Quando si fanno i conti senza l’oste nessuno poi è disposto a pagare. Trematerra e Coldiretti a Cosenza per riunire i Consorzi di Bonifica provinciali

produttore-montalcino Quando si fanno i conti senza l’oste nessuno poi è disposto a pagare. Trematerra e Coldiretti a Cosenza per riunire i Consorzi di Bonifica provinciali

Trematerra colpisce ancora con la sua politica feudale affermando in una nota pubblicata sul sito Paese 24.it quanto segue : “il mondo consortile, non è più un peso per la comunità, esce dai palazzi e presenta i risultati” di cui “la regione dovrà tenere conto potenziando un convinto rapporto sinergico, per fare anche in modo che ai Consorzi si possano affidare ulteriori ed importanti funzioni, essi saranno protagonisti nella nuova programmazione comunitaria 2014-2020”.

Ma a quali risultati si riferisce l’Onorabile della regione Calabria, per il quale il mondo consortile non sarebbe più un peso per la comunità? Stiamo veramente delirando? Probabilmente ci si riferisce alla “pappazione” comunitaria programmata per il 2014/2020? Altrimenti non si spiega questa ulteriore forma di pubblicità gratuita per Enti che barcamenano con un carico di debiti quantificato da una specifica commissione  in oltre un milione e mezzo di euro. L’assenza totale di opere e servizi nella gran parte del territorio consortile e specie nelle zone cosiddette asciutte è un dato visibile a tutto il mondo. Pertanto si rammenta al Trematerra che, ancora a oggi, l’unico dato certo, il quale  sottolinea ancora una volta il totale mal funzionamento di quello che si vuol far passare forzatamente per una realtà strutturalmente eccelsa, è che i citati territori risultano in buona parte dissestati, privi di una viabilità, e anche  di un minimo reddito agrario. Nonostante le innumerevoli iniziative realizzate su tutto il territorio calabrese e la presentazione di una petizione di 8000 firme consegnata al cospetto del Consiglio Regionale, per la richiesta di modifica della legge regionale 11/2003 in materia di bonifica e in particolare del Comma riguardante il pagamento del tributo consortile per il mantenimento dei soli fini istituzionali, ancora si attende una risposta di accoglimento della stessa da parte degli uffici preposti.

Tanti i Sindaci in difesa di codesto carrozzone senza un apparente motivazione. Eppure la spiegazione dell’arcano è ancora una volta di facile interpretazione. Probabilmente anche il nostro bene amato primo cittadino insieme all’Assessore all’agricoltura di Bisignano plaudono all’operato dei Consorzi di Bonifica Calabresi in vista della “pappazione” comunitaria 2014/2020 di cui saranno  istituzionalmente anch’essi protagonisti proprio  per effetto di quella sinergia costruita a tavolino fra alcuni comuni e le strutture consortili senza, però, tenere in conto la vessazione continua e ingiusta cagionata a spese di proprietari di terreni asciutti che molto spesso nulla hanno a che vedere con la produzione agricola.

Stipendiati dei Consorzi di Bonifica,  salariati delle Associazioni di categoria agricole, politichesi usurpatori pagati con i soldi dei contribuenti calabresi e manovalanza tutta della ben congeniata macchinetta mangiasoldi, sarete finalmente contenti della bella notizia proveniente dalla chiarissima voce del vostro Signor Trematerra. Consorziati e proprietari non assoggettati alla suddetta “corporazione”, che siete costretti a pagare un tributo ingiusto per i territori asciutti di vostra proprietà, che non ricevete alcuna opera di bonifica da taluni tiranni, che percepite a stento lo stipendio solamente dal vostro duro lavoro quotidiano, che non siete Sindaci o negoziatori associati alla cricca, i quali pagate annualmente le tessere di adesione alle Associazioni agricole di categoria  per essere soltanto presi a pedate in faccia e mantenere le loro malate strutture, che cosa aspettate a ribellarvi contro questa anomala organizzazione speculativa e soprattutto di fronte a soggetti che di voi contribuenti non avrebbero, come già dimostrato in tantissime occasioni,  il minimo riguardo?

20/07/2013                                                                          Alberto De Luca

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