Nessuno limiterà la libertà di stampa

Ieri notte si è consumato un fatto gravissimo per la libertà di stampa, la violazione delle più elementari regole della democrazia e del vivere civile. Ultimata la lavorazione del giornale, a tarda ora, l’Editore mi ha chiesto se non fosse possibile ritirare dalla pubblicazione l’articolo relativo all’indagine in corso sul figlio del senatore Tonino Gentile, Andrea, al quale sono contestati i reati di abuso d’ufficio, falso ideologico e associazione a delinquere nell’ambito del caso Asp. Di fronte alla mia insistenza, nella difesa del diritto di cronaca, ho minacciato all’Editore stesso le mie dimissioni qualora fossi stato costretto a modificare il giornale, vanificando il mio lavoro e quello dei miei colleghi. Mentre discutevamo di questo, in mia presenza e in viva voce, l’editore ha ricevuto la telefonata del nostro stampatore Umberto De Rose, il quale, ponendosi come “mediatore” della famiglia Gentile, faceva ulteriori pressioni per convincerlo a non pubblicare la notizia, ricordandogli che «il cinghiale, quando viene ferito, ammazza tutti». Avendo io ribadito all’Editore che non intendevo in alcun modo censurare ciò che era stato scritto, ci siamo salutati. Così De Rose, dopo avere chiamato insistentemente la redazione, soltanto alle due di notte ha fatto sapere che il giornale non poteva andare in stampa per un guasto alle rotative. E’ evidente che si è trattata di un’azione intollerabile e ingiusta, e aspetto serenamente che la Procura di Cosenza mi convochi per produrre la documentazione in mio possesso riguardo alle pressioni che Gentile, per interposta persona, ha effettuato per evitare che fosse divulgata l’indagine sul conto di suo figlio.

Luciano Regolo
Direttore dell’Ora della Calabria

1 commento

  1. La libertà di stampa è già stata limitata con l’approvazione del Decreto Legge sulla diffamazione a mezzo stampa. Il fatto invece che una certa politica (eletta dal popolo calabrese) alzi la cornetta (a tarda ora) nel tentativo di far ritirare un articolo riguardante un avviso di garanzia (per associazione a delinquere) va oltre il concetto di censura e approda nell’intimidazione bella e buona.

    Intimidire è il solo scopo della telefonata (questa notizia non si deve pubblicare). È una vergogna quello che accade in questa Regione. Tutti i cittadini hanno il dovere di reagire di fronte a scenari di questo genere. Non basta più protestare civilmente contro certuni sistemi ma bisogna prendere in mano la frusta e colpire senza pietà. La Democrazia è in pericolo, vergogna, non è possibile, non può essere accettata una cosa del genere. Se sei
    un criminale vai avanti e puoi fare tutto ciò che ti pare mentre se sei una persona per bene puoi morire. La libertà di stampa è sancita dalla Costituzione italiana e chiunque tenta
    di cancellare codesto diritto rappresenta un sistema debole destinato a soccombere.
    Non c’è più nulla da ridere.

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