Sla, la vita dei pazienti diventa più “Simple”

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Migliorare la qualità della vita di pazienti, per cui l’esistenza si è trasformata in calvario, è possibile. E quando la ricerca si mette al servizio di questi figli di un dio minore, anche una vita molto complicata, come quella di chi è affetto da Sclerosi laterale amiotrofica o di un anziano autonomo, può essere un pò più “simple”. Semplice come l’utilizzo di una sedia a rotelle robotizzata, quella, appunto, dal progetto “Simple” (acronimo che sta per Smart solutions for healt monotoring and elderly amd disable people), proposto da tre ingegneri calabresi, Arrigo Palumbo, Barbara Calabrese e Nicola Ielpo, e finanziato dal Ministero dell’università e ricerca.

“Il progetto nasce dalla continuazione della nostra attività di ricerca sul brain computer interface, nell’ambito dell’elettronica biomedica, iniziata già da diversi anni ed è rivolto a persone affette da patologie neurodegenerative e a persone anziane con disabilità motorie”, spiega Palumbo, responsabile di “Simple”.

Si tratta, quindi, di acquisire i segnali elettrici del cervello, attraverso degli elettrodi posizionati con una cuffia da elettroencefalogramma, e tradurli in comandi di movimenti che, in questo caso, permettono di muovere la sedia a rotelle anche a chi ha perso l’uso delle braccia. Il progetto, infatti, prevede la realizzazione di un sistema elettronico e robotico per equipaggiare una normale sedia a rotelle, anche attraverso un modulo di navigazione autonoma. La sedia a rotelle, cioè, può muoversi da sola ed evitare gli ostacoli che incontra sul suo cammino, senza il controllo umano. Il progetto prevede, ancora, il monitoraggio continuo delle funzioni vitali fondamentali, come l’attività cardiaca, quella respiratoria e della deglutizione, per evitare il soffocamento dei malati affetti da disfagia.

Il progetto prevede, infine, un modulo di telesorveglianza. La sedia a rotelle, cioè viene sempre localizzata e le condizioni di salute del paziente sono seompre controllate a distanza. “Questo sistema – spiega Palumbo – consente un tempestivo intervento delle strutture sanitarie in caso di emergenza e permette di monitorare i pazienti a distanza, intervenendo in tempo reale, senza tuttavia dover ricorrere al continuo ricovero ospedaliero per effettuare controlli di routine. Il sistema è quindi pensato per garantire un controllo continuo di pazienti a rischio, fornendo loro anche ausili elettronici per migliorarne la qualità della vita”.

Gli ingegneri, che svolgono attività di ricerca e didattica all’Università della Calabria e all’ateneo Magna Grecia di Catanzaro, hanno ricevuto un finanziamento di 920.000 euro.

I partner, in funzione di consulenti, del progetto “Simple” (che ha la durata di trenta mesi) sono: il dipartimento di Ingegneria Informatica, modellistica, elettronica e sistemistica (Dimes) dell’Univerrsità della Calabria; Arisla, Fondazione italiana di ricerca per la Sla – (sclerosi laterale amiotrofica); il dipartimento di Scienze neurologiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, il dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche (Dsmc) dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro e Sistemi Software Integrati, una società satellite del gruppo Finmeccanica, holding italiana nei settori dell’aeronautica, dell’elicotteristica, dello spazio e della difesa.

di Simona Negrelli
su: Il Quotidiano della Calabria (10/07/2013)

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