“Sindaci, basta lavoro nero!”

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COMUNICATO CONGIUNTO
USB-CSA
SINDACI E CRUMIRI
Mentre, da un lato, i sindaci chiedono la riattivazione dei tirocini per ristabilire il servizio della loro macchina amministrativa, dall’altro alcuni tirocinanti credono di adempiere al loro impeccabile senso del dovere continuando a prestare ancora l’attività di tirocinio.

Ai sindaci ricordiamo, caso mai l’avessero dimenticato o per nulla mai considerato, che i tirocinanti non sono lavoratori subordinati. Non sono contrattualizzati, non hanno copertura INPS e INAIL, non possono ammalarsi e nemmeno avvalersi di qualche diritto sacrosanto. Se i sindaci stessi volessero dare senso alle loro richieste si rivolgessero a chi di dovere.
Che sia l’ANCI regionale e nazionale ad esporre in maniera unanime ed umana il problema dei tirocinanti sfruttati. E sia sempre l’ANCI, visto il fabbisogno necessario dei Comuni, a chiederne ufficialmente la stabilizzazione. Contrattualizzateli. Non accetteremo più un ennesimo limbo di sfruttamento. Nonostante i tirocinanti aiutino le amministrazioni a risolvere problematiche in misura anche maggiore dei dipendenti pubblici ordinari, siamo certi che sono, ad oggi, sprovvisti di superpoteri e dell’immunità al Covid. Non capiamo, quindi, perché possono tornare a prestare attività di tirocinio mentre i dipendenti no. Come è possibile, visto che il tirocinante deve essere da supporto al dipendente e non da sostituzione? Nessuno deve essere mai carne da macello, sappiatelo!!!

Ai tirocinanti, invece, ricordiamo che tra il XIX e XX secolo, nel momento delle grandi battaglie sindacali, alcuni pensarono non solo, indegnamente, di non unirsi alla lotta, ma di lavorare in sostituzione di chi invece scioperava per i diritti e la dignità dei lavoratori TUTTI.
Essi venivano chiamati CRUMIRI.
Siamo certi che, in parecchi Comuni, molti tirocinanti stiano venendo meno a quei valori per cui lavoratori precedenti perdettero la vita: i DIRITTI.
Siamo certi che alcuni tirocinanti stanno ancora occupando il loro posto, lavorando e prestando servizio in nero.
Questi non percepiscono il senso dell’unione nella lotta, una lotta per un unico sostanziale interesse: la stabilizzazione.​