Scampia, partita e riscatto

Un anno fa circa

COSENZA Quando i libri vengono sostituiti dalla pratica sul campo, gli studenti universitari se ne avvantaggiano: lo sanno bene i ragazzi del gruppo di “Pedagogia della R-Esistenza”, che è sbarcato a Scampia per toccare con mano la triste realtà napoletana. Per i futuri educatori, guidati dall’encomiabile professor Giancarlo Costabile e dai suoi validissimi collaboratori, la tappa napoletana è stata, senza dubbio, tra le più significative di questo percorso che vede impegnati i ragazzi da due anni. Proprio a Napoli, gli studenti universitari hanno vissuto varie emozioni, verificando che il ruolo di educatore non è semplicemente star dietro a bambini dell’asilo, limitandosi al compitino e alla mera osservazione: è molto di più, è stare in contatto con realtà disparate e alcune volte lontane anni luce.
«Mio fratello è stato ammazzato più volte»
All’arrivo a Scampia, i ragazzi entrano già nel clima della giornata. Non è facile, per chi non conosce la realtà partenopea, fare una prima stima dell’ambiente: Scampia è un quartiere di più di 80mila abitanti, non è facile districarsi all’interno. Gli studenti arrivano, come prima tappa, nella sala municipale di Scampia, dove all’ingresso splende lo “Sportello Anticamorra”, esempio virtuoso di come l’unione, e la voglia di andare avanti, possa superare tutti gli ostacoli. Lo sa bene Ciro Corona, tra i fondatori di questo sportello che fa da “Cicerone” ai ragazzi per l’intera giornata e, una volta seduti nell’aula consiliare, arriva una toccante testimonianza: quella di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca, ucciso dalla camorra. Gianluca Cimminiello, professione tatuatore, è stato freddato per una foto postata su facebook con l’allora calciatore del Napoli, Ezequiel Lavezzi. Una foto che non piacque a un diretto concorrente, che un sabato pomeriggio mandò tre uomini ad “avvisare” Cimminiello: ai tre andò male, perché Gianluca, oltre ai tatuaggi, sapeva praticare benissimo la kick boxing. Tre giorni dopo un cliente malintenzionato entra nel suo locale e lo cerca, con Cimminiello che lo accompagna fuori a vedere altri disegni: la mossa sarà imprudente, poiché sono appostati alcuni sicari che uccidono Gianluca, colpendolo prima alla spalla e poi al torace. Sua sorella Susy, con occhi pieni di dignità, chiede giustizia: «Gianluca è stato ammazzato più volte, lui è stato sempre estraneo agli ambienti delinquenziali, ma il fatto di esser stato fermato a 16 anni per una canna fa dire il contrario al Ministero degli Interni. Ora è il ministro Alfano che dovrà decidere, abbiamo accumulato tante delusioni, forse abbiamo pagato il fatto di non essere andati negli show televisivi e di aver creduto nella giustizia». Il secondo grado del processo è stato aperto giovedì scorso, mentre nel primo era stato condannato all’ergastolo il “cliente” Vincenzo Russo: in carcere è andato solo l’esecutore materiale dell’omicidio, mentre gli altri uomini coinvolti ancora sono liberi.

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Tra vele e calcetto

Dopo la toccante testimonianza di Susy Cimminiello, il viaggio dei ragazzi prosegue per arrivare nella sede “Gridas”, il gruppo che vuole risvegliare dal sogno di Goya per quanto riguarda Scampia. È un centro speciale, dove i ragazzi possono esprimere la loro arte, attraverso murales variopinti, seguendo il cineforum e partecipando a svariate attività. Poco più distanti, ci sono le vele di Scampia, palazzoni con 14-16 piani dove abitano centinaia di famiglie: bisogna prendere le dovute accortezze, facendo attenzione a dove si mettono i piedi. A terra ci sono aghi e siringhe, si possono scorgere spacciatori e tossicodipendenti che barcollano, mentre nei ballatoi i bambini scorrazzano con le biciclette e le donne gridano da un portone all’altro in mezzo all’amianto. L’ultima attività dei ragazzi è l’amichevole giocata sul campetto della zona contro alcuni ragazzi di Scampia: finisce 6-3 per i napoletani, che giocano forse per dimenticare le tante avversità della vita, anche se in campo mostrano un talento cristallino, dando una mano (dopo essersi scusati) se l’avversario è caduto dopo un contrasto. Arcavacata – Scampia è diventata una distanza più vicina: il merito va a professori come Giancarlo Costabile che investono sul futuro dei ragazzi con forti esperienze di vita. Nei giorni scorsi i ragazzi hanno prima incontrato Pino Masciari e, in seguito, a San Luca, Mimma Cacciatore, per dare un’altra testimonianza tangibile nella lotta contro le mafie.

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Massimo Maneggio

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