San Proclo, il 19 febbraio da celebrare

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Un santo dimenticato? Il più delle volte, san Proclo è definito tale. Bisignano terra di santi, già ben prima di Sant’Umile. Ovviamente, nessuna competizione, quanto una pagina di storia che va maggiormente approfondita.
Le più antiche notizie su San Proclo da Bisignano provengono dal Bios si S. Nilo, risalente agli inizi del secolo XII, dove si legge: “il beatissimo e santissimo Proclo, personaggio fornito di un’istruzione enciclopedica, il quale aveva fatto della sua mente un’arca di opere tanto profane che sacre. Prima di rendersi monaco, essendo ancora giovane, nel suo paese teneva questo metodo di vita: rimaneva digiuno ogni giorno fino alla ora del vespero, attenendo alla lettura e astenendosi da vivande cotte al fuoco o da bevande gustose; dal vespero in poi sino a mattino visitava tutte le chiese del paese recitando l’intero salterio e facendo alla porta di ciascuna chiesa tante prostazioni, che s’era prescritte e che Dio solo conosce. Entrato nella vita monastica, e rivestito dal nostro Santo Padre Nilo dell’abito della vita virtuosa, si assoggettò a tanta astinenza ed a tale rigida ascetica, da mortificare effettivamente le sue membra terrene ed incontrare molestissime malattie sino all’ultimo respiro della sua vita. Il passo del Bios niliano ci presenta Proclo come un uomo dotato di vastissima cultura, conoscitore di innumerevoli opere sacre e profane, divulgate e non ancora trascritte, tanto sa essere chiamato “enciclopedia vivente”. La straordinaria erudizione di Proclo presuppone una sua origine nobiliare e , probabilmente, a proposito del suo praticare di nascosto una vita di penitenza e di mortificazioni, una sua partecipazione all’amministrazione della vita pubblica.
Non si sa nulla della morte del Santo, ma si fa risalire all’anno 975 d.C. Tutto questo è menzionato anche nell’Enciclopedia dei Santi, con la sezione curata da Eros Laipi