No al referendum: ecco i perché

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Cari concittadini,

noDomenica 4 dicembre saremo tutti chiamati ad esprimere il nostro parere sulla legge Renzi-Boschi che modifica 47 articoli della Costituzione e vogliamo soffermarci sulla necessità di votare NO.
Si tratta di una modifica antidemocratica e anticostituzionale poiché il Senato non verrà eletto dai cittadini, distruggendo un principio fondamentale della rappresentanza democratica e violando così l’art.1 della Costituzione “La sovranità appartiene al popolo”.

I senatori nominati dai partiti nei consigli regionali eserciteranno funzioni legislative tra cui la modifica della Costituzione, l’attuazione delle politiche comunitarie, e godranno dell’immunità parlamentare (privilegio ingiusto per chi non è scelto dal popolo). 

In combinazione con la legge elettorale “Italicum” che tramite un premio di maggioranza esorbitante consegna alla prima lista il 54% dei seggi alla Camera senza una soglia minima per accedere al ballottaggio, questa controriforma orienterà il nostro ordinamento costituzionale verso un “premierato assoluto”, ovvero l’accentramento del potere nelle mani del Premier e del Governo.

Infatti, il Governo avrà una corsia preferenziale per i suoi provvedimenti (la Camera dovrà metterli in votazione entro 70 giorni) e il senato sarà privato della sua funzione di contropotere esterno della Camera (verrà meno la facoltà di votare le leggi ordinarie e di dare o negare la fiducia al Governo, diventando inoltre irrilevante nell’elezione del Presidente della Repubblica a causa del suo sottodimensionamento) senza compensare con la previsione di adeguati contropoteri interni (ad esempio, il diritto delle minoranze qualificate di istituire inchieste parlamentari).

Inoltre, ricordiamo che per effetto del sistema dei capilista bloccati e delle candidature plurime sempre previsto dalla legge elettorale, 375 deputati saranno nominati dai capi partito e non dai cittadini, e il leader capo della maggioranza potrà controllare in ampia misura la scelta dei parlamentari da eleggere, i quali avranno nei suoi confronti una totale sudditanza che il Parlamento si trasformerà da cuore della vita democratica in una sua diretta appendice. Sarà dunque più facile per il Premier eleggere a suo piacimento il Capo dello Stato, i giudici costituzionali e 1/3 del Consiglio Superiore della Magistratura.
In definitiva, il prodotto di questa controriforma è una consistente restrizione dell’iniziativa legislativa del Parlamento a favore del Governo e un’ulteriore riduzione della partecipazione democratica dei cittadini.

Allora perché hanno escogitato questa legge?
Per avere un Premier e un Governo senza contropoteri, che a loro volta sono sottoposti ai grandi gruppi economici e finanziari nazionali ed internazionali (si sono schierati contro la nostra Costituzione: la banca d’affari JP Morgan, la Commissione Trilaterale, Confindustria, i giornali finanziari esteri “Financial Times” e “Wall Street Journal”,   il manager strapagato Sergio Marchionne e persino l’ambasciata americana) . Non è la nostra Costituzione a rendere inefficace il nostro paese, come sostenuto dai sostenitori della controriforma, ma l’incapacità di questa classe politica che con questa controriforma avrà più potere per emanare leggi come quelle che recentemente hanno prodotto tagli alla sanità pubblica, tagli alla scuola pubblica, attacchi al sistema previdenziale e al diritto alla pensione, privatizzazioni selvagge e grandi opere con enorme spreco di soldi pubblici.

Il 4 dicembre difendiamo la nostra democrazia, votiamo NO nel referendum costituzionale

Con speranza e fiducia,                                                                                                 Comitato Bisignano per il No                                                                                      07.10.16

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