Sul palco di Sanremo splende la bellezza

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R&B Sport

imageFra critiche, polemiche, condanne e assoluzioni anche la seconda serata del festival è andata, con caratteristiche più o meno uguali alla prima. Tutto sommato l’andamento è lineare, senza intoppi e colpi di scena particolari, direi quasi con una semplicità che per certi versi dà l’ impressione di una serata tra amici e soprattutto con la musica in primo piano.
Scelta rispettabilissima in merito anche quella di far esibire i giovani ad inizio serata, addirittura prima che entrassero le vallette. Che poi venga spontaneo chiedersi se i pochi fortunati a salire su quel palco siano proprio i più bravi fra migliaia che ogni anno si presentano alle selezioni, è un altro discorso, soprattutto quando vedi che a dirigere l’orchestra nell’esibizione di un rapper giovanissimo sia un grande musicista che guarda caso è suo nonno o che il cantautore che ha passato il turno oltre a provenire da Amici è colui che aprirà i concerti alla Nannini.
Inoltre anche ieri sera è apparso evidente che la maggior parte delle canzoni lascino molto a desiderare e uno dei motivi potrebbe essere forse che nei nomi degli autori manchino alcuni dei più grandi che hanno scritto la musica italiana.
Quello che invece certamente non lascia dubbi è il riconoscere che i più bravi interpreti in assoluto siano stati Il Volo, con il loro brano a mo’ di musical, di un certo rilievo e spessore vocale. Probabilmente nessuno si meraviglierebbe qualora spiccassero “il volo” verso la vittoria, neanche coloro che dopo la prima serata davano per vincitori certi, Nek, che già solo per la sua voce, non si smentisce mai, o il neo cantautore strano, come lui stesso si definisce, Nesli.
Di certo si discute per tanti nomi che sono finiti nella zona a rischio ma che poi alla fine si vedrà se veramente avranno rischiato o meno.
Ma il più grande merito che va riconosciuto al direttore artistico è quello di essere riuscito a mettere certamente tutti d’accordo nel dire che Charlize Theron sia veramente di una bellezza indefinibile e impareggiabile.
E allora, con gli occhi ancora illuminati per aver visto cotanta bellezza, non resta che vedere la terza serata e di sicuro lo faremo tutti quelli che abbiamo il coraggio di ammetterlo, a differenza di chi pensa che sia un crimine seguire l’evento che da ben 65 anni ormai contribuisce a diffondere la musica italiana nel mondo.

Carlo Falco