Piazza del Popolo: Vincita al lotto

p1280010x Piazza del Popolo: Vincita al lottoOgni tanto la dea bendata si ricorda anche di Bisignano dove un ignoto giocatore ha vinto al Lotto la bella somma di 22.325 euro, azzeccando un terno secco sulla ruota di Roma con una giocata complessiva di 10 euro.

La ricevitoria dove è stata registrata la vincita nell’estrazione di martedì scorso, è gestita da Italo Abate ed è situata in Piazza del Popolo, nel centro storico della cittadina della Valle del Crati.
Non è la prima volta che in questa ricevitoria si registrano vincite consistenti. Circa due anni fa un giocatore, rimasto, ovviamente, anonimo, ha incassato più di 128.000 euro giocandone soltanto 30 su un terno secco sulla ruota di Napoli.
Qualche anno prima vi era stata un’altra vincita di oltre 34 mila euro con una giocata al Lotto istantaneo.

Mario Guido

1 commento

  1. SONO STANCA

    Io non scrivo mai commenti, né pareri, né opinioni
    ho sempre creduto, e continuo a credere, che non sta a noi dare giudizi.
    Sono una giornalista, non un giudice, e nemmeno un magistrato;
    Io mi limito a raccontare i fatti, i fatti come stanno e come sono,
    sembra la cosa più facile, e invece è la più difficile ed ha un prezzo altissimo.
    Quale prezzo? Che non fai più un mestiere, ma combatti una guerra, lotti.
    Ti senti in lotta, ed io a quarantasette anni sono stanca.
    Non impaurita, non scoraggiata, stanca.
    Stanca di leggere ogni giorno nei giornali che sono una pazza:
    “Politkovskaja la schizofrenica, Politkovskaja la paranoica”.
    Stanca di spiegare ai miei figli perché chi dice la verità è un pazzo, e chi dice menzogne fa carriera.
    Stanca di ricevere dalle dieci alle quindici minacce di morte alla settimana,
    che compaiono sul mio computer, a volte al telefono.
    Stanca di sentirmi una criminale.
    Ogni sei giorni, quando esce un mio articolo, vengo convocata in procura, fra i ladri e i delinquenti.
    Chi sta lì per rapina, chi per furto, chi per stupro, io per giornalismo.
    Conosco i corridoi, le sale d’aspetto, le scrivanie degli uffici.
    Entro. Mi siedo. La prima domanda è sempre la stessa:
    “Perché ha scritto cose false? E chi le ha passato queste informazioni?”.
    Segue interrogatorio. Due, tre, quattro ore.
    A volte mi hanno trattenuta, a volte arrestata.
    Sono stanca di spiegare ai miei figli perché passo la notte in galera.
    Sono stanca di pensare che l’informazione libera in qui non esiste.
    Il 90% dei giornalisti in Russia, ha una tessera politica;
    quando hai una tessera politica, non sei un giornalista, sei un portavoce.
    Funziona così. La stampa si divide in “chi è per la Russia” e “chi non è per la Russia”:
    se sei per la Russia, dopo cinque/sei anni ti fanno deputato.
    Se non sei per la Russia, non devi fare il giornalista. Punto.
    La tua propaganda contro lo Stato. Punto.
    La propaganda contro lo Stato, si punisce con la morte, prima o poi.

    Anna Politkovskaja (New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006)

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