Riparti Bisignano: “Gesto doveroso per tutta la città”

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L’intervento di Veronique Capalbo capogruppo di “Riparti Bisignano” nel consiglio odierno

Il gruppo consiliare “Riparti Bisignano”, porgendo il saluto ai presenti partecipa a questa seduta del Consiglio Comunale per il conferimento della cittadinanza onoraria “Alla salma non riconosciuta di un soldato caduto in combattimento nella guerra 1915-1918”, al quale è stata data, a cura dello Stato, solenne sepoltura in Roma sull’Altare della Patria”.

Per onorare gli oltre 650 mila militari italiani che persero la vita nel primo conflitto mondiale, al Milite Ignoto, la cui salma fu scelta tra 11 feretri ignoti da una mamma, Maria Bergamas, il cui figlio era morto in guerra e disperso, fu concessa la medaglia d’oro con questa motivazione:
“Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruenti battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare nella vittoria e la grandezza della Patria.”

Questo è quanto fu posto in epigrafe da  restare impresso nella mente degli italiani , e che purtroppo a distanza di qualche decennio fu presto disatteso e il nostro Paese scelse nuovamente la guerra e le sue tragiche conseguenze del Secondo conflitto mondiale che portò l’Italia ad una pesante sconfitta militare ed un ulteriore perdita di circa 200 mila italiani morti. Una nazione stremata dalla distruzione dei bombardamenti e dalla miseria da Nord a Sud.

Dopo cent’anni dalla Grande Guerra, noi oggi celebriamo e riconosciamo il valore di tutti coloro i quali combatterono per la libertà e a difesa dello stato sovrano. Ma accanto ai 650 mila caduti (secondo altre fonti il dato è di 677 mila) ci furono altri 450 mila mutilati, 3 milioni di reduci spesso relegati ai margini della vita civile, un’economia in ginocchio e macerie.

Se contiamo i morti in prigione o negli ospedali, le vittime superano 1 milione e mezzo e di questi almeno 1 milione sono meridionali. Quanti ragazzi e giovani padri di Bisignano non fecero ritorno e quanti facendo ritorno vissero una vita da invalidi per aver “preso il gas” nelle trincee, così come ci raccontano le nostre nonne. Nella mia famiglia c’è chi è morto per il gas, al ritorno dalla guerra.

Chi vi parla ha avuto un bisnonno insignito a Cavaliere di Vittorio Veneto. Ricevuta in eredità, custodisco a casa la stessa onorificenza di Croce e Medaglia al merito conferita ad un prozio di mio marito.

E tuttavia oggi non possiamo non ricordare anche le vittime di tutte le guerre, anche quelle che non ci appartengono direttamente come italiani, perché queste guerre ci appartengono invece come cittadini del mondo.

Secondo i dati riportati dalla Ong, Armed conflict location & event data project (Acled), specializzata nella raccolta, nell’analisi e nella mappatura dei conflitti, al 21 marzo 2022 se ne possono contare 59 che continuano a uccidere e affamare milioni di persone…. In Nigeria, in Afghanistan, in Siria, Somalia, Colombia, il conflitto Israele-Palestina solo per citarne alcuni, che portano fame, morti e genocidi.

E poi la guerra in Ucraina, terribilmente vicina a noi. Le immagini che ci arrivano da Kiev, Kharkiv, Mariupol e dalle altre città dell’Ucraina ci fanno temere il peggio.

“La guerra all’Ucraina è insensata nella sua portata, spietata nelle sue dimensioni e illimitata nel suo potenziale di danno globale. Il ciclo di morte e distruzione deve fermarsi. È giunto il momento di unirsi e porre fine a questa guerra”. Lo ha detto lo stesso segretario generale dell’Onu nella riunione del Consiglio di Sicurezza.

Mi piace ricordare in questo consiglio comunale che la nostra Costituzione all’art. 11 ci impone di “rifiutare la guerra come strumento di offesa o come mezzo per risolvere le controversie” e questa deve continuare ad essere la nostra strada maestra. Perché nelle guerre a pagare sono sempre coloro i quali non hanno deciso di dichiarare la guerra, di combattere o di subirne le conseguenze anche come semplici civili. Come ha detto Papa Francesco la guerra è “luogo di morte dove padri e madri seppelliscono i figli, dove uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono”.

Pertanto, ci sembra incomprensibile come il nostro Governo oggi voglia inviare armi all’Ucraina letalmente offensive per difendere cosa ….la pace !?

La pace non si ottiene inviando armi ai popoli in conflitto.

La pace si diffonde con la cultura globale della cooperazione civile, la sussidiarietà ed il progresso sostenibile tra i popoli della terra, un mondo che si avvii verso il disarmo degli armamenti bellici e citando Giorgio La Pira,  Sindaco di Firenze ed uno dei padri dell’Assemblea Costituente del dopo guerra, uomo di radici cattoliche e simbolo per la  pace negli anni della guerra fredda, ci ricorda in suo intervento in Parlamento che “affinché il disarmo produca la pace bisogna convertire in investimenti di pace  gli investimenti di guerra, trasformare i missili nucleari in astronavi di pace e le bombe in aratri per la semina.” Quante sono attuali ancora queste parole!!!

Con la cittadinanza onoraria conferita al milite ignoto riconosciamo il sacrificio dei giovani immolati per amore della patria nel Primo conflitto mondiale, ma oggi deve rappresentare il monito a non continuare con le atrocità delle guerre ed il grido a far tacere le armi in tutto il mondo.

Con questa motivazione la votazione da parte del gruppo Riparti Bisignano a conferire la cittadinanza onoraria di Bisignano al Milite Ignoto sarà favorevole.

                                                                     Veronique Capalbo

Capogruppo “Riparti Bisignano”