luogo era stato trasformato in un oratorio. Questo può confermare, ancora di più, la tradizione che assegna la grotta a luogo privilegiato di Luca Antonio per ritirarsi in preghiera per come testimoniato nei processi canonici.

La piccola caverna è al vaglio della Sovrintendenza, gli esperti hanno già effettuato le prime ricerche del caso, analizzando così l’intera situazione per poi dare prossimamente un parere tecnico più approfondito. La grotta al suo interno è circa 1,80 m di profondità (Sant’Umile poteva entrarci e restarci senza difficoltà), è stata esaminata per avere un rilievo in 3D e capire poi quale possa essere, materialmente, il periodo d’incisione.

La misurazione è stata effettuata utilizzando sensori che lavorano nel buio o scattano foto da diverse angolazioni, elaborati poi con software specifici per la topografia sotterranea, al fine di vagliare e scoprire rilievi dettagliati.

Essendo una grotta facente parte di un terreno privato non possiamo indicarne con precisione la sua effettiva collocazione, ma ulteriori dettagli saranno spesso rivelati in una conferenza stampa. Ovviamente, sia i frati che l’amministrazione comunale stanno seguendo con molta attenzione tutto l’iter.

A supporto delle fonti documentali, che già sono state redatte e saranno comunque ampliate, resta anche una traccia nei libri locali, in particolare in una poesia in vernacolo.
                                 Massimo Maneggio

San Nicola: il luogo dell’anima, il punto di approdo tra Dio e Lucantonio.

San Nicola dei Corvini o del Rio è una collina della campagna bisignanese che si apre su panorami mozzafiato e dove l’aria e la quiete incontaminate invitano alla meditazione.

Qui a Lucantonio, il futuro S. Umile, quando aveva appena compiuto il diciottesimo anno di età, il Signore si è manifestato in tutta la divinità.

Era il 28 dicembre del 1600 e il giovane era intento a pascolare gli armenti in un terreno di sua proprietà posto sulla sommità di quella dolce collina bisignanese.

Nell’ora dopo il meriggio, all’improvviso, la fredda aria che prima agitava i secolari ulivi, si fermò e tutto venne avvolto in una tenue luce e in un ovattato silenzio.

Mentre Lucantonio osservava quell’insolita atmosfera, una voce discese dall’infinito e lo chiamò per tre volte dicendo:

“Lucantonio, voglio essere servito da te”.

Atterrito e non poco, il ragazzo cadde bocconi per terra e rispose:

“Dio mio in che cosa posso io servirti se non sono buono a nulla? Ma giacché Voi volete essere servito da me, ecco io Vi affido il mio essere, la mia vita e il mio cuore al servizio di Vostra Divina Maestà e prometto a Voi SS. Trinità e a Voi purissima Vergine e a tutta la corte del Paradiso di rinunciare a tutte le cose create e mi propongo di null’altro mangiare, in tutto il tempo di mia vita, che poco pane e acqua e di andare vestito di lana vile e di osservare la regola di San Francesco d’Assisi”.

Ripresosi dalla meraviglia, si alzò e si guardò intorno: vide lì vicino un povero pastore impietrito da quello che aveva visto e udito, lo abbracciò e lo vestì dei suoi indumenti indossando i poveri stracci di cui era coperto l’incredulo e sconcertato spettatore del celeste prodigio e come Francesco d’Assisi disse: Deus mihi dixit – Dio mi ha parlato.

Quello che è successo sulla solitaria collina di San Nicola ci è stato tramandato da Padre Dionisio da Canosa, confessore di Fra Umile, che lo ha ascoltato dalla viva voce del frate bisignanese e lo ha trascritto nel “diario” composto nel 1627.

San Nicola, cuore del mistero di Dio, nella geografia dei luoghi di S. Umile è il più rilevante perché da qui il giovane si è incamminato su ripidi sentieri che lo avrebbero portato a vertiginose altezze.

La fertile collina ci offre più di una meravigliosa vista: è ancora intrisa dell’atmosfera discesa dal Cielo in quel freddo inverno e si ha la sensazione che sia più vicina al cielo.

Così ha avuto inizio non solo la storia del figlio di S. Francesco d’Assisi, ma in quel momento si è riscritta la storia della nostra città destinata a diventare il centro della spiritualità francescana della Calabria.

Per approfondire e conoscere la storia di Sant’Umile

Sant’Umile da Bisignano: un orgoglio